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La storia di Wiwi, il cane condannato a morte salvato dall’ENPA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:29
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Una tragedia che si è risolta con un lieto fine grazie all’intervento dei volontari dell’ENPA. L’incubo di Ludovica e Wiwi è finito.

Cane (foto Pixabay)
Cane (foto Pixabay)

Sarebbe dovuto essere un tranquillo rientro a casa quello di Ludovica e del suo cane Wiwi. Purtroppo così non è stato. La storia stava per divenire una tragedia, ma grazie all’intervento dell’ENPA il pericolo è scampato.

Questa una breve introduzione della storia di cui vi parleremo oggi. Da come si evince dal sunto fatto in apertura, questa storia ha dell’incredibile. Non voglio tenervi sulle spine, perciò passiamo direttamente alla narrazione degli eventi.

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La storia di Wiwi, il cane condannato a morte salvato dall’ENPA

cucciolo cane triste
Cane triste (Foto AdobeStock)

Ludovica e Wiwi stavano rientrando a Milano, dopo un soggiorno in Cina. Questo è quanto accaduto a fine agosto. Nel viaggio di ritorno in patria però la ragazza ha fatto scalo in Finlandia, ed è qui che inizia la tragedia.

A sole poche ore di distanza la ragazza ed il suo cane avrebbero dovuto prendere l’aereo per Malpensa. Ma così non è stato. All’aeroporto di Helsinki le autorità hanno sequestrato alla proprietaria il povero Wiwi.

In molti vi domanderete il motivo. Adesso ve lo sveleremo. Il sequestro è avvenuto in seguito a una data sbagliata sulla documentazione sanitaria del cane. La data relativa alla vaccinazione contro la rabbia.

Un problema burocratico, davanti al quale si poteva chiudere un’occhio. Ma le autorità finlandesi non sono flessibili ed hanno messo davanti a Ludovica due opzioni: o lei e il cane tornano in Cina, oppure la povera Wiwi viene soppressa legalmente dai veterinari finlandesi.

Brutta storia. Immaginate un po’ come ci si possa sentire in una situazione simile. Ludovica in preda alla disperazione gira un video e la sua storia, oltre che a fare il giro del web, entra nel cuore di tutti, non solo di chi ama gli animali.

La notizia non passa inosservata dall’ENPA, la quale organizzazione fa la sua parte evitando la condanna a morte di Wiwi e di far rientrare la cagnolina in Italia.

Ad occuparsi dunque del caso è stata l’Enpa. Già in passato si è occupata di casi simili, tra l’altro riportati in Italia direttamente da personale Enpa.

Nell’arco di pochi giorni, viene trovata la soluzione che ha reso felici un po’ tutti. L’Enpa diventa formalmente garante di Wiwi. Solo così è stato possibile il suo ritorno in Italia.

Ludovica e Wiwi nei giorni scorsi hanno toccato il suolo italiano e sono felicissime di aver evitato la tragedia. La cagnolina sta benissimo e lo stesso si può dire della sua proprietaria che ha sottolineato l’importanza del nostro Ente Nazionale per la Protezione degli Animali.