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Come vive il cane randagio: cosa è importante sapere per fido

Come vive il cane randagio e quanto riesce ad andare avanti senza una famiglia e con poco cibo? Un problema di cui si parla troppo poco. Vediamo di conoscere lo scenario sfortunato che riguarda molti dei nostri amici cani, ogni anno.

Come vive il cane randagio
(Foto Pixabay)

Il problema del randagismo e dell’abbandono degli animali diventa sempre più grave e coinvolge tantissimi cani in tutto il mondo. Di questo fenomeno non se ne parla mai abbastanza e si dovrebbe sensibilizzare di più su questo argomento mostrando, se necessario, la drammatica e triste realtà di un animale senza affetti e senza casa. Vivere ogni giorno, nell’indifferenza degli altri e con scarsa energia, è impensabile e molto complicato. Si tratta di pura sopravvivenza. Oggi, vediamo come vive il cane randagio.

Come vive il cane randagio: difficoltà e malattie

Per gli amanti degli amici a quattro zampe è sempre una sofferenza rendersi conto della tragica situazione in cui può vivere un cane randagio. Ma conosciamo davvero tutte le difficoltà e tutte le prove che fido si ritrova ad affrontare? Leggiamo di più.

La vita del cane randagio
(Foto Pexels)

L’amico a quattro zampe è uno dei più amati e scelti come animale domestico, fedele e affettuoso come pochi. Non si tratta, infatti, di un semplice peloso con cui giocare ogni tanto e da portare con sé nelle passeggiate. Il cane può essere un grande amico per la vita, quando si sente considerato e amato. L’amicizia sincera e il rapporto con l’umano può davvero cambiargli la vita e renderla piena di luce e serenità.

Non tutti i cani, purtroppo, hanno la fortuna di incontrare il loro amico eterno, con cui poter convivere e fare esperienze piene di amore reciproco. Nel mondo, sono tanti i cani che soffrono la mancanza di una famiglia e delle cure necessarie per crescere e vivere in salute, animali costretti ad arrangiarsi per strada con quello che trovano, rischiando tanto. É un dovere sensibilizzare il più possibile su questa terribile situazione.

La vita di un cane randagio non si può neanche definire tale. Fido vaga senza una meta, affamato ed esposto a qualsiasi rischio: fame, maltrattamento, rapimento, malattie di ogni tipo. Parliamo di un animale che non riceve né amore né sicurezza di alcun tipo, cure quotidiane e igiene, controlli periodici dal veterinario, nulla di tutto questo.

Succede troppo spesso di trovare abbandonati per strada cani di tutte le razze, così improvvisamente. Cani trattati come se non fossero esseri viventi, presi per sfizio e gettati via, perché stanchi di avere responsabilità nei loro confronti. Un cane randagio vive ogni condizione esterna senza nessuna protezione.

In estate, soffre molto le alte temperature e la sete: senza un riparo o un luogo dove rifugiarsi, fido corre il rischio di sentirsi male; la disidratazione in fido e il troppo sole per il cane sono un pericolo costante. In inverno, il peloso randagio tende ad ammalarsi di ipotermia, e non è l’unico rischio del periodo. Non è raro che possa imbattersi in scontri tra simili per marchiare il territorio.

Il peloso randagio e le malattie

La sopravvivenza del cane randagio, smarrito e infelice in una realtà che non lo protegge, è difficile da portare avanti. L’animale combatte giorno e notte, sperando che qualcosa migliori. Nel frattempo, è difficile mantenere una buona salute e c’è l’altissimo rischio di contrarre malattie, le quali sono:

  • Parassiti: pulci e zecche. É comune, per un cane randagio, essere infestato da questi parassiti, i quali possono far sviluppare anche patologie serie.
  • Leptospirosi nel cane.
  • Rogna nel cane: gli acari possono compromettere gravemente la salute dell’animale, colpendo la sua pelle.
  • Rabbia: il cane può contrarre anche la rabbia, stando a contatto con altri animali e può trasmetterla anche agli umani. Si tratta di una malattia mortale.
  • Cimurro nel cane: fido può contrarla dai suoi simili. Parliamo di una malattia che colpisce l’apparato respiratorio e quello digerente del peloso.

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La vita di fido randagio: cosa possiamo fare noi

Il cane randagio che sopravvive ogni giorno, in un mondo che sa essere molto cattivo, ha poche probabilità di riuscire a farcela ed è una consapevolezza che fa male al cuore. Chi ama i cani e gli animali può fare qualcosa nel suo piccolo, con la speranza che tutto cambi.

Come può vivere fido randagio
(Foto Unsplash)

Abbiamo visto i numerosi ostacoli in cui va incontro un peloso randagio, solo e sfortunato. Fido non rischia soltanto di ammalarsi, ma anche di farsi male o morire in incidenti, di ricevere traumi ed esperienze orribili di ogni tipo, vittima di persone perfide e criminali.

Alcuni cani possono sopravvivere di più per la razza e le loro dimensioni. Un cane molto piccolo e di razza meticcia ha più possibilità di farcela rispetto ad un peloso grande e di razza. Questa, purtroppo, è una certezza.

Nonostante si conosca bene questa cruda realtà, forse si può fare qualcosa e agire per aiutare un cane randagio senza speranza. La probabilità di riuscire a vivere per lungo tempo è data soprattutto dall’ambiente in cui si trova l’animale. Se si tratta di un luogo in cui può trovare facilmente persone e, soprattutto, del cibo per nutrirsi, questo può fare la differenza, anche se di poco.

Le nostre strade, così come i canili, sono strapieni di cagnolini bisognosi di amore e di cure. Possiamo scegliere di donare il nostro affetto ad un cane randagio, aiutandolo e salvandolo da una morte certa, con la soddisfazione di regalargli una famiglia e una casa calda e sicura in cui vivere felice. Ad un primo incontro con un peloso distrutto dalle condizioni di degrado e paura quotidiana, l’impatto non sarà facile e tranquillo.

Starà a noi avvicinarci piano e calmarlo dolcemente, con tanta pazienza, per fargli capire che ha difronte una brava persona. Se non siamo in grado di poter adottare un cane randagio, possiamo parlarne ad altre persone e incoraggiarle a prendersene cura. Una comunità di buoni umani dotati di cuore e sensibilità possono davvero migliorare la vita degli altri, anche quella degli amici animali.

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Ilaria G