La scimpanzé Ai è morta all’età di 49 anni: è stata uno dei primati più studiati per la sua mente geniale e le sue incredibili capacità.

Si è spenta all’età di 49 anni Ai, la scimpanzé geniale diventata famosa nel mondo per le sue abilità matematiche e artistiche. Ai era in grado di contare fino a 9, riconoscere le 26 lettere dell’alfabeto inglese, leggere 100 caratteri cinesi e dipingere. La scimpanzé ha concluso la sua vita in un giardino zoologico, lo stesso nel quale era stata cresciuta e dal quale aveva provato a fuggire.
Addio a Ai, la scimpanzé geniale dalle incredibili abilità matematiche e artistiche: si è spenta a 49 anni
A dare l’annuncio della morte di Ai è stato il Center for the Evolutionary Origins of Human Behavior dell’Università di Kyoto, l’istituto giapponese presso cui la scimpanzé viveva da quasi tutta la sua vita. Lo scorso 9 gennaio 2026, all’età di 49 anni, Ai ha chiuso gli occhi per sempre, “circondata dal personale” che si era preso cura di lei per decenni. Secondo il centro, è morta “per cause legate all’età avanzata e a un’insufficienza multipla degli organi”.

Gli scimpanzé comuni (noti secondo la classificazione tassonomica di Blumenbach del 1775 con il nome di Pan troglodytes) sono primati appartenenti alla famiglia degli ominidi e al genere Pan. Insieme al bonobo, gli scimpanzé sono la specie viventi evolutivamente più affine all’Homo sapiens tanto che secondo alcuni scienziati dovrebbero essere riclassificate nel genere Homo. Scimmie antropomorfe, gli scimpanzé condividono circa il 94% del loro DNA con gli esseri umani. Vedere le immagini di Vanilla che abbraccia i suoi amici e rivolge uno sguardo emozionato al cielo ricorda ancora una volta l’incredibile somiglianza che esiste tra gli esseri umani e le scimmie e, allo stesso tempo, fa comprendere quanto possa essere sbagliato tenere reclusi all’interno di gabbie o giardini zoologici questi meravigliosi animali.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Dopo 28 anni in gabbia, vede il cielo per la prima volta: l’espressione dello scimpanzé
Ai era nata nel 1976 nelle foreste della Guinea, in Africa occidentale. Quando era ancora una cucciola, a solo un anno di vita, è stata strappata alla sua terra e portata in Giappone. Ai è stata reclusa in quello che allora era il Primate Research Institute dell’Università di Kyoto. La scimpanzé è stata una delle più studiate della storia della scienza, contribuendo per decenni a cambiare la comprensione della mente dei primati. L’eredità scientifica da lei lasciata orienta ancora oggi la ricerca sull’evoluzione della mente umana. I risultati ottenuti dalle ricerche su Ai sono stati pubblicati su riviste scientifiche di primo piano, tra cui Nature, e hanno attirato l’attenzione dei media internazionali.

Vista la notevole intelligenza della primate, gli zoologi iniziarono a studiarla dando vita a quello che divenne l’Ai Project. Il programma di ricerca è stato avviato da Kiyoko Murofushi e dal primatologo Tetsuro Matsuzawa con l’obiettivo di studiare percezione, apprendimento e memoria negli scimpanzé attraverso interfacce computerizzate. A soli 18 mesi, la scimpanzé imparò a utilizzare una tastiera progettata per lei e collegata a un computer. Grazie a questo strumento i ricercatori riuscirono a studiare in modo sistematico le sue capacità cognitive, senza ricorrere a semplici condizionamenti alimentari. I ricercatori ricordano la scimpanzé come un primate molto curioso che “partecipava attivamente a questi studi, rivelando per la prima volta diversi aspetti della mente dello scimpanzé”. Nel corso degli anni le competenze di Ai si ampliarono notevolmente.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> A 40 anni dalla scomparsa di Dian Fossey, la donna che ha dedicato la vita ai gorilla
All’età di cinque anni, la primate aveva imparato i numeri fino a 6. In un articolo scientifico del 1985, Tetsuro Matsuzawa scriveva infatti che Ai aveva “padroneggiato la denominazione numerica da uno a sei ed era in grado di nominare il numero, il colore e l’oggetto di 300 tipi di campioni”. Nel 1989 Ai si rese protagonista di una fuga spettacolare, aprendo il lucchetto della propria gabbia con una chiave e liberando un altro scimpanzé e un orango. Due studenti avvisarono Matsuzawa dopo averla vista camminare nel campus con la chiave in bocca. Nel 2000 Ai diede alla luce un figlio, Ayumu, che in seguito divenne noto per le sue eccezionali capacità di memoria di lavoro, attirando l’interesse degli studiosi sul trasferimento di conoscenze tra genitori e figli.

Come dichiarato dal centro di Kyoto, gli studi condotti con Ai hanno contribuito a creare “un quadro sperimentale per comprendere la mente dello scimpanzé, fornendo una base cruciale per riflettere sull’evoluzione della mente umana”. Matsuzawa ha confermato che nel 2014, Ai era in grado di riconoscere 11 colori diversi, oltre 100 caratteri cinesi, i numeri arabi da zero a nove e le 26 lettere dell’alfabeto inglese. La scimpanzé non si divertiva solo nei test cognitivi, ma amava disegnare e dipingere, tracciando segni con pennarelli sui fogli bianchi anche senza che nessuno glielo chiedesse o le desse ricompense alimentari.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> No alla sperimentazione scientifica sugli animali: ecco come l’IA può aiutare
Nel 2017, in occasione del 40º anniversario dell’Ai Project, una sciarpa realizzata a partire da uno dei suoi dipinti fu donata alla celebre primatologa Jane Goodall. Secondo quanto riportato dallo Smithsonian Magazine, Matsuzawa descrisse così il suo primo incontro con Ai: “Quando guardai negli occhi questo scimpanzé, lei ricambiò lo sguardo. Questo mi sorprese: le scimmie che avevo conosciuto e con cui avevo lavorato non mi guardavano mai negli occhi”. E aggiunse: “Avevo semplicemente pensato che gli scimpanzé fossero grandi scimmie nere. Ma questa non era una scimmia. Era qualcosa di misterioso”.
L’intelligenza dei primati
L’intelligenza degli animali è indiscussa. Chi ha a che fare quotidianamente con loro riconoscerà senza grandi difficoltà che tutte le specie viventi sono dotate di grandi capacità che permettono loro di superare le diverse difficoltà quotidiane. La scienza potrà inoltre elencare le specie di animali più intelligenti e tra queste annovererà sicuramente le scimmie antropomorfe. Un esempio è quello degli orango, che sono capaci di curare ferite con piante medicinali.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> I primi passi del piccolo gorilla: il cucciolo si alza in piedi sostenuto dalla mamma (VIDEO)
Gli orango (noti secondo la classificazione tassonomica di Linneo del 1760 con il nome di Pongo pygmaeus) sono primati appartenenti alla famiglia degli ominidi. Scimmie antropomorfe come gli scimpanzé e come i gorilla che condividono circa il 94% del loro DNA con gli esseri umani, gli orango tango condividono tantissime caratteristiche con gli esseri umani. (di Elisabetta Guglielmi)