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Puniva il cane con delle scosse elettriche ogni volta che abbaiava

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:06
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E stato denunciato per maltrattamenti l’uomo che ogni volta che il proprio cane abbaiava lo puniva con delle scosse elettriche.

èpagneul breton

Nichelino , provincia di Torino il proprietario di un èpagneul breton  un cane da caccia di circa 8 anni riservava per questo animali terrificanti torture ogni volta che il piccolo emetteva un suono.

Un vicino di casa accortosi delle ferite sul collo del cane aveva denunciato l’uomo per maltrattamenti, all’arrivo della polizia municipale gli agenti avevano ritrovato il cane con parecchie bruciature e ferite sul collo dove erano stati posizionati gli elettrodi per dare la scossa.

Il Collare e legalmente in commercio ma l’utilizzo è vietato in quanto provoca ansia depressione aggressività e paura negli animali obbligati a portarli.

Collare Elettrico

Il collare alloggiato sul collo del malcapitato segugio emetteva una forte  scossa ogni volta che il cane abbaiava provocando svariate ustioni e ferite all’animale.

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Gli agenti hanno dovuto effettuare svariati appostamenti per accertarsi che il cane effettivamente portasse il collare elettrico, accertati dell’effettivo utilizzo di elettricità sull’animale le forze dell’ordine sono intervenute portando via il cane .

Il cane è stato trasportato da un veterinario per gli accertamenti medici e temporaneamente affidato ai veterinari che si occuperanno di lui. Il collare è stato posto sotto sequestro .

Cane con collare Elettrico

L’uomo secondo  quanto prevede la legge ora rischia la detenzione o il pagamento di una sanzione amministrativa.

La legge infatti dice:”Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro”.

“La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.”

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