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Un San Valentino diverso per il WWF: le difficoltà dell’amore per gli animali

Un San Valentino diverso per il WWF che racconta l’amore dal punto di vista dei problemi che devono affrontare tanti animali…

Madre e figlio (Foto Facebook)
Madre e figlio (Foto Facebook)

San Valentino è alle porte e anche se quest’anno si festeggerà in modo diverso dal solito, per le coppie non può mancare il classico appuntamento con i regali. In occasione della festività tanto attesa, i media decidono di celebrarla nella maniera migliore possibile. Al riguardo, è importante l’intervento del WWF che decide di cogliere questa occasione per rendere anche gli animali protagonisti dell’evento dedicato a tutti gli innamorati. Ecco di cosa si tratta..

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Un San Valentino diverso per il WWF, l’amore in un’altra prospettiva 

Il ghepardo in primo piano (Foto Facebook)
Il ghepardo in primo piano (Foto Facebook)

L’organizzazione ha deciso di raccontare l’amore per gli animali in una prospettiva diversa dal solito. La narrazione si focalizza sulle difficoltà che gli animali trovano nei rituali del corteggiamento e dell’accoppiamento. Molti, forse, non lo immaginano ma tali ostacoli sono causati proprio dall’uomo, in particolare dalle sue azioni e dalle sue abitudini. Le cause sono molteplici: cambiamento climatico, deforestazione, inquinamento luminoso e da plastica, compreso il bracconaggio. Una serie di fenomeni che ostacolano il loro processo riproduttivo, mettendo a repentaglio la loro vita. Gli esemplari coinvolti, purtroppo, non sono pochi. Oranghi, lucciole, elefanti e salmoni sono sono alcuni delle specie implicate. Esemplari rari che necessitano di cure e protezioni. Ogni fenomeno prodotto dall’uomo provoca delle conseguenze serie all’ambiente e agli animali, vediamoli nel dettaglio.

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La deforestazione ad esempio compromette la riproduttività degli oranghi, animali solitari e rari, che cercano le femmine solo durante la stagione dell’accoppiamento. La scomparsa delle foreste pluviali provoca impossibilità di movimento, rendendo impossibile la ricerca del partner. Ciò accade perché il loro habitat naturale appare frammentato, comportando una difficoltà di spostamento non di poco conto all’interno del territorio. Di conseguenza, diminuiscono le possibilità di creazione di una nuova famiglia, quindi dell’aumento del numero della specie. A tale fenomeno, segue l’inquinamento che si suddivide in due tipi quello acustico e quello luminoso. Il primo mette a rischio particolari generi di cetacei come le magattere che utilizzano vari generi di emissioni di onde sonore che servono per scambiarsi informazioni quali la localizzazione del cibo, la presenza di eventuali predatori, o il richiamo del partner durante la stagione riproduttiva. L’inquinamento acustico causa problemi di comunicazione per i cosiddetti giganti del mare che in presenza di rumore prodotto dalle imbarcazioni subiscono un forte stress. Non va diversamente per l’inquinamento luminoso che rappresenta una grave minaccia per le lucciole. Quest’ultime infatti non riescono a trovare i maschi della propria specie e l’unico metodo per attirare i compagni riguarda l’impiego della bioluminescenza.

Fenomeni gravi in crescita 

Tartarughe marine (Foto Facebook)
Tartarughe marine (Foto Facebook)

La gravità della situazione alla quale vanno incontro gli animali dipende anche dal bracconaggio degli elefanti. L’uccisione degli esemplari maschie femmine per il mercato dell’avorio, influenza negativamente la riproduzione della specie, determinando la nascita di maggiori pachidermi privi di zanne o con zanne più piccole. A tali generi di inquinamento, si aggiunge l’inquinamento climatico che produce gravi effetti nelle tartarughe marine e nei ghepardi. Nelle tartarughe marine, il sesso del nascituro dipende dalla temperatura d’incubazione delle uova, un aspetto molto importante che non deve essere trascurato. L’aumento e la relativa diffusione del riscaldamento globale minaccia l’habitat di tali animali, e in futuro, potrebbe determinare una totale scomparsa degli esemplari maschi. L’impatto climatico è negativo anche nei ghepardi, soprattutto nei maschi che devono fare i conti con la riduzione della fertilità, mettendo a rischio anche la loro possibilità si sopravvivenza. Infine, abbiamo l’inquinamento da plastica che, com’è tristemente risaputo, riguarda specialmente gli animali marini. A subirne le conseguenze sono soprattutto le orche, che si ritrovano con problemi riproduttivi, responsabili della produzione di un elevato tasso di infertilità.

Per tutti questi motivi, il WWF ha deciso di divulgare il grave problema che devono affrontare molti esemplari di animali, incoraggiando le persone a cambiare concretamente le loro sorti. Per farlo, basta un semplice ma importante gesto: adottare un animale in pericolo. Basta collegarsi al seguente indirizzo: http://bit.ly/Adottaunaspecie. Combattiamo l’estinzione delle specie, aiutiamo gli animali a vivere una vita tranquilla e in salute.

 

Benedicta Felice