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Napoli, matrimonio negato per colpa del cane

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Incredibile ma vero quanto successo a Napoli, dove una coppia avrebbe dovuto coronare il proprio sogno d’amore coinvolgendo anche l’amatissimo cane. E sarebbe andato tutto a meraviglia se non fosse stato per don Franco Rapullino, il parroco della chiesa napoletana di San Giuseppe a Chiaia, che ad una particolare richiesta della promessa sposa ha opposto un netto rifiuto, in barba agli insegnamenti di San Francesco e Sant’Antonio Abate ed alle sacre scritture inerenti l’Arca di Noè. La donna infatti avrebbe voluto percorrere la navata centrale della chiesa per arrivare all’altare con il proprio cagnolino ad accompagnarla.

E’ stato il prete stesso a rendere noto l’accaduto, non nascondendo di aver forse utilizzato un linguaggio non consono alla carica ecclesiastica da lui ricoperta: “Ho detto di no, e non in maniera gentile. Dopo ho dovuto confessarmi, e penso che la signora non si farà più vedere nella mia chiesa. Non ho affatto usato la diplomazia”.

“Gli animali fanno parte del progetto divino e rappresentano degli esseri importanti nell’ambito della Creazione – continua don Rapullino – ma rappresentano comunque una parte piccola della visione di Dio. Ance se papa Luciani affermava che uomini, piante ed animali non hanno distinzione e non devono danneggiarsi a vicenda, e lo stesso ha ribadito anche Giovanni Paolo II.

 

Un episodio del genere era già avvenuto durante lo scorso mese di novembre in una chiesa romana, dove un parroco permaloso intimò ad una fedele di lasciare la chiesa perché aveva un cane al suo seguito. Quello stesso prete dovette poi subire poche settimane dopo l’ironica protesta di alcuni animalisti.

Il buono esempio era stato dato invece l’anno scorso in Brasile, dove era avvenuto un episodio bellissimo e di tutt’altro tenore. Per molte persone risulta ai limiti dell’incredibile constatare come con quale accanimento degli uomini di chiesta impediscano a dei placidi animali di accompagnare i propri padroni durante una celebrazione ecclesiastica.