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Cane ucciso a colpi di fucile, “Era pericoloso per la mia famiglia”: condannato

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Il caso di un cane ucciso con due colpi di fucile ha avuto un epilogo pressoché inevitabile. L’imputato era il suo padrone.

Un uomo di  55 anni, allevatore di professione, è stato condannato a due mesi per aver ucciso il proprio cane. La vicenda accadde nell’estate del 2015 a Giavera, un comune veneto situato in provincia di Treviso. La vicenda si consumò in maniera cruenta, e tutto avvenne di notte. Il processo si è tenuto ieri mattina proprio a Treviso.

La Procura sostiene che l’imputato abbia ammazzato uno dei suoi cani rivolgendogli contro un fucile da caccia. I due colpi di arma da fuoco esplosi furono sufficienti ad uccidere l’animale. La sua difesa, in tutto il tempo intercorso in questa vicenda da allora ad oggi, era sempre poggiata sul fatto che il cane ucciso risultava essere potenzialmente pericoloso per l’uomo stesso oltre che per i suoi familiari.

Inoltre abbaiava troppo, in maniera rumorosa. Era piena notte quando avvenne il delitto. Preoccupata, una nipote dell’uomo, del tutto ignara di cosa fosse successo, allertò i carabinieri dicendo loro di aver sentito esplodere due colpi da casa dello zio. Ed i militari, al loro arrivo, trovarono il corpo del cane ucciso immerso nel suo stesso sangue.

Cane ucciso, è solo l’ultima crudeltà

La vittima era una femmina meticcia. Per l’allevatore era scattata una denuncia per maltrattamento ed uccisione di animali e uso improprio di arma da fuoco in zona abitata. L’uomo però insiste e dice che l’animale aveva l’abitudine di scappare sempre. “Rappresentava un pericolo per i passanti, soprattutto per i bambini. Oltre che per le auto in corsa”.

Ma tutto questo non ha convinto il giudice, che ieri mattina ha condannato l’imputato a due mesi di reclusione per i reati contestatigli. Una condanna che è risultata comunque più lieve rispetto a quella proposta inizialmente dal pubblico ministero.

Quest’ultimo aveva avanzato una richiesta che constava di 6 mesi di carcere. Le crudeltà contro i quattrozampe però non finiscono qui. Qualche giorno fa un altro padrone malvagio aveva lasciato un cucciolo all’interno di un parcheggio. E non curante del rischio di poterlo schiacciare con la propria auto, se n’è andato via. Purtroppo il cagnolino è finito proprio sotto alle ruote.

A.P.