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Il pesce palla si gonfia: perché lo fa, come ci riesce e tutte le curiosità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:52
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Perché il pesce palla si gonfia e come si difende dai possibili predatori? Questa ed altre curiosità su questo animale marino.

Pesce palla si gonfia
Pesce palla si gonfia: esemplare con gli aculei (Foto AdobeStock)

Cosa sappiamo di questo pesce che riesce a mutare profondamente la sua fisionomia? E soprattutto in quali occasioni il pesce palla si gonfia e appare appunto di forma sferica? Si tratta di un animale marino molto particolare che, nonostante la sua forma ‘simpatica’ in realtà è molto pericoloso se viene a contatto con l’umano. Vediamo in che modo si difende dai possibili attacchi dei predatori e in che modo si può interpretare ‘positivamente’ il veleno che lui stesso produce.

Pesce palla: carta d’identità

pesce palla
Pesce palla (Foto Pixabay)

Si tratta di uno degli esemplari più noti e diffusi al mondo proprio per la sua particolarità: si gonfia quando avverte il pericolo. Prima di vedere come ci riesce ecco alcune informazioni su questo animale marino. Appartiene alla famiglia dei Tetradontidae che, nel nome stesso, indica la presenza di quattro denti anteriori aguzzi e molto sottili. La morsa di questi denti è talmente forte da riuscire ad aprire mitili dal rivestimento duro come cozze e vongole. Dal punto di vista del fisico, hanno tutti i comune una forma ovale che si conclude con una pinna dorsale e anale: grazie ad essa il pesce palla riesce a nuotare e spostarsi velocemente.

La pelle spessa e ruvida al tatto presenta alcuni aculei; inoltre cambia colore in base alla luce esterna: in condizioni di scarsa luce diventa scuro e viceversa più chiaro quando l’ambiente intorno è illuminato. E’ un pesce che vive nei mari tropicali ma non è così raro avvistarlo nelle nostre acque, soprattutto al Sud Italia, nei pressi delle coste e non supera i 30 m di profondità.

Si nutre di coralli, ma anche di polipi e molluschi: infatti grazie ai suoi denti forti e affilati apre le conchiglie e i crostacei. Ma in realtà la sua alimentazione è molto ricca e include anche animali marini molto più ‘molli’ come le meduse.

Il pesce palla si gonfia: perché e come ci riesce

Esemplare marino giallo
Esemplare marino giallo (Foto Pixabay)

La sua particolarità e anche pericolosità lo ha reso molto in vista, anche troppo: quando ne avvistiamo uno è meglio tenersene alla larga. Infatti quando lui stesso avverte il pericolo si gonfia improvvisamente, quindi è un’arma di difesa che utilizza quando si sente minacciato. Ma come riesce a trasformarsi in una palla? Grazie ad una estroflessione dello stomaco che si gonfia appunto riempiendosi di acqua o di aria. Come vedremo in seguito il pesce palla si difende anche con una sostanza molto velenosa, la tetradotossina, che allontana i pericoli. Ma non dobbiamo pensare che sia una preda molto ambita in realtà, tuttavia si difende appena viene toccato o sfiorato. Immette nel suo corpo molta acqua e si gonfia fino a salire sulla superficie dell’acqua, tale da sembrare una boa. Non è solo un’arma di difesa, ma anche un atteggiamento che gli serve per apparire più minaccioso di quello che è in realtà rispetto ai suoi simili.

Il suo veleno: antistress o tossico?

Pesce palla si gonfia
Pesce palla si gonfia: perché e cosa è il suo veleno (Foto Pixabay)

Entrambe le cose! Infatti il veleno prodotto dagli aculei, la tetradossina, riesce a influire sul sistema respiratorio di tutti gli esseri viventi che riesce a colpire, fino a bloccarlo. Non è solo questo l’unico modo che utilizza per difendersi dai predatori e difendere lo stesso territorio in cui vive. Infatti nuota mordendo le cose e le pinne dei pesci che incontra lungo il suo tragitto nei mari.

La neurotossina delle sue carni, a quanto pare, ha anche un’altra funzione che la fa apparire quasi ‘positiva’. Infatti questa sostanza, quando è prodotta, innesca un meccanismo non solo di difesa dai pericoli ma anche di antistress per il pesce palla che lo produce. Questo risultato è frutto di una ricerca condotta dal biologo marino Masafumi Amano della Kitasato University di Tokyo: uno dei veleni più potenti del mondo è infatti un antistress per chi lo produce.

In particolare è il pesce fugu, una delle specie di pesce palla, che non produce direttamente la tetradotossina ma la accumula nel suo corpo senza alcun ‘effetto collaterale’. Sono i batteri che prende dal cibo a produrla e immagazzinarla. Tanto è vero che, se sottoposto a una dieta controllata, il pesce palla perde la sua tossicità (Leggi qui:Mangiare il pesce palla: perché i giapponesi mangiano il velenoso fugu).

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F.C.