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Il pesce è simbolo dei cristiani: da dove nasce questo simbolismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53
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Avrai notato il simbolo del pesce, su copertine di libri e in molti altri luoghi come un’allusione al cristianesimo. Ma conosci l’origine di questo simbolo e come il pesce è diventato il simbolo dei cristiani?

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Esistono diverse teorie sul significato del pesce simbolo dei cristiani.(Foto Pixabay)

Esistono diverse teorie sul significato del pesce simbolo dei cristiani. La prima sostiene che il famoso pesce era un’allusione all’alimentazione di Cristo, un pasto che, molto popolare tra le comunità cristiane dell’epoca.

La seconda teoria riguarda il modo in cui Gesù diede un nome ai suoi discepoli chiamandoli “pescatori di uomini”. La terza teoria, è legata al battesimo in acqua, che la chiesa antichissima praticava per immersione, e che forse ha creato un legame tra i nuovi convertiti e il pesce.

Successivamente tra i credenti dei primi secoli la spiegazione, fu data da un famoso acrostico composto dalle lettere iniziali di cinque parole greche che formano la parola pesce.

Significato del pesce simbolo dei cristiani

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l significato più diffuso del pesce simbolo dei cristiani, è quindi la sua parola greca: “ICHTHYS”.(Foto Pixabay)

Le iniziali in greco(la lingua in cui è stato scritto il Nuovo Testamento),della frase: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, formano la parola PEZ. In merito a questo la storia ci racconta che, quando un cristiano voleva identificarsi con un altro che potesse essere della stessa fede, disegnava il simbolo del piccolo pesce nella sabbia, diventando così un modo per rendere possibile l’identificazione segreta tra i cristiani.

Il pesce è quindi diventato uno dei primi simboli cristiani, insieme all’immagine del Buon Pastore e in seguito a quella del crocifisso. Il significato più diffuso del pesce simbolo dei cristiani, è quindi la sua parola greca: “ICHTHYS” le cui lettere rappresentano le iniziali della frase “Iesous Christos Theou Yios Soter”, (che deriva dall’antica parola greca per pesce) IXÈYÓ è un acronimo che significa:

I – Iota o  I esous –  Jesus  in Greek.

X – Chi o  C hristos –  C risto in greco.

È – Theta o  T heou –  Dio  in greco.

Y – Upsilon o  Y ios / Huios –  Figlio  in greco.

Ó – Sigma o  S oter –  Salvador  in greco.

Il significato: “Gesù, Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”.

Nei primi tre secoli del cristianesimo, le persecuzioni contro i cristiani erano frequenti e brutali. La fede in Cristo era una religione clandestina, e per questo i cristiani non si potevano ribellare apertamente. E proprio in merito a questa situazione, era difficile che i cristiani potessero tra di loro identificarsi.

Oltre a prendere le precauzioni più evidenti, come cercare di informarsi sull’altra persona, laddove possibile in anticipo, si ritiene che i primi cristiani utilizzassero alcuni “codici segreti” per avere la certezza di trovarsi di fronte ad un fratello di fede. Uno di questi codici era l’Ichthys oIchthus, parola che in greco antico (ἰχθύς) significava “pesce”.

In base a questa ipotesi, quando un cristiano pensava di trovarsi davanti a un altro cristiano clandestino, disegnava una curva o mezza luna a terra. Se l’altra persona disegnava l’altra mezza luna sovrapposta alla sua, completando la figura di un pesce, si faceva certa la probabilità che si trattasse proprio di un seguace di Gesù che conosceva il “codice segreto” cristiano.

Questo simbolo ha la forma di un disegno primitivo, alquanto rustico, reperibile sui tavoli funebri, scolpito sui sarcofagi, modellato sulle lampade, inciso su anelli e sigilli, scolpito in avorio, madreperla e pietre preziose, e fuso in bronzo e vetro.

Non solo il pesce, ma spesso insieme a lui, nei riferimenti funebri, appaiono anche altri emblemi cristiani, come l’ancora o la colomba, come un’indicazione che il defunto riposa in Cristo con speranza e pace.

Nel corso dei secoli il simbolo fu valorizzato dai copisti con segni e tratti artistici fino ad intrecciare le lettere tra di loro e diventando più un disegno grafico che un pesce simbolo dei cristiani e di qualcosa.

Intorno al XVI secolo, quando le cose presero un’altra piega si cercò di mettere in chiaro la situazione e porre ordine, così il tratto superiore che indica in greco che si tratta di una abbreviazione, si combinò con un tratto verticale così da formare una croce o un trifoglio.

È così che oggi, la troviamo rappresentata un po’ dappertutto: paramenti sacri, su affreschi, quadri d’altare, miniature,ecc.. A volte è rappresentato al centro di un sole raggiante, come sigillo di alcune antiche città, dove sta a significare che l’irraggiamento del cristianesimo è la base ideale per il nascere di ogni società.

Raffaella Lauretta

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