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Le malattie trasmesse dagli insetti all’uomo. Le zoonosi più diffuse

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:40
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In questo articolo tratteremo le malattie trasmesse dagli insetti all’uomo. Vediamo quali le zoonosi più popolari e diffuse.

zanzara
Gli insetti più comuni che trasmettono malattie sono: zanzare, tafani, zecche e pulci.(Foto Pixabay)

Le malattie trasmesse dagli insetti, sono malattie virali e batteriche causate da punture di insetti. Gli insetti più comuni che trasmettono malattie sono: zanzare, tafani, zecche e pulci. Alcuni esempi, le zanzare sono conosciute per la diffusione del virus Zika, della febbre gialla e della malaria, mentre le zecche sono note per trasmettere la malattia di Lyme.

Le malattie sono causate da insetti che succhiano sangue successivamente infettano l’uomo o gli animali, quando poi li mordono. Il rischio di essere infettati da un insetto aumenta quando ci si trova in aree in cui vivono. Il loro habitat includerebbe erba alta, arbusti, luoghi vicino a acque calme (lagune) e luoghi in tutto il mondo con grandi focolai di malattie.

Il medico di solito può diagnosticare una malattia trasmessa da insetti tramite un esame fisico, una valutazione dei sintomi e una considerazione ad eventuali alle destinazioni di viaggio recenti. Test di laboratorio (sangue e urina) possono diagnosticare alcune malattie trasmesse da insetti.

Di seguito riportiamo le informazioni sulle più caratteristiche e principali malattie trasmesse dagli insetti all’uomo: la malattia di Lyme, il virus del Nilo occidentale, e la febbre maculata delle Montagne Rocciose.

Malattie trasmesse dagli insetti all’uomo

zecche
La zecca uno dei principali insetti che trasmettono malattie all’uomo.(foto Pixabay)

Malattia di Lyme

La Malattia di Lyme o Borreliosi (dal batterio che è all’origine della patologia) è stata finora considerata una malattia rara in Italia, tuttavia sono stati registrati dei picchi in alcune regioni. Il contagio della Malattie di Lyme come abbiamo specificato nell’articolo della Malattia di Lyme nel cane, avviene attraverso il morso di una specifica zecca, appartenente al genere Ixodes.

Il sintomo principale è un eritema che si fa visibile nei giorni successivi al morso, entro una settimana, dalla particolare forma a “bersaglio”. I sintomi della Malattia di Lyme successivi all’eritema a forma di bersaglio sono principalmente mal di testa, debolezza, dolori articolari, fino a disturbi cardiovascolari e neurologici più o meno gravi.

A distanza di mesi, in alcuni casi anche anni dal morso, possono verificarsi problematiche a carico del sistema nervoso centrale e periferico quali atassia cerebellare, encefalomielite, meningite, disturbi comportamentali e del sonno, oltre ad artrite cronica, miopericardite, cardiomegalia e acrodermatite cronica atrofica.

Il trattamento consigliato, per la Malattia di Lyme, una volta diagnosticata la malattia, è una terapia antibiotica. Esiste attualmente anche un vaccino contro la Borreliosi, utilizzabile da giovani e adulti di età compresa tra i 15 e i 70 anni. Ma bisogna sottolineare che il suo impiego è consigliato prevalentemente nelle aree rurali o endemiche.

Virus del Nilo occidentale

Il virus del Nilo occidentale, è una malattia provocata dall’omonimo virus West Nile (West Nile Virus, WNV). Si tratta di un microorganismo appartenente alla famiglia delle Flaviviridae. Il virus vive negli uccelli selvatici e nelle zanzare (soprattutto le specie Culex). Proprio le zanzare, alimentandosi sia presso gli esseri umani che presso gli uccelli, fanno da ponte e sono il principale vettore della malattia per l’uomo.

