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Anatra nana: specie ornamentale rara da cortile e da giardino

L’Anatra nana è l’anatra domestica (Anas platyrhynchos) più piccola al mondo. Vediamo, quali le caratteristiche di questa specie rara.

anatra nana bianca
(Foto AdobeStock)

L’Anatra nana è uno straordinario esemplare, incredibilmente richiesto dagli appassionati del genere e da tutti coloro che hanno intenzione di abbellire il loro cortile e giardino.

Conosciamo meglio le caratteristiche, le origini, l’habitat e cosa mangia l’Anatra nana.

Caratteristiche dell’Anatra nana

L’Anatra nana è una selezione creata da allevatori, incrocio dopo incrocio, fino a mantenere stabili i suoi tratti caratteristici nelle discendenze future.

anatra bianca
(Foto AdobeStock)

L’Anatra nana, come si intuisce già dal nome è un uccello di piccole dimensioni, come infatti, alla sommità della testa, raggiunge un’altezza di circa 20 cm.

Per quanto invece, riguarda il peso, il maschio arriva a pesare intorno ai 900 grammi, mentre la femmina raggiunge gli 800 grammi di peso.

Si presenta con un corpo molto tondeggiante e affusolato, lo stesso anche per la testa.

Il becco, invece è corto e largo, mentre le guance che sono sporgenti, gli danno un aspetto dolce e simpatico. Come del resto il collo corto e il portamento basso e orizzontale.

Le zampe hanno un colore variabile: dall’arancio inteso al quasi nero.

Per quanto riguarda la colorazione del piumaggio, la più diffusa è quella bianca, ma ci sono diverse colorazioni, la più particolare è quella blu e ci sono anche blu e gialla, nere, argento e grigio.

L’Anatra nana è una specie molto facile da allevare, la femmina di quest’anatra, è in grado di deporre fino a cinquanta uova e mediamente 7-8 a covata.

Il periodo di produzione va da marzo a giugno. Sempre le femmine provvedono alla cova per circa 26-28 giorni. Il costo di un esemplare si aggira intorno ai 30-40 euro.

Origini e habitat

L’ Anatra nana ha origini olandesi che risalgono alla seconda metà del XXVII secolo.

A parlarne fu il naturalista inglese Francis Willunghby (1634 – 1672) che descriveva questa piccole anatre, utilizzate come richiamo durante le battute di caccia.

Venivano tenute in gabbia per attirare e catturare le anatre selvatiche.

Predilige trascorre le giornate in spazi larghi per il pascolo e una vasca d’acqua pulita dove poter nuotare e dissetarsi e lavarsi.

Tenendo presente che l’acqua va sostituita ogni giorno, soprattutto in estate.

Può, infatti, essere allevata in pollai o recinti chiusi (provvisti di una rete di circa 2 metri) che dispongono di un riparo coperto (basta una semplice tettoia chiusa su tre lati).

È sempre bene avere una voliera / rifugio chiuso e una zona per il pascolo per evitare le fughe.

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Cosa mangia l’Anatra nana

L’anatra nana non si nutre con la stessa alimentazione di un’anatra domestica qualunque, ma predilige granaglie (mais, grano, orzo, avena, sorgo, rigorosamente macinati).

E se ha la possibilità di stare all’aperto può nutrirsi di insetti, vermi, lumache e erbe spontanee che trova in natura.

Malattie comuni delle anatre

L’Anatra nana non ha patologie specifiche ma può essere vittima di patologie comuni nella specie.

Le malattie delle anatre possono essere:

  • malattie dei parassiti: vivendo all’aperto nei campi, queste anatre ingeriscono organismi che poi vivono e si riproducono nei loro corpi, determinando condizioni spesso gravi e causandone la morte;
  • diarrea e costipazione: sono condizioni generalmente causate da un eccesso di verdure o erba esageratamente acquose, ma anche da foraggi bagnati, cereali o altri alimenti danneggiati. Altre volte invece sono problematiche dovute a causa della presenza di vermi nell’intestino;
  • anomalie e incidenti negli organi genitali: questi sono gli stessi che di solito si registrano nei polli, come la postura laboriosa, il prolasso dell’ovidotto, l’ernia di questo organo, provoca la postura intra-addominale, cioè la caduta dell’uovo nell’addome e la deposizione di uova anormali;
  • aspergillosi: questa patologia, viene trasmessa da un fungo che contagia principalmente gli esemplari giovani. Si tratta di una malattia che danneggia le vie respiratorie;
  • ulcera gialla: si manifesta nella mucosa orale, generando la formazione di un materiale burroso che di solito si accumula sotto la lingua (a volte si estende alla glottide riuscendo a bloccarla provocando asfissia). Nonostante si tratti di una patologia molto contagiosa, è facilmente guaribile;
  • capogiri: anatre e oche sono inclini a vertigini, a volte causate da effetti cerebrali (ictus, meningite, ecc) e talvolta dalla presenza di parassiti. Esistono tecniche per alleviare il problema dell’animale, ma non lo cura, perché la causa rimane;
  • crampi: è una condizione che colpisce le articolazioni, le quali si gonfiano, impedendo agli animali di camminare e di solito presentano anche diarrea. Le anatre affette da crampi muoiono perdendo pian piano peso