Quando il lavoro diventa sofferenza: 35 Husky sequestrati in Trentino

Il Corpo forestale del Trentino ha sequestrato 35 cani di razza Alaskan Husky usati per lo sleddog, il traino sportivo della slitta: sono state trovate strutture inadeguate e condizioni ritenute incompatibili con il benessere degli animali.

salvati cani Husky usati per trainare la slitta
Sequestrati in Trentino 35 cani di razza Alaskan Husky usati per lo sleddog, il traino sportivo della slitta (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Il silenzio dell’Alpe Cimbra, interrotto solitamente solo dal fruscio dei pattini sulla neve, è stato scosso lo scorso 14 febbraio da un’operazione che riporta l’attenzione su un tema delicato: il confine sottile tra sport, turismo e benessere animale. Il sequestro di 35 Alaskan Husky a Lavarone, condotto dal Corpo Forestale del Trentino, non è solo una notizia di cronaca giudiziaria, ma un monito severo sulla responsabilità che l’uomo assume quando trasforma il cane in un compagno di lavoro.

Il salvataggio di 35 cani di razza Husky sfruttati nel Trentino: il blitz degli agenti del Corpo forestale

L’operazione è scattata in seguito a una segnalazione dello sportello locale della Lav (Lega Anti Vivisezione). Al centro della vicenda, una struttura dedicata allo sleddog — il traino sportivo e turistico della slitta — che, a causa del fallimento dell’attività, aveva lasciato gli animali in uno stato di abbandono di fatto.

cagnolino di razza Husky
Il Corpo forestale del Trentino ha sequestrato 35 cani di razza Alaskan Husky usati per lo sleddog, il traino sportivo della slitta (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Sul canale YouTube della LAV (all’account social @LAV_ITALIA), una delle più importanti associazioni animaliste d’Europa che “dal 1977, cerca di rendere il mondo un posto migliore per tutti gli animali”, è stato diffuso un video che mostra il salvataggio dei 35 cani. Nella descrizione del filmato si legge che non si tratta solo di una “storia di salvataggio, ma anche di rinascita e di giustizia”. Nel testo si legge che a Lavarone, 35 Alaskan Husky “vivevano in condizioni terribili, incompatibili con la loro natura: senza attenzioni, senza ripari e senza dignità, tanto da costringerli a mangiare la segatura. Il loro destino? Trainare slitte per lo sleddog: un’attività che utilizza i cani come strumenti, spesso senza reali tutele per il loro benessere. Dietro la facciata dello sport – riconosciuto addirittura dal Coni – in questo allevamento sono emersi abbandono, degrado e sofferenza”.

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Nel post la Lav prosegue che “grazie al lavoro e alla segnalazione del nostro sportello contro i maltrattamenti di Trento e all’intervento del Corpo Forestale, i 35 cani oggi sono finalmente al sicuro. Ci sono stati affidati in custodia giudiziaria e noi di LAV ce ne prenderemo cura con un unico obiettivo: dare loro un futuro libero dallo sfruttamento e dal maltrattamento e pieno di affetto e di cure. Lo faremo in un centro di fiducia”. Il video è disponibile a questo link.

cuccioli di cane Husky
Il Corpo forestale del Trentino trovato in Trentino strutture inadeguate e condizioni ritenute incompatibili con il benessere degli animali, sequestrando 35 cani (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

L’ispezione, condotta con il supporto dei veterinari dell’Azienda Sanitaria (Asuit), ha portato alla luce una realtà incompatibile con la natura di questi cani. Sebbene gli Alaskan Husky siano atleti nati, capaci di percorrere distanze incredibili in condizioni climatiche estreme, la loro resistenza non è una licenza per la trascuratezza. Le strutture, collocate su suolo pubblico, sono state giudicate del tutto inadeguate, portando al sequestro d’urgenza convalidato dal GIP del Tribunale di Trento.

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A differenza del Siberian Husky o dell’Alaskan Malamute, l’Alaskan Husky non è una razza riconosciuta dalla FCI (Federazione Cinologica Internazionale). È un “tipo” genetico selezionato esclusivamente per le prestazioni: velocità, resistenza e motivazione al traino. Sono cani che possiedono un metabolismo straordinario e una necessità di stimoli sociali e fisici elevatissima. Proprio questa loro natura resiliente rende la loro sofferenza meno “visibile” agli occhi dei profani, ma non per questo meno reale.

cani Husky trainano la slitta
Lo sleddog, il traino sportivo della slitta, in Trentino mascherava lo sfruttamento dei cani (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

I 35 cani sono stati trasferiti in una struttura specializzata in Emilia-Romagna, affidati a mani esperte che si occuperanno del loro recupero sanitario e funzionale. Il titolare dell’attività è attualmente indagato per violazione del Codice Penale. Nel diritto moderno, il reato di maltrattamento non si configura solo in presenza di violenza fisica o lesioni evidenti. La giurisprudenza italiana si è evoluta verso una tutela che comprende il benessere etologico. Detenere animali in condizioni incompatibili con la loro natura significa privarli di spazio e movimento, ma anche di stimoli ambientali e interazione sociale. Per cani da muta come gli Husky, l’isolamento o la gestione scorretta dei gruppi sociali è una forma di maltrattamento. La storia dei 35 Alaskan Husky di Lavarone è ancora in fase di scrittura. Il loro futuro non sarà più legato a una corda da traino in una struttura fatiscente, ma a un percorso di dignità e rispetto.

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Lo sleddog è una disciplina che affonda le radici nella storia dell’esplorazione polare. Quando praticato correttamente, è un esempio di cooperazione interspecifica. Il cane non “subisce” il traino; nella sua genetica risiede la motivazione alla collaborazione, un desiderio intrinseco di correre e tirare insieme al proprio musher (il conducente). Ma a Lavarone, molti cani provenienti da situazioni di incuria presentano carenze nutrizionali, parassitosi non trattate o traumi articolari trascurati. Le visite veterinarie approfondite serviranno a stabilizzare la loro salute fisica attraverso terapie mirate e protocolli vaccinali completi. Questa è la sfida più complessa. Un cane che ha vissuto solo in funzione del traino o in condizioni di privazione deve imparare a “fare il cane” in un contesto domestico o di comunità equilibrata. Questo episodio evidenzia il “lato oscuro” delle attività turistiche legate agli animali. Perché lo sleddog rimanga etico, sono necessari controlli costanti da parte delle autorità competenti, ma anche competenze certificate dei gestori, che devono essere esperti cinofili prima che imprenditori. (di Elisabetta Guglielmi)

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