Un nuovo richiamo di crocchette per cani: dopo Radames risulta coinvolta anche la marca Colella, ecco quali sono i lotti interessati.
Non solo il cibo per gli esseri umani viene sottoposto a costanti controlli, ma anche quello per i pet domestici. La scorsa settimana, il Ministero della Salute ha sollevato un segnale di allerta nazionale disponendo il richiamo precauzionale la scorsa settimana di un lotto di crocchette per cani a marchio Radames, una delle linee di punta distribuite presso la catena di discount Eurospin. Adesso anche le crocchette per cani della marca Colella sono state interessate da un richiamo ministeriale.
Sul sito del Ministero della Salute si legge che sono coinvolte le seguenti tipologie della linea “Wilky Dog”: Energy 28/14; Riso – pesce; Pollo – riso; Riso – maiale; Puppy 30/15; Adult con pesce 20 kg; 24/9 Adult; 30/20 Alta energia; 2/8 Basic; Cat bicolore; Cat monocolore. Questi richiami mettono in luce l’importanza di un monitoraggio costante da parte delle autorità, ma richiedono anche una partecipazione attiva del consumatore.
Radames e Colella, sono finiti al centro di provvedimenti di richiamo dal mercato per “rischio microbiologico”. Sebbene la dicitura ministeriale sia la medesima, le ragioni tecniche e i pericoli potenziali per la salute animale sono profondamente diversi. Il primo allarme ha riguardato il marchio Radames, per il quale sono state evidenziate criticità chimico-biologiche per la presenza di Aflatossina B1 oltre i limiti consentiti dalla legge. I sintomi a cui possono andare incontro gli animali sono Inappetenza improvvisa, eccessivo bisogno di acqua, spossatezza o letargia.
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L’Aflatossina B1 è considerata una delle sostanze più pericolose in ambito alimentare, poiché è un potente agente cancerogeno e può causare danni severi al fegato dell’animale. Le aflatossine sono micotossine, ovvero sostanze tossiche prodotte naturalmente dal metabolismo di alcuni funghi (muffe) appartenenti al genere Aspergillus. Questi funghi si sviluppano tipicamente su materie prime vegetali come mais, riso, frumento e arachidi, semi oleosi e frutta a guscio, che rappresentano i componenti base di molte crocchette. La proliferazione fungina non è casuale, ma è spesso legata a cattive condizioni di conservazione: l’eccessiva umidità e sbalzi termici significativi durante lo stoccaggio delle materie prime o del prodotto finito creano l’habitat ideale per la produzione di queste tossine.
Dopo Radames, una nuova allerta ha colpito il marchio Colella, coinvolgendo una gamma di prodotti molto più vasta, destinata sia ai cani che ai gatti. Qui la motivazione è la “sospetta contaminazione da SOA non conformi”, ovvero i Sottoprodotti di Origine Animale. Si tratta di materiali derivanti dalla macellazione che, pur non essendo destinati al consumo umano per motivi commerciali o di abitudine alimentare, possono essere utilizzati nella produzione di pet food, previa corretta lavorazione. La gestione di questi materiali è rigidamente normata dal Regolamento CE 1069/2009, che stabilisce protocolli precisi per la trasformazione di grassi e proteine.
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Se le regole europee sulla sicurezza non sono state rispettate sono possibili contaminazioni batteriche pericolose. Sebbene il Ministero non abbia citato esplicitamente un ceppo specifico, il rischio principale legato a SOA mal lavorati è la presenza di Salmonella, che può portare a infezioni gastrointestinali sistemiche. I segnali clinici nel cane e nel gatto sono simili a quelli delle tossicosi, ma spesso accompagnati da episodi di diarrea e una marcata astenia (debolezza muscolare). La raccomandazione del Ministero per chi avesse acquistato i lotti coinvolti è perentoria: non somministrare il prodotto e riconsegnarlo immediatamente al punto vendita per il rimborso o la sostituzione.
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L’allerta, motivata da un potenziale rischio chimico, ha messo in luce la presenza di microtossine oltre i limiti consentiti dalla legge, riaccendendo il dibattito sulla qualità delle materie prime e sul monitoraggio della filiera produttiva nel settore del pet food. Mentre per l’uomo il rischio è spesso legato al consumo cronico a lungo termine, negli animali domestici l’assunzione di un lotto contaminato può portare a forme di aflatossicosi acuta o cronica. I sintomi a cui i proprietari devono prestare massima attenzione includono danni epatici e disturbi gastrointestinali.
L’accumulo della tossina nel fegato può causare ittero (colorazione giallastra di mucose e occhi) e insufficienza epatica. Ma si possono verificare anche letargia, perdita di appetito e debolezza diffusa. Nei casi più gravi, l’aflatossina interferisce con la coagulazione del sangue, provocando emorragie interne che possono rivelarsi fatali.
Uno dei primi disturbi che permettono di comprendere se il cane ha problemi di digestione è la gastrite. La gastrite è un’infiammazione dello stomaco, che può essere acuta o cronica. Determinata da diverse cause, la gastrite è principalmente dovuta a infezioni batteriche, stress, intolleranze alimentari o all’assunzione di sostanze tossiche. La diarrea è uno dei problemi digestivi più comuni nei quattro zampe.
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Spesso causata da cambiamenti nella dieta, alimentazione di cibo inadeguato, infezioni batteriche o parassitarie, stress o reazioni avverse ai farmaci, include diversi sintomi come feci molli o liquide con presenza di sangue e aumento della defecazione. Importante è prestare attenzione ai sintomi dell’occlusione intestinale. Dare ai cani carne cruda da mangiare aumenta il rischio che il batterio Escherichia Coli diventi sempre più resistente agli antibiotici. Organizzare una cena che includa nei festeggiamenti anche i quattro zampe di casa è molto semplice: sono tantissime le idee per dei piatti salati e dolci da preparare in casa fatti appositamente per cani e gatti seguendo facili ricette, ricordando però che sono tanti i dolci che non si possono dare al cane. (di Elisabetta Guglielmi)
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