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Vietato tenere cani alla catena nel Lazio: le sanzioni per i trasgressori previste dalla Legge regionale

Nel Lazio è vietato tenere i cani alla catena: scopriamo quali sono le sanzioni previste dalla Legge regionale per i trasgressori del divieto.

Vietato tenere cani alla catena nel Lazio
(Foto Adobe Stock)

Ancora oggi in Italia è legale tenere i cani alla catena, quantomeno in diverse Regioni. Gli enti territoriali infatti, ricorrendo alla propria potestà legislativa per disciplinare la materia degli animali d’affezione, possono regolare questo peculiare aspetto. Il Lazio è una delle Regioni che ha vietato di tenere i cani alla catena: scopriamo quali sono le sanzioni per i trasgressori.

L’inciviltà della…civiltà

Il cane, insieme al gatto, è l’animale d’affezione per eccellenza degli italiani. Sempre più persone lo considerano un vero e proprio membro aggiuntivo della famiglia. Ma non per tutti è così, e non per la legge.

Rubare un cane per salvarlo dal maltrattamento è reato? (Foto Adobe Stock)
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É pur vero che gli animali, e quelli d’affezione ancor di più – cane compreso -, godono di ampie tutele. Fido non può essere maltrattato né ucciso, non può essere abbandonato né utilizzato per manifestazioni o spettacoli che possano recargli danno.

Una tutela, quella penale, indubbiamente soddisfacente, quantomeno per la varietà delle condotte che integrano i reati contro gli animali (sul trattamento sanzionatorio, in diversi casi ancora troppo lieve, ci sono ancora passi in avanti da fare ).

Eppure i cani possono essere ancora tenuti alla catena. Beninteso, si tratta di un comportamento ancora lecito (in molte Regioni), ma che dimostra ancora una scarsa civiltà e rispetto verso gli animali. L’immagine di Fido legato è ancora molto diffusa; ed essa si fa simbolo dell’animale piegato alle logiche utilitaristiche dell’essere umano.

Una cattiva abitudine da combattere e da estirpare. Ed il Lazio è una delle Regioni che ha vietato di tenere i cani alla catena.

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Vietato i cani alla catena nel Lazio: cosa si rischia

Nel Lazio la normativa di riferimento per ciò che concerne la materia degli animali d’affezione è la L. R. n. 34/1997.

Maltrattamento di animali (Foto Adobe Stock)
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Con un emendamento alla legge di stabilità regionale, la Regione ha introdotto il divieto di tenere i cani alla catena.

L’art. 19 della suddetta normativa stabilisce che il suddetto divieto si applica ad ogni animale. É prevista una sola eccezione, ovvero quando la misura si rende necessaria per ragioni sanitarie, che devono essere certificate da un veterinario, il quale deve specificare diagnosi e durata del trattamento; ed in ogni caso è vietato servirsi di collari a strozzo.

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Chi viola la norma incorre in una sanzione pecuniaria che va dai 500 ai 2500 euro. Fermo restando la responsabilità penale: a seconda dei casi la condotta potrebbe non esaurirsi in un illecito amministrativo, ma integrare il reato di maltrattamento di animali.

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Antonio Scaramozza