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La disidratazione nel cavallo: cause, sintomi e trattamento

La disidratazione nel cavallo si manifesta quando c’è un’eccessiva perdita di acqua nel corpo dell’animale. Vediamo quali le cause, i sintomi e il trattamento.

disidratazione nel cavallo
(Foto AdobeStock)

La disidratazione nel cavallo è una grave emergenza che può portare a insufficienza renale se il cavallo non viene reidratato rapidamente.

Ecco perché occorre sempre fornire acqua fresca e pulita al cavallo, in quanto potrebbe prevenire la disidratazione.

Il cavallo acquisisce acqua non solo bevendo ma anche attraverso il mangime e nei foraggi; allo stesso tempo, l’acqua si perde nelle urine e nelle feci, nell’alito e nel sudore.

La quantità d’acqua che un cavallo beve è influenzata dal tipo di foraggio somministrato. Un normale apporto d’acqua medio sarebbe di circa il 5% del peso corporeo al giorno 25 litri per un cavallo di 500 kg.

Se ciò non si rispetta può avvenire la disidratazione nel cavallo. Vediamo quali le altre cause, i sintomi e il trattamento.

Cause della disidratazione nel cavallo

Come per gli esseri umani, anche per il cavallo l’acqua rappresenta una elevata percentuale della massa corporea.

Circa il 70% di acqua risulta indispensabile all’organismo nelle reazioni chimiche cellulari, per la digestione e la termoregolazione, oltre che nell’eliminazione attraverso le urine dei residui metabolici e composti di scarto.

A causare la disidratazione nel cavallo possono essere diverse cause, a partire da una temperatura corporea anormalmente alta (ipertermia) o febbre ad un’eccessiva perdita di liquidi ed elettroliti causa di diarrea o esercizio fisico intenso.

Altre cause di disidratazione nel cavallo sono:

  • corsa/corsa a lunga distanza;
  • gare;
  • gravi ustioni;
  • endotossiemia (malattia che causa insufficienza renale);
  • colite-X (malattia che causa diarrea acquosa e shock ipovolemico);
  • shock anafilattico (shock innescato da una reazione allergica).

Sintomi

I sintomi di disidratazione nel cavallo sono piuttosto visibili, un primo test è quello dell’elasticità della pelle del cavallo.

L'equino e l'azoturia
(Foto Pexels)

Quando i fluidi corporei o i livelli di elettroliti nell’animale sono esauriti, nel pizzicare una piega della pelle lungo la schiena del cavallo, rimarrà su una cresta, mentre la pelle sana dovrebbe tornare a posto senza problemi.

Altri sintomi possono essere:

  • letargia;
  • depressione;
  • ottusità negli occhi;
  • pelle e bocca secche;
  • saliva densa e appiccicosa;
  • alto livello di proteine ​​nel sangue.

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Diagnosi e trattamento

Per poter stabilire una diagnosi corretta di disidratazione nel cavallo, il veterinario eseguirà esami del sangue e delle urine per verificare una riduzione del contenuto di acqua delle cellule dei tessuti del cavallo, esaminando la quantità di proteine ​​nel sangue, il volume del sangue stesso e problemi secondari che si possono manifestare nei reni.

Stabilita la diagnosi potrà procedere con la terapia che consiste prevalentemente nella somministrazione di liquidi e soluzioni elettrolitiche per via orale e, nei casi più gravi, potrebbero essere necessari liquidi iniettati per via endovenosa nel cavallo.

Solo dopo aver raggiunto un equilibrio elettrolitico sarà possibile prendersi cura della causa che ha provocato la disidratazione nel cavallo.

Un reidratante è utile per correggere gli stati di disidratazione dopo il lavoro, sudorazione e trasporti, oltre che stimolare le funzioni produttive ed energetiche del cavallo.

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Consigli

È fondamentale che il cavallo non vada oltre con l’esercizio fisico e oltretutto senza avere la possibilità di reidratarsi. L’animale deve avere sempre acqua fresca e pulita a disposizione.

Può essere contenuta in vasconi, in secchi o venire erogata tramite gli abbeveratoi, dei quali bisogna controllare spesso la pulizia e il corretto funzionamento.

È opportuno che essi non contengano acqua troppo calda o inquinata, poiché il cavallo o non la berrebbe o potrebbe sentirsi male.

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Raffaella Lauretta