Nella riserva naturale di Yellowstone, un turista è stato travolto da un bisonte: la scena, ripresa da un fotografo, ha fatto il giro del mondo.
La convivenza tra l’essere umano e la fauna selvatica all’interno delle riserve naturali si fonda su un delicato equilibrio, governato da regole di distanza e comportamento. Tuttavia, la natura conserva una componente di imprevedibilità che sfugge anche alla condotta più prudente. È quanto emerge dall’analisi di un recente incidente stradale e faunistico avvenuto all’interno del Parco Nazionale di Yellowstone, dove un uomo di 65 anni è stato travolto da un esemplare maschio di bisonte riportando gravi traumi fisici.

L’episodio si è verificato intorno alle ore 20:30 di venerdì presso l’area attrezzata per il campeggio di Bridge Bay, una zona situata lungo le sponde dello Yellowstone Lake, nel settore sud-orientale del parco, in territorio del Wyoming. La dinamica, che ha visto il coinvolgimento di Carl Isom-McDaniel, residente nello Stato di Washington, è stata interamente documentata da Mike MacLeod, un fotografo naturalista professionista che si trovava sul posto per documentare il comportamento dell’animale, apparso alterato già prima del contatto con i visitatori.
Lo spaventoso incidente di Yellowstone: nonno e nipote inseguiti da un bisonte lungo il sentiero del parco
Secondo le testimonianze raccolte e i rilievi visivi effettuati dal fotografo, il bisonte si aggirava da diversi minuti tra le strutture del campeggio, manifestando segni significativi di stress e irritabilità. Prima dell’aggressione a Isom-McDaniel, l’animale aveva già accennato a una carica nei confronti di un gruppo di giovani che si trovavano a debita distanza. Successivamente, dopo essersi sdraiato e rialzato mostrando evidenti movimenti nervosi degli arti posteriori, l’esemplare ha focalizzato la propria attenzione sul sessantacinquenne e sul nipote, che stavano osservando la scena mantenendo i parametri di sicurezza stabiliti dal regolamento del parco.
Il fattore scatenante del mutamento di traiettoria dell’animale sembra essere stato il transito ravvicinato di un veicolo pickup. Al passaggio del mezzo, il bisonte ha indirizzato la propria reazione verso la coppia di escursionisti che si stava allontanando a piedi verso una zona alberata. Mentre il giovane è riuscito a mettersi in salvo, l’anziano è stato raggiunto dall’animale, che lo ha colpito all’altezza dell’anca con il corno sinistro. La spinta ha proiettato l’uomo a un’altezza stimata di oltre due metri e mezzo dal suolo, causandone una rovinosa caduta che ha provocato fratture multiple.

L’intervento tempestivo dei presenti ha evitato conseguenze peggiori. MacLeod e altri campeggiatori hanno interrotto le proprie attività per convergere verso l’animale, gridando e compiendo gesti vistosi nel tentativo di allontanarlo dalla vittima, sopra la quale il bisonte continuava a muovere la testa in atteggiamento minaccioso. La reazione coordinata del gruppo ha indotto l’erbivoro ad abbandonare l’area, consentendo il primo soccorso fino all’arrivo dell’ambulanza del servizio interno del parco, giunta circa dieci minuti dopo. L’uomo è rimasto cosciente e collaborativo durante le prime cure, nonostante l’entità delle lesioni riportate.
I vertici del National Park Service non hanno rilasciato dichiarazioni formali sullo stato di salute del ferito, ma l’evento riaccende il dibattito sulla sicurezza nei mesi estivi. Si tratta del secondo contatto ravvicinato con esiti lesivi registrato nel parco dall’inizio dell’anno, dopo quello che a fine giugno ha coinvolto un dodicesimo nei pressi di Mud Volcano. I biologi del parco ricordano che il periodo compreso tra la fine di giugno e il mese di agosto coincide con la stagione riproduttiva dei bisonti. In questa fase biologica, l’incremento dei livelli di testosterone rende i maschi estremamente territoriali e sensibili a stimoli esterni che in altri contesti verrebbero ignorati.

Le linee guida di Yellowstone stabiliscono una distanza minima invalicabile di 23 metri dai grandi erbivori. Le verifiche e le testimonianze dirette escludono in questo caso condotte imprudenti o provocazioni da parte dei turisti, confermando come il rispetto formale delle distanze possa talvolta non bastare a fronte dell’alterazione comportamentale dei grandi mammiferi durante i cicli riproduttivi stagionali.