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Metodi contraccettivi per i cani: quali sono e come funzionano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:00
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Quanti metodi contraccettivi per cani esistono? Il più noto è sicuramente la sterilizzazione chirurgica: scopriamo se ce ne sono altri.

Metodi contraccettivi per i cani (Foto Adobe Stock)
Metodi contraccettivi per i cani (Foto Adobe Stock)

Hai adottato un amico a quattro zampe e vuoi evitare cucciolate indesiderate? In questo articolo presenteremo i diversi metodi contraccettivi per cani, in modo da valutare le opzioni a tua disposizione. In ogni caso, ricordati di consultare sempre il tuo veterinario di fiducia, che saprà indicarti la procedura più adatta e sicura per il controllo delle nascite.

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Metodi contraccettivi per i cani femmine

Accudire un cane sterilizzato
La sterilizzazione chirurgica è il metodo contraccettivo più conosciuto e praticato (Foto Unsplash)

Se hai una cagnolina, gli strumenti anticoncezionali a tua disposizione sono numerosi. Il metodo di sterilizzazione più conosciuto e praticato è senza dubbio quello chirurgico. In cosa consiste? Utero e ovaie vengono rimosse, praticando un’operazione nota come ovarioisterectomia.

Come conseguenza dell’intervento, non solo si evita la gravidanza nel cane, ma l’animale smette anche di avere comportamenti sessuali. Un’ulteriore tecnica di sterilizzazione chirurgica è l’ovariectomia, eseguita in laparoscopia. Si tratta di un intervento mini invasivo.

Come funziona? Si inserisce una microtelecamera a livello ombelicale per la visione del campo operatorio. I chirurghi manipolano gli organi per mezzo di strumenti guidati dall’esterno. In questo modo si procede ad asportare le ovaie, una per una.

Visto che l’inserimento della microtelecamera richiede un’incisione di appena 1 cm, i pochi punti di sutura non daranno alcun fastidio al cane. Per questo, non sarà richiesto neanche l’uso del collare elisabettiano. I vantaggi di questa procedura sono diversi: minor dolore post-operatorio e tempi di recupero più veloci.

Tieni in considerazione, tuttavia, che i costi dell’operazione sono nettamente superiori rispetto alla modalità tradizionale. Tra gli altri metodi contraccettivi per i cani femmine esiste anche la sterilizzazione ormonale. Si tratta di una procedura reversibile, che prevede l’assunzione di un farmaco per via orale o tramite iniezione.

Una volta smessa di assumere la soluzione che inibisce la gravidanza nel cane, l’animale torna fertile. I farmaci usati possono contenere diverse sostanze. Tra queste, la più comune è un derivato sintetico del progesterone, ma possono essere usati anche testosterone e mibolerone.

Meno comuni e non sempre efficaci sono i dispositivi intrauterini e intravaginali. Essi impediscono la gravidanza bloccando in maniera automatica l’accesso alla vagina. Il loro utilizzo, tuttavia, è sconsigliato: questi strumenti, infatti, potrebbero provocare vaginite.

Non solo: affinché possano essere inseriti ed adattati al suo corpo, la cagnolina deve essere sottoposta a un delicato intervento. Meglio, quindi, ricorrere ad altre alternative.

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Procedure di contraccezione per i cani maschi

Il metodo contraccettivo più diffuso per i cani maschi è invece l’orchiectomia, in gergo castrazione, ovvero l’asportazione dei genitali (Foto Adobe Stock)

Se il tuo Fido è maschio, potrai ricorrere a procedure di sterilizzazione chirurgica note come orchiectomia e vasectomia. La prima consiste in un intervento durante il quale vengono asportati i testicoli. In questo modo, si ha una diminuzione dei comportamenti sessuali del cane.

Tra questi, anche quelli legati all’istinto di prevaricazione e territorialità. La vasectomia, invece, consiste nella chiusura dei dotti deferenti. Si tratta dei canali attraverso i quali vengono convogliati gli spermatozoi. Anche se il cane non può riprodursi, questa procedura non inibisce i suoi comportamenti sessuali.

Tra le due pratiche, tuttavia, questa è una procedura poco utilizzata in medicina veterinaria. Anche per i cani maschi esistono metodi contraccettivi di tipo chimico. Infatti, si può innestare sotto la cute del cane una sorta di chip, responsabile del rilascio di un principio attivo, che viene assorbito dall’organismo.

Esso serve ad inibire la produzione di testosterone. Ricorrendo a questa procedura, il cane rifiuta l’accoppiamento per un periodo variabile tra i 6 e i 12 mesi. Visto l’ampio arco di tempo, però, è consigliabile che l’intero processo sia costantemente monitorato dal veterinario.

Antonio Scaramozza