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Perché gli uccelli migrano: dove vanno, quando e perché lo fanno

Sappiamo che abbandonano dei luoghi per trovarne degli altri, ma perché gli uccelli migrano? Cosa li spinge, dove vanno e quando tornano.

Perché gli uccelli migrano
(Foto Pixabay)

Quali sono quelli migratori, cosa li rende tanto particolari e soprattutto perché gli uccelli migrano? Ecco la risposta che cercavate a tutte queste domande, magari per soddisfare una curiosità che si ha fin da bambini. Tutto quello che c’è da sapere su questi volatili e sulla loro migrazione: chi sono, dove vanno e perché lasciano alcuni posti per raggiungerne altri.

Uccelli migratori: quali sono e come viaggiano

Ci sono alcune specie di volatili che riescono a percorrere tragitti anche molto lunghi, che possono durare da pochi giorni a diversi mesi. Dipende dalla razza, dalle tappe e naturalmente dalle mete di arrivo.

Airone
(Foto Pixabay)

Ma quali sono le specie che lasciano l’Italia in autunno per poi ritornarci quando fa più caldo? Eccole tutte:

  • rondine,
  • fringuello
  • airone,
  • balestrucci,
  • succiacapre,
  • oche,
  • cicogne,
  • sterne,
  • limicoli,
  • pavoncelle.

Per quanto romantico a raccontarsi, il viaggio di questi volatili è molto faticoso e hanno bisogno di accumulare energie (grazie all’alimentazione) per poterlo affrontare. In realtà è sbagliato pensare che questi trasferimenti avvengano solo in autunno poiché essi viaggiano tutto l’anno.

Ogni specie sa quando deve partire: solitamente si organizzano in stormi e volano tutti insieme. Anche nelle modalità di viaggio si distinguono: alcuni preferiscono farlo di giorno (come alcuni falchi e le rondini), sulle correnti calde, mentre altri (come le allodole) trovano più prudente farlo al buio per non farsi vedere da potenziali predatori.

Innanzitutto non si tratta di un viaggio unico, privo di soste: anzi gli uccelli hanno bisogno di fermarsi e di fare alcune tappe, per rifocillarsi e riposare. E’ probabile che ‘sappiano’ dove andare perché si sanno orientare attraverso il campo magnetico della terra. Sfruttando anche le correnti d’aria, alcuni uccelli migratori possono raggiungere anche gli 80 km/h.

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Perché gli uccelli migrano: un processo naturale

Avviene da sempre poiché tutte le specie di volatili sentono l’esigenza di cambiare luogo per trovare condizioni climatiche migliori per la loro stessa sopravvivenza. Quando infatti le temperature del luogo si abbassano, diventano sfavorevoli per la ricerca del cibo, per la riproduzione e per la sopravvivenza degli stessi pulcini.

Uccello migratore
(Foto Pixabay)

Gran parte dei volatili migra verso le regioni del Sud per lo svernamento, mentre altri fanno il tragitto contrario; in altri casi addirittura migrano in orizzontale, alla ricerca dei climi più miti sulla costa.

La risposta al perché gli uccelli migrano dunque è: per nidificare e trovare più facilmente il cibo per sfamare i piccoli nati. Se tutti gli uccelli restassero sempre nello stesso posto, tutti insieme, ben presto non ci sarebbe sufficiente cibo per ciascuno di essi.

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Perché gli uccelli (non) migrano: altri particolari sul loro viaggio

Ma allora perché alcuni non compiono questi lunghissimi viaggi? Perché si sono ‘adattati’ bene alle condizioni di quel determinato ambiente e si ‘accontentano’ del cibo che riescono a trovare per la loro sopravvivenza.

Perché gli uccelli migrano
(Foto Pixabay)

Alcune specie ad esempio sono diventati ‘stanziali’, quindi non viaggiano durante l’anno: alcuni infatti si sono abituati a sopravvivere ai climi freddi, grazie al grasso che riescono ad immagazzinare. Oltre alle riserve di grasso, questi uccelli cambiano anche il piumaggio, in modo da garantirsi una protezione maggiore contro il freddo.

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Francesca Ciardiello