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La puzzola come animale domestico: caratteristiche, odore e curiosità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28
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Chi vuole in casa un animale famoso per il suo cattivo odore? Ecco cosa c’è da sapere per chi vuole adottare una puzzola come animale domestico.

La puzzola come animale domestico
La puzzola come animale domestico (Foto Pixabay)

Talvolta delle passioni possono risultare davvero incomprensibili per alcuni padroni, eppure c’è chi vorrebbe adottare una puzzola come animale domestico. In tanti si preoccupano di eliminare il cattivo odore causato dal cane in casa oppure dal gatto, per altri invece il buon odore non deve essere una prerogativa nella scelta dell’animale, a quanto pare. Infatti la puzzola o moffetta è nota soprattutto per l’olezzo che usa come arma di difesa. Sebbene si mostri simpatica e affabile, questo animale selvatico in realtà nasconde un carattere molto poco socievole. Ecco tutto quello che c’è da sapere prima di adottare una puzzola e perché è sconsigliato averne una in casa.

La puzzola in casa: caratteristiche meno note

Puzzola in un tronco
Puzzola in un tronco (Foto Pixabay)

Se pensiamo alla puzzola, o detta anche moffetta, la prima cosa che ci sembra di sentire è il suo cattivo odore (Leggi qui: La puzzola: caratteristiche, habitat, riproduzione e alimentazione). Magari non ne abbiamo mai vista una, ma è talmente famoso il suo cattivo odore, che ci sembra di riconoscerlo! Infatti la sua caratteristica più nota è di certo il cattivo odore che emana e che usa come arma in caso di minaccia e pericolo. Non ama stare in compagnia sebbene, in alcuni casi, riesce anche ad essere un buon animale per il suo padrone. Conosciamola meglio per valutare bene l’idea di averne una in casa.

  • Origine e specie: si tratta di un mammifero dei Mustelidi. Ha un corpo lungo e slanciato, che si conclude con una coda molto folta. Le sue zampe sono piccole ma le consentono di muoversi molto velocemente. I colori solitamente sono bianco e nero, ma il muso è rossiccio. ‘Moffetta’ è il nome della puzzola di origine americana (dal Canada al Messico). La sua capacità di adattarsi bene agli ambienti le ha consentito di arrivare in Europa e anche sul nostro territorio (pensiamo alle terre siciliane e sarde). Ama stare in aree forestali ma anche agricole.
  • Colori: essi servono a distinguere l’origine della puzzola. Quella bianca presenta delle striature bianche sul fondo nero; quella europea ha un manto marroncino con alcune zone del muso bianche; quella americana (o moffetta) ha il pelo nero a righe bianche.
  • Temperamento: sebbene nei film di animazione possa sembrare socievole e di compagnia, spesso questo animale ama la sua solitudine. Vive di notte ed è molto poco comunicativo e proprio la sua incapacità di stare in mezzo agli altri animali (e umani) la rende aggressiva e violenta. Infatti, non essendo abituata a stare insieme ad altri, avverte come pericolo qualsiasi contatto esterno e cerca di difendersi. Addirittura può arrivare a mordere, attaccandosi con i denti alla pelle del malcapitato che le si avvicina.
  • Alimentazione: abituata a vivere in natura, si nutre di insetti, larve e piccoli mammiferi che riesce a ‘procurarsi’. Si tratta di un animale dunque prevalentemente carnivoro, ma la necessità può anche farla diventare erbivora (in assenza di meglio).

La puzzola come animale domestico: pro e contro

Moffetta
Moffetta (Foto Pixabay)

Di certo non è una scelta comune quella di voler adottare una puzzola, ma non sarebbe il primo caso di puzzola che vive come un animale domestico o di compagnia. A dispetto della sua fama solitaria e schiva, questo animale può anche dimostrarsi socievole con il suo padrone. Vi è la specie americana, la moffetta, che pare più avvezza a diventare un compagno di vita rispetto alle altre specie. Quindi non è impossibile che riesca ad adattarsi ad un ambiente che non sia la natura. E’ ovvio che prendersi cura di una puzzola le consentirà una vita più serena: infatti in natura la sua vita media si aggira intorno ai 4-5 anni, mentre in cattività la durata può raddoppiare e addirittura triplicare.

Trattandosi però sempre di un animale selvatico è assolutamente sconsigliato portarne una a casa. E’ un animale che ha bisogno comunque dei suoi spazi, magari di tronchi e cavi di albero in giardino, ma è molto faticoso per lei adattarsi ad una gabbia. In fondo tra tanti animali abituati a stare in casa, perché incaponirsi con uno che ama la sua libertà?

Avere una puzzola in casa è illegale?

Tra i lati negativi vi è il fatto di poter andare contro la Legge: infatti è necessario informarsi sulle norme vigenti nel Comune di appartenenza. Le leggi statali infatti possono variare da luogo a luogo e anche la considerazione dello stesso animale può cambiare: per alcuni è un animale selvatico, per altri un animale esotico. Quindi bisogna informarsi sui vari permessi e assicurazioni speciali per detenere una puzzola in casa. Di certo è illegale, oltre che dannoso per la salute dell’animale, prenderne una in natura e portarla con sé.

E se puzza?

Il fatto di emanare un cattivo odore non è una probabilità, è una certezza. Una puzzola si difende così: non arreca nessun danno e di certo non è mortale, ma è efficace nel tenere lontano il pericolo. Ma da dove viene questa puzza? Dalle ghiandole anali, che si nascondono sotto la sua coda. Non si tratta di gas ma di un liquido dalla consistenza oleosa, che viene spruzzato ad una sì distanza notevole (può raggiungere anche i 3 m).

Puzzola come animale domestico: cosa occorre sapere

La puzzola come animale domestico
La puzzola come animale domestico: cosa c’è da sapere (Foto AdobeStock)

Se pensiamo di adottare una puzzola o moffetta e tenerla in una gabbia, prendiamo in considerazione un altro animale. Non potrete mai tenerla in una gabbia, ma dovrà avere a disposizione un suo giardino o comunque uno spazio con del terreno in cui potrà divertirsi a scavare buche e canali. Ciò non vorrà dire rinunciare comunque ad una cuccia, che servirà all’animale come luogo di riparo. Inoltre facciamo bene attenzione che non vi siano vie di fuga, perché una puzzola che si perde non saprebbe ritrovare la via di ritorno a casa.

Facciamo attenzione alla sua alimentazione: deve essere nutrita più volte al giorno e sempre con alimenti specifici (facciamoci consigliare da un esperto o un addetto alle vendite competente). Non diamo loro il cibo per gatti o destinato ad altri animali, poiché potrebbe risultare troppo grasso per la loro dieta. Essa prevede un apporto di 60/70 % di proteine magre. Alla pappa è possibile aggiungere noci, cereali e yogurt. Come snack una tantum possiamo utilizzare dei pezzi di frutta fresca, ma senza esagerare. Beve poco ma devono sempre averla a disposizione. Per quanto riguarda la salute, è opportuno vaccinarla contro la tempera e i vermi. La cosa più difficile sarà trovare un veterinario esperto in questo tipo di animali.

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F.C.