Tre domande, una sola occasione: cosa chiederesti al tuo cane se potesse risponderti?

Solo tre opzioni possibili in una vita intera: cosa chiederesti al tuo cane se potesse risponderti (a parole)? Una curiosità di molti padroni.

cane e padrona
Cosa chiederesti al tuo cane in tre domande: i quesiti più comuni tra noi umani (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

E’ sempre con noi, ci conosce bene e anche noi ci facciamo un’idea di quello che pensa perché impariamo con la pratica e l’esperienza ad interpretare i segnali che ci invia. E tutto questo senza ‘scambiarci’ una parola ma utilizzando un linguaggio fatto di versi, di suoni e corpo: ma se avessi tre domande a disposizione, cosa chiederesti al tuo cane? Se potesse risponderti in un linguaggio verbale, chiaro e comprensibile, cosa ti risponderebbe? La risposta più curiosa.

Parlare col cane: non è solo questione di parole

Un padrone lo sa bene: comunicare col proprio Fido è assolutamente possibile perché non sempre servono le parole per capirsi. Noi umani possiamo utilizzare il registro verbale, utilizzando parole brevi e chiare e sempre le stesse per indicare al cane cosa fare. E’ importante anche mantenere un costante contatto visivo e usare un tono di voce ‘idoneo’ alle emozioni.

cane dà la zampa
Cosa chiederesti al tuo cane in tre domande: usa il linguaggio del corpo (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Non si deve mai urlare per evitare di spaventare l’animale e lunghi discorsi sarebbero sia inutili sia noiosi per lo stesso quattro zampe. Ma oltre al linguaggio verbale, che è prettamente ‘umano’, vi sono altri canali di comunicazione e il nostro Fido li conosce molto bene: riesce a indicarci il suo stato d’animo e la sua volontà assumendo posture (e dunque il linguaggio del corpo dei cani), espressioni facciali e perfino con occhi e orecchie.

Inoltre il cane parla anche con suoni e vocalizzazioni del cane, quindi dei versi da interpretare e infine utilizzando segnali chimico-olfattivi, dunque le urine, le feci e le secrezioni delle ghiandole anali.

Cosa chiederesti al tuo cane? Tre domande a disposizione

E se come Aladino al suo genio potessi fare tre domande al tuo cane, quali sarebbero? Di sicuro ci saremmo chiesti almeno una volta cosa pensa e avremmo voluto chiederglielo direttamente, a parole, in un linguaggio a noi più comprensibile. Da uno studio giornalistico recente è emerso che si vorrebbero porre a Fido alcune curiosità, che riguardano lui.

Ti piaccio? Che pensi di me?

La prima domanda potrebbe riguardare la percezione che l’animale ha di noi padroni: come ci vedono? Siamo di loro gradimento? Sarebbe molto interessante sapere se, oltre alla quotidianità che ormai ha imparato a conoscere e a cui si è abituato, avesse anche delle opinioni sul nostro conto. Questa percezione diversa potrebbe essere un modo per noi per ‘scoprire’ dei lati del nostro carattere che magari ancora ignoriamo.

E’ ovvio che il cane ci segue ovunque noi umani gli diamo il permesso di seguirci: il concetto di privacy è assolutamente marginale tra padrone e Fido, soprattutto se consideriamo che il cane mi segue anche in bagno. Ma in alcuni momenti di ‘scambio’ di opinioni con altri esseri umani, di sicuro il cane è sempre presente, conoscendo tutte le sfumature emozionali del nostro essere ( infatti i cani sentono le nostre emozioni tramite la frequenza cardiaca).

Perché ‘accetti’ di essere maltrattato?

Alle volte davvero è difficile capire come il più grande e fedele amico dell’uomo riesca a sopportare delle situazioni che lo danneggiano dal punto di vista fisico e dal punto di vista morale. Fino a che punto un cane può accettare violenze, maltrattamenti e di essere trattato male da chi invece avrebbe il dovere di curarlo e proteggerlo?

cane e padrona
Cosa chiederesti al tuo cane in tre domande: sapere che pensa di noi potrebbe aiutarci (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Infatti il più delle volte si raccontano violenze ‘a senso unico’, ovvero episodi che vedono gli uomini come carnefici e gli animali come vittime della loro violenza: ma come mai gli animali maltrattati non si ribellano a questi atteggiamenti e sottostanno alle cattiverie gratuite che ricevono? Probabilmente il processo di domesticazione, che ha radici antiche e profonde, non ha fatto prendere coscienza al cane di potersi allontanare da chi gli fa del male.

Gli umani possono migliorare (secondo te)? E come?

Secondo te, caro Fido, c’è ancora speranza per l’umanità di mutare atteggiamento e migliorarlo nei confronti del mondo animale? Di sicuro dovremmo imparare da loro a comportarci bene e a riscoprire quel buono che (forse) ancora c’è in noi, spesso sopito e soffocato dallo stress e dagli impegni della vita quotidiana.

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Forse se il cane ci potesse fornire la sua visione dell’essere umano potremmo capire ‘dove sbagliamo’ e come migliorarci: l’idea più efficace sarebbe quella di seguire il loro esempio.

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