venerdì, Novembre 15, 2019
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Cane tagliato in due dal filo di ferro vegliato da due altri esemplari

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Cane tagliato dal fil di ferro 

cane filo di ferro
cane ferito con filo di ferro

E’ stato letteralmente segato in due da un filo di ferro. A vegliarlo, altri due cani, chiamati Tomaso e Uriel.

Tre cani randagi, dei quali i volontari non sanno nulla. Se erano fratelli o semplicemente compagni di strada. Un legame molto forte che ha aiutato i volontari a recuperare Michele, il cane gravemente ferito, ritrovato nelle campagne di Olbia, lo scorso 24 maggio.

“Per oltre 10 giorni si è fatto l’impossibile per recuperare Michele, ma solo grazie a Tomaso e Uriel si è raggiunto lo scopo. Proteggevano il loro compagno ferito tenendolo sempre in mezzo a loro. Un amore che supera tutti gli ostacoli e diventa un esempio di vita. Come potevamo non aiutare anche loro?”, scrivono i volontari della Lida, sezione Olbia.

Il cane presentava una profonda ferita all’addome, provocata da un filo di ferro, usato dai bracconieri. Una ferita infetta e piena di pus. “Solo lui sa il dolore che ha provato. Il pene era fuoriuscito dalla sua sede. Le lesioni procurate dal cappio sono state devastanti“, precisano i volontari.

Michele è stato sottoposto ad un intervento delicato durato tre ore.

Sono stati recuperati i tessuti, il pene è stato riposizionato nel prepuzio, la ricostruzione anatomica adesso dovrebbe essere funzionale. L’intervento è durato tre ore. Ci sono storie che fanno star male ma allo stesso tempo riflettere, dandoci grandi lezioni di vita. Questa è la storia di Michele, Uriel e Tomaso, tre cani randagi uniti nella lotta per la sopravvivenza. Hanno sempre vissuto in simbiosi, non sappiamo se sono fratelli o amici, conosciamo poco di loro“.

Bracconaggio e pericolo per i cani

In una nota, il CABS, un’associazione con sede a Bonn specializzata in azioni di repressione del bracconaggio con volontari attivi in tutta Europa ha commentato l’episodio di Olbia, esprimendo pessimismo sul fenomeno che non stenta a diminuire: “Temiamo, però, che sia solo l’ultimo caso di una lunga serie”.

“Siamo felici di avere appreso del miglioramento delle sue condizioni. Purtroppo le campagne Sarde e un po’ di tutta Italia sono avvilite dai famigerati “lacci” metallici messi in campo dalla diffusissima caccia illegale. Sono destinati agli ungulati  ma nella lunga casistica si annoverano numerosi cani, gatti e finanche mucche”.

Il Cabs ricorda che “un animale bloccato dal laccio cercherà di scappare terrorizzato. Così facendo peggiorerà la situazione fino ad arrivare, come purtroppo già successo, a mostruose amputazioni. Proprio in Sardegna si sono trovati lacci insanguinati a resti di arti di cervi”.

Per il Cabs si tratta di “un vero e proprio attentato contro la biodiversità che riserva brutte sorprese anche agli animali domestici”, per questo viene augurato “che vengano messi in atto fattivi controlli antibracconaggio per prevenire situazioni che possono diventare molto pericolose anche per l’uomo come, ad esempio, nel caso dei tubi esplodenti per i cinghiali in alcuni casi rinvenuti proprio in Sardegna. Basta inciampare sul cavo steso nel sentiero e parte il colpo”.

Le condizioni del cane sono migliorate anche se adesso, sta lottando contro l’infezione e proseguono i trattamenti di drenaggio della ferita.

Il caso di Michele non è il primo. In particolare, quattordici anni fa un altro cane venne trovato nelle sue stesse condizioni: tagliato in due con un cappio”, ricorda una volontaria, interpellata da galluraoggi.it, spiegando che si tratta purtroppo di “un problema culturale, radicato nella nostra società. La Regione dovrebbe investire su campagne informative, anche attraverso le scuole per insegnare agli esseri umani il rispetto verso gli animali”.

“Michele è salvo anche grazie ai suoi fratellini Tomaso e Uriel. I due angeli hanno vegliato sul loro fratello ferito tenendolo sempre in mezzo a loro”. La priorità è di far guarire del tutto il giovane Michele ma anche quella di trovare delle famiglie pronte ad adottarli perché meritano amore.

Per questo, lo staff dell’associazione sta abituando i cani a socializzare con gli umani.

Prove tecniche di coccole per Uriel e Tomaso. Piano piano si stanno abituando alla nostra presenza e quando gli passiamo accanto ci cercano con quegli stessi occhi che prima tenevano sempre bassi, timorosi di un qualcosa che solo loro possono sapere. La paura passa e stanno riacquistando serenità e normalità. Hanno salvato la vita a Michele e anche loro meritano di essere aiutati. Sono due cani adulti di taglia media, cerchiamo per loro delle famiglie strepitose. C’è qualcuno?”.

Per informazioni, consulta la pagina Facebook Lida sez. Olbia

C.D.

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