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Avvelenamento da ivermectina nel cane: causa, sintomi e trattamento

L’avvelenamento da ivermectina nel cane, è una reazione che si verifica soprattutto nei cani che sono geneticamente ipersensibili all’ivermectina, un farmaco antiparassitario.

avvelenamento da ivermectina
(Foto AdobeStock)

Per poter proteggere il nostro amico a quattro zampe dalla filariosi cardiopolmonare o dagli acari dell’orecchio e dei peli, che possono portare alla rogna, molto spesso vengono utilizzati dei farmaci antiparassitari che contengono ivermectina.

Questo farmaco non solo uccide ma addirittura previene i parassiti. L’ivermectina agisce causando al parassita danni neurologici e conseguentemente paralizzandolo e causandone la morte.

Purtroppo però alcuni cani sono sensibili al farmaco e permettono all’ivermectina di passare la barriera emato-encefalica e del sistema nervoso centrale.

Questa condizione può essere sfortunatamente letale per l’animale.

Per questo motivo gli esperti consigliano di utilizzare il test che permette di conoscere la sensibilità del cane a questo farmaco e poterlo così utilizzare in tranquillità.

Cause dell’avvelenamento da ivermectina nel cane

antiparassitario per cane
(Foto AdobeStock)

La causa dell’avvelenamento da ivermectina è proprio questo farmaco utilizzato per prevenire la filariosi cardiopolmonare o per il trattamento degli acari.

Tuttavia è possibile effettuare un test per verificare la sensibilità ad esso sul tuo cane.

Laddove però decidessi di non eseguire il test, gli esperti consigliano di utilizzarlo con molta cautela onde evitare di danneggiare l’organismo del tuo amico a quattro zampe e causargli, senza volere, un avvelenamento da farmaci antiparassitari quali la ivermectina.

Inoltre potremmo esservi d’aiuto elencandovi quelle che sono le razze maggiormente predisposte alla tossicità di questi farmaci antiparassitari.

Ciò accade perché in queste razze c’è una carenza congenita di glicoproteina-P, per cui non sono capaci di impedire il passaggio dell’ivermectina attraverso la barriera emato-encefalica.

Le razze di cui parlavamo possono essere:

  • Cane da pastore inglese;
  • Collie;
  • Old English Sheepdog;
  • Pastore australiano;
  • Pastore tedesco;
  • Shetland Sheepdog;
  • Silken Windhound;
  • Skye Terrier;
  • Whippet a pelo lungo.

Oltre a queste razze è possibile che si verifichi anche nei cani anziani, le razze miste e nei cuccioli che hanno assunto una dose eccessiva di farmaci simili.

Sintomi

I sintomi da avvelenamento da ivermectina nel cane, possono essere lievi e perciò manifestarsi non prima di 48-96 ore nell’animale, ma possono essere anche gravi ed evidenziarsi nel giro di 4-12 ore dal trattamento.

Essi possono essere i seguenti:

  • battito cardiaco rallentato;
  • cecità;
  • convulsioni nel cane;
  • depressione;
  • difficoltà a controllare il movimento volontario;
  • dilatazione della pupilla;
  • disorientamento;
  • incapacità di stare in piedi;
  • letargia;
  • perdita di appetito;
  • problema respiratorio;
  • sbavatura;
  • tremore;
  • vomito nel cane;
  • coma.

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Diagnosi e trattamento dell’avvelenamento da ivermectina nel cane

Luke Cane Investito Operazione
(Fonte Facebook)

Per poter effettuare una diagnosi il veterinario dovrà venire a conoscenza delle ultime ore del cane e del materiale con cui è venuto a contatto.

Dopodiché stabilita la diagnosi di avvelenamento da ivermectina, il veterinario potrà prescrivere la terapia idonea.

Il trattamento da applicare dipenderà dalla gravità delle condizioni del cane e dalla sua salute generale iniziale, lo stesso vale per la prognosi.

Non c’è un antidoto all’avvelenamento da ivermectina nel cane, la terapia è su base sintomatica, quindi si tratta di tenere i sintomi sotto controllo.

Ciò che il veterinario, infatti, potrà fare per cercare di ristabilire la situazione e curare i sintomi generati dall’avvelenamento nel cane, possono essere i seguenti esami specifici:

  • farmaci per le convulsioni (laddove necessari);
  • fisioterapia per cani;
  • lubrificanti oculari;
  • esami degli elettroliti per mantenerli in equilibrio;
  • cateteri urinari (se il cane non riesce ad alzarsi);
  • alimentazione via endovenosa;
  • supporto termico (se la temperatura corporea è bassa);
  • ventilatori (se la temperatura corporea è alta);
  • terapia fluida endovenosa;
  • ventilatore (in caso di distress respiratorio).

Nella migliore delle ipotesi occorreranno diverse settimane prima che Fido possa tornare ad essere quello di prima e riprendersi perciò completamente.

Ricordiamo che il trattamento deve essere effettuato solo sotto la supervisione di un veterinario.

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Raffaella Lauretta