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Lega un grosso bastone al collare del cane per non farlo scappare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:24
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Per non far scappare il cane, lega un grosso bastone al suo collare

cane maltrattamento
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In diverse occasioni, un testimone, residente nella provincia di Cáceres, in Spagna, ha notato un cane di taglia piccola con un grosso bastone legato al collare che gli pesava sul collo e limitava gli spostamenti del povero animale.

L’uomo ha filmato il cagnolino per denunciare il caso alla Guardia Civile spagnola, spiegando di averlo avvistato una decina di volta prima di segnalarlo.

“Spero riuscite a individuare il proprietario perché gli hanno messo il bastone al collo almeno otto o nove molte. Non sono riuscito a prenderlo per rimuoverglielo”, ha scritto il cittadino preoccupato per la sorte dell’animale.

Sul caso è intervenuta la Guardia Civile che è riuscita a risalire al proprietario dell’animale. Il cane è stato sequestrato e portato in una clinica veterinaria per verificare le sue condizioni. Dagli accertamenti è emerso il peso del bastone ha causato una lesione al collo e una degenerazione della colonna vertebrale.

“#Grazie al tuo aiuto la Guardia Civil # Cáceres sta indagando per maltrattamento di animali un uomo che ha legato un grosso bastone attorno al collo del suo cane” , ha scritto la Guardia Civile in un post su twitter, invitando i cittadini a segnalarle forme di abusi e soprusi di cui sono vittime gli animali.

Il video è stato condiviso in rete dalla Guardia Civile per documentare la tortura alla quale è stato sottoposto il cagnolino e questo, molto probabilmente per molti anni in quanto ha provocato gravi lesioni al suo corpo.

Maltrattamento di animali

In passato, sono stati registrati altri casi simili nei quali sono stati legati dei pesi al collo di un cane per non farlo scappare. Si tratta di metodi coercitivi e dannosi che rientrano nella fattispecie di reato in quanto violano la  norma per il benessere dell’animale.

Il maltrattamento di animali, in Italia, è un reato previsto dall’articolo 544-ter del codice penale ai sensi del quale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro”.

A questo si aggiungono ulteriori sentenze della Cassazione Penale, tra la quale, il n. 52031/2016, che evidenzia il reato di maltrattamento per cui si cagiona una sofferenza inutile all’animale: “In tema di reato di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, previsto dall’art. 727, comma secondo, cod. pen., la grave sofferenza dell’animale, elemento oggettivo della fattispecie, deve essere desunta dalle modalità della custodia che devono essere inconciliabili con la condizione propria dell’animale in situazione di benessere. (In motivazione, la Corte ha precisato che anche le sole condizioni dell’ambiente di detenzione possono essere fonte di gravi sofferenze per l’animale, quando sono incompatibili con la sua natura)”.

Una precedente sentenza della Cassazione penale, la n. 21932/2016, aveva acceso i riflettori sul tema dell’utilizzo di strumenti coercitivi quali il collare elettronico che integra “la contravvenzione di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, poichè concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale. (In applicazione del principio, la Corte ha proceduto a riqualificare come violazione dell’art. 727, comma secondo, cod. pen. il fatto originariamente contestato ai sensi dell’art. 544-ter cod. pen., configurabile nella diversa ipotesi di abuso del collare coercitivo di tipo elettrico “antiabbaio”).

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C.D.