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Il gatto può mangiare il mais? I pro e i contro di questo alimento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:31
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Gatto e mais: il felino può mangiare il cereale? Scopriamo se il mais fa male ai gatti e quali sono eventuali vantaggi e svantaggi legati al consumo dell’alimento.

Il gatto può mangiare il mais? (Foto Adobe Stock)
Il gatto può mangiare il mais? (Foto Adobe Stock)

Non sono molti, in realtà, gli alimenti che possiamo condividere con il nostro gatto. Il piccolo felino ha dei bisogni nutrizionali ben specifici, che si differenziano in maniera significativa dai nostri. Pertanto, ogni volta che diamo del cibo al gatto, sorge spontanea la domanda: l’alimento è adatto al suo organismo? In questo articolo scopriremo insieme se il gatto può mangiare il mais.

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I cereali nella dieta del gatto

Il gatto è celiaco
Gatto e cereali: un binomio possibile ma con le dovute precauzioni (Foto Adobe Stock)

Il mais, come tutti sappiamo, è un cereale. Che ruolo hanno i cereali della dieta di un gatto? Come sappiamo il piccolo felino è un carnivoro; pertanto il suo fabbisogno nutrizionale deve essere soddisfatto dalla carne, che occupa quasi integralmente le “pagine del suo menù”.

Basti pensare che il 90% del suo regime alimentare deve essere basato sulla carne. La conseguenza è che residua poco spazio per altre tipologie di alimenti: il pesce, che dopo la carne ha un ruolo predominante nell’alimentazione del felino, la frutta ed i cereali.

Dunque, seppur in maniera limitata, anche i cereali trovano spazio nella dieta di un gatto.

Il gatto può mangiare il mais?

Il gatto può mangiare il mais? (Foto Adobe Stock)
Il gatto può mangiare il mais? (Foto Adobe Stock)

Anche se il gatto può mangiare cereali, non è consigliato inserire stabilmente nella sua dieta il mais; gli svantaggi derivanti da un’assunzione a lungo termine dell’alimento sono molti, a fronte di vantaggi nutrizionali quasi inesistenti.

Il felino non è in grado di estrarre dai vegetali fonti di energia in misura sufficiente: la carne non può essere mai sostituita come piatto principale dai cereali, mais compreso.

L’assunzione continuata nel tempo può portare il gatto all’obesità e favorire l’insorgenza del diabete felino. Inoltre può causare anche problemi al pelo: il sintomo principale è il prurito del gatto, accompagnato dalla secchezza della pelle. Se il disturbo non viene trattato tempestivamente può provocare un’eccessiva perdita di pelo.

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Alcuni consigli utili

pannocchia (Foto Pixabay)
Il gatto può consumare mais solo occasionalmente, e in piccole quantità (Foto Pixabay)

Il fatto che il mais non debba essere inserito stabilmente nella dieta del felino, non si traduce in un automatico divieto di mangiare l’alimento: anche il gatto può mangiare il mais, ma con le dovute precauzioni. Ecco qualche piccolo consiglio:

  • Consumo occasionale: non abituate il gatto al sapore del mais. Va bene dargli da mangiare il cereale di tanto in tanto, ma non deve far parte sistematicamente del suo regime alimentare;
  • Quantità: quando si parla di alimentazione del gatto, la parola chiave deve essere sempre moderazione: piccole quantità sono sufficienti per spezzare la fame del gatto in attesa del pasto principale o come semplice premio. Per questo il momento migliore per servire il mais è sempre lo spuntino;
  • Sempre fresco: Il gatto è schizzinoso? Non è proprio così. Il felino in natura mangia tante volte al giorno, prediligendo piccole prede, dunque cibo sempre fresco. Anche il gatto casalingo ha le stesse esigenze in materia di alimentazione, ed il mais non fa eccezione. Pertanto il cereale va servito sempre fresco;
  • Occhio alle etichette: quando comprate il mais in scatola al supermercato, occhio agli ingredienti. Se ci sono troppi additivi evitate di servirlo al gatto; meglio prediligere una pannocchia, avendo la pazienza di staccare pochi chicchi per darli al piccolo felino.

Antonio Scaramozza