Home Non solo Cani e Gatti Polli e volatili Come svezzare i pulli di piccione: accorgimenti e consigli

Come svezzare i pulli di piccione: accorgimenti e consigli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:03
CONDIVIDI

Hai trovato dei pulli di piccione in difficoltà e vuoi sapere come svezzare correttamente questi animali? Scopriamo insieme cosa fare.

Piccione ringhiera
Come svezzare i pulli di piccione (Foto Pixabay)

Ad ognuno di noi può capitare di trovare degli uccellini caduti dal nido. Come comportarsi in questi casi? Non sempre l’intervento umano è gradito e necessario. Nonostante le nostre buone intenzioni, infatti, rischieremmo di mettere in pericolo la vita dei piccoli. D’altra parte, in alcune situazioni intervenire è l’unico modo per salvare la vita a questi animali. Vediamo quando e come svezzare i pulli di piccione.

Potrebbe interessarti anche: Eliminare le macchie di cacca del piccione: dagli abiti alla carrozzeria

Impariamo a conoscere i pulli di piccione

Pullo di piccione
Proprio come per cani e gatti, la sopravvivenza dei pulli dipende dalle cure parentali (Foto Pixabay)

Contrariamente agli altri volatili da giardino, per i piccioni il periodo di nidificazione è molto più lungo. Dal momento della cova a quello dell’involo, infatti, trascorrono generalmente ben 40 giorni: il doppio rispetto agli altri uccelli.

Come riconoscere i pulli di piccione? A pochi giorni di vita, questi volatili presentano dimensioni di circa 3-4 cm. Il loro becco è sulle tonalità del grigio e del rosa, mentre il loro corpicino appare ricoperto da un rado piumaggio giallino.

Durante il periodo dello svezzamento, i genitori nutrono i piccoli rigurgitando all’interno dei loro becchi una sostanza ricca di grassi e proteine. Questo alimento è anche noto come latte del gozzo e viene prodotto sia dal maschio che dalla femmina.

Si tratta di un nutrimento che fa parte dell’alimentazione del nuovo nato nei primi 18 giorni di vita. Successivamente, la sua dieta sarà costituita dalle prede catturate per lui dai genitori. I piccioni, infatti, sono detti “animali inetti”: al pari di cani e gatti, non potrebbero sopravvivere senza le cure parentali.

Proprio qui risiede la differenza terminologica tra pullo e pulcino. Nel primo caso, questa parola viene usata per riferirsi ai piccoli non in grado di nutrirsi da soli durante i primi giorni di vita. L’alimentazione dei pulcini, invece, avviene in maniera autonoma sin dal secondo giorno dalla nascita. Per questo motivo, sono detti “animali atti”.

Ho trovato un pullo di piccione: cosa faccio?

Piccione nido
Costruite un riparto accogliente per il pullo ispirandovi ad un nido (Foto Pixabay)

Prima di interrogarsi su come svezzare un pullo di piccione, appena trovato il piccolo è consigliabile verificare nei paraggi la presenza del nido dal quale è caduto. A volte, infatti, basta molto poco perché ciò accada: raffiche di vento, intervento di un predatore, ma anche il rifiuto del cucciolo da parte dei genitori.

Se possibile, la soluzione migliore sarebbe quella di prendere delicatamente il volatile e reintrodurlo all’interno del nido. Dopotutto, impossibile sostituirsi alle cure parentali: la mamma è sempre la mamma!

Laddove ciò non sia possibile, spetterà a voi prendervi cura del piccolino. Senza il vostro intervento, infatti, l’animale non sarebbe in grado di sopravvivere. Per prima cosa, informatevi se nella città dove vivete esistono associazioni specializzate.

Così facendo, soprattutto nel caso in cui il piccione sia ferito o malato, affiderete il cucciolo in mani fidate e sicure. In caso contrario, portatelo a casa e provvedete alla costruzione di un riparo caldo e confortevole. Nessuno è più saggio di madre natura. Quindi, la soluzione migliore è quella di costruire una sorta di nido, con il materiale che avete a portata di mano.

Vista la scarsità di piumaggio del pullo, inoltre, dovrete posizionare accanto alla struttura una borsa dell’acqua calda o, in alternativa, una bottiglia all’interno della quale versare il liquido a temperatura elevata, ma non bollente.

Per evitare il contatto diretto con la pelle dell’uccellino, potrete avvolgere la borsa dell’acqua calda in un panno morbido.

Potrebbe interessarti anche: Eliminare le macchie di cacca del piccione: dagli abiti alla carrozzeria

Svezzare i pulli di piccione: come nutrirli e quali alimenti somministrare

Piccione in mano
Mai dare latte ai pulli: è rischioso per la loro vita (Foto Pixabay)

Spesso i piccioni sono animali sottovalutati. Ricordiamoci, però, che al pari delle altre specie in difficoltà, questi volatili hanno estremamente bisogno del nostro aiuto. Prima di tutto, per svezzare correttamente i pulli di piccione è opportuno evitare in maniera categorica latte e pane.

Il primo, infatti, potrebbe provocare conseguenze gravi nei volatili, fino alla morte. I lievitati, invece, hanno scarse proprietà nutritive e non garantiscono una crescita completa dell’animale. Per un pullo di pochi giorni di vita, l’alimento più indicato da somministrare è il tofu al naturale.

Basterà sbriciolarlo leggermente e posizionarlo sulla punta delle dita, avvicinandole al piccolo. Normalmente, in breve tempo l’uccellino dovrebbe imparare a prelevarlo direttamente dalla vostra mano.

Per i piccioni più grandi, invece, potrete reperire nei negozi specializzati un apposito pastone. In caso di urgenza o di impossibilità di acquistarlo, sarà possibile prepararlo in casa. La ricetta base prevede un mix di cereali e legumi, come orzo, mais e lenticchie.

Con quale frequenza alimentare i pulli di piccione?

Piccione che mangia dalla mano
Se il gozzo del piccione è sgonfio significa che ha digerito (Foto Pixabay)

Quando il volatile è molto piccolo, sarà opportuno nutrirlo 2-3 volte al giorno. In generale, sarà possibile capire che è l’ora della pappa quando il gozzo del piccolo appare sgonfio. Infatti, ciò significa che l’animale ha digerito il pasto precedente.

Nel caso in cui il pullo non prelevi il cibo direttamente dalle vostre mani, potrete preparare una sorta di biberon casalingo. Basterà munirsi di una siringa, dalla quale rimuovere l’ago. L’apertura dovrà essere rivestita con un guanto in lattice o, in alternativa, della semplice carta da cucina.

Dopo aver fissato il tutto tramite un elastico, occorrerà realizzare un piccolo buco al centro per permettere al cibo di passarvi attraverso. Potrete inserire con delicatezza il biberon all’interno del becco del piccione. In breve tempo, il piccolo capirà di cosa si tratta e inizierà ad ingurgitare il pastone spontaneamente.

Assicuratevi sempre che la defecazione dell’animale sia regolare e mantenete l’ambiente pulito e igienizzato. Infatti, la cacca di piccione può provocare gravi rischi per la salute.

Laura Bellucci