Non è, invece, possibile la trasmissione da persona a persona tramite contatto. Successivamente ad un periodo di incubazione variabile fra i 2 ed i 14 giorni, si osservano sintomi come: febbre, malessere, tosse, inappetenza, arrossamento, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito, diarrea, linfonodi ingrossati e eritemi.

Logicamente varia anche significativamente in funzione dell’età del paziente, essendo più grave nelle persone più anziane, nelle persone debilitate, e/o affette da malattie gravi o croniche. Ma tutto questo riguarda solo una piccola parte, perché nell’80% dei casi la malattia è del tutto asintomatica.

Viene diagnosticata a seguito di test di laboratorio: un prelievo di sangue permette di cercare nel siero gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro gli antigeni virali. Quando l’infezione provoca sintomi aspecifici e leggeri (simili a quelli di un’influenza), questi svaniscono naturalmente nel giro di pochi giorni, anche in assenza di terapia farmacologica. Se la febbre si alza, può essere utile assumere antipiretici.

Febbre maculosa delle Montagne Rocciose

È una malattia febbrile con eruzione di petecchie o macchie porporine della pelle, determinata dalle punture di certe zecche (Dermacentor Andersonii e specie affini, D. molestus, D. maturatus), caratteristica in certe regioni delle Montagne Rocciose.

Nell’uomo, l’infezione si manifesta soprattutto da maggio a settembre, quando le zecche adulte sono attive e le persone hanno maggiore probabilità di trovarsi in aree infestate dalle zecche. La febbre delle Montagne Rocciose probabilmente non può essere trasmessa direttamente da persona a persona.

Il periodo di incubazione della febbre maculosa delle Montagne Rocciose è in media di 7 giorni ma varia da 3 a 12 giorni; più breve è il periodo di incubazione, più grave è l’infezione. I sintomi riscontrati sono: cefalea grave, brividi, prostrazione e dolori muscolari. La febbre raggiunge 39,5-40° C nell’arco di diversi giorni e resta alta.

La maggior parte dei pazienti con febbre delle Montagne Rocciose sviluppa un esantema a livello di polsi, caviglie, palmi delle mani, piante dei piedi e avambracci che si estende rapidamente al collo, al volto, alle ascelle, alle natiche e al tronco.

I medici devono intuire, una febbre delle Montagne Rocciose ogni qual volta si presenti un paziente gravemente malato che vive all’interno o in prossimità di un’area boschiva dell’emisfero occidentale e che presenti una febbre inspiegata, cefalea e indebolimento. Di solito è richiesto un test per confermare la febbre delle Montagne Rocciose.

Nel momento in cui si dovessero manifestare febbre, cefalea e malessere generalizzato con o senza eruzione cutanea, si dovrà iniziare immediatamente la terapia antibiotica. Iniziare in tempo il trattamento limita in modo significativo, la mortalità, dal 20% circa al 5% e impedisce la maggior parte delle complicanze.

Le malattie trasmesse dagli insetti all’uomo, possono essere prevenute?

Ragazza cinese con la mascherina (Foto Pixabay)
Fare attenzione alle epidemie dei paesi esteri (Foto Pixabay)

Esistono molte misure che è possibile adottare per ridurre la minaccia di infezione da un insetto, tra cui:

  • Prestare attenzione alle epidemie di malattie attraverso avvisi medici del viaggiatore CDC. Se possibile, evitare di viaggiare in quei luoghi durante le epidemie di malattia.
  • Esaminare la pelle e il cuoio capelluto, dopo essere stato all’aperto.
  • Stare lontano da erba alta e cespugli.
  • Indossare abiti di colore chiaro. Ciò semplifica il rilevamento di insetti.
  • Indossare pantaloni lunghi, maniche lunghe e un cappello se devi essere in luoghi con erba alta e cespugli. Mettere i pantaloni dentro calzini bianchi e lunghi.
  • Usare un repellente per insetti che contiene l’ingrediente DEET.

Raffaella Lauretta

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