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Anestesia del gatto: effetti del risveglio e come comportarsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:00
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Il tuo gatto deve subire un’operazione che richiede l’anestesia, e non sai quali sono gli effetti del risveglio? Ecco cosa occorre sapere a riguardo.

Anestesia del gatto (Foto Adobe Stock)
Anestesia del gatto (Foto Adobe Stock)

È piuttosto normale che il gatto possa avere nel corso del tempo qualche piccolo problema di salute. Talvolta, purtroppo, è necessario che venga sottoposto ad un’operazione, che a volte richiede l’uso dell’anestesia. Il solo pensiero può crearci uno stato d’ansia. Quindi, anche per tranquillizzarsi, è bene sapere quelli che sono gli effetti del risveglio e come è più opportuno comportarsi.

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I vari tipi di anestesia

La somministrazione dell’anestesia può avvenire anche per via inalatoria (Foto Adobe Stock)

Come sappiamo, l’anestesia è una pratica diffusissima nella medicina e altrettanto nella branca della veterinaria. Molte sono le operazioni che sarebbero impossibili da eseguire, se non si facesse ricorso ad essa: il dolore sarebbe semplicemente insopportabile.

E questo, ovviamente, vale anche per i nostri amici animali. Normalmente distinguiamo tra anestesia totale e locale. La distinzione è intuitiva: nel primo caso oggetto dell’anestesia è l’intero corpo del paziente, con conseguente perdita di coscienza; nel secondo caso invece l’anestesia interesserà solo una parte del corpo.

Altra classificazione riguarda invece le modalità di anestesia: distinguiamo infatti tra quelli inalatoria ed iniettiva, a seconda che il farmaco venga somministrato per via inalatoria o attraverso iniezione (endovenosa o intramuscolare).

Quali sono gli effetti del risveglio dall’anestesia per il gatto

gatto anziano ha freddo
Un gatto anziano ha un tempo di recupero maggiore rispetto ad un gatto di giovane età (Foto Pixabay)

Ebbene, possiamo dire che tutti conosciamo quelli che sono gli effetti dell’anestesia nel gatto. Quali sono invece quelli del risveglio? Quale sarà lo stato del gatto dopo essersi destato? Innanzitutto cominciamo col dire che i tempi di risveglio possono essere diversi.

Sostanzialmente dipende da vari fattori, come la tipologia di operazione e di anestesia: i tempi di risveglio sono ovviamente decisamente maggiori in quella totale rispetto a quella locale; così come in quella inalatoria i tempi di risveglio sono più brevi rispetto a quella iniettiva. Molto importante ovviamente anche lo stato di salute del felino.

Se il gatto è malato ovviamente la ripresa sarà più difficoltosa. Anche l’età è in grado di incidere sulla fase del risveglio. Un gatto dalla giovane età avrà tempi di recupero decisamente più brevi rispetto ad un gatto anziano.

Per quanto riguarda invece gli effetti veri e proprio del risveglio, ovviamente occorrerà un po’ di tempo al gatto per recuperare pienamente il controllo del proprio corpo. È assolutamente normale che dopo il risveglio il gatto sia inappetente e presenti segni di stanchezza.

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Come comportarsi

cose essenziali per un gatto
E’ consigliabile preparare un rifugio comodo e caldo per il gatto che si risveglia dall’anestesia (Foto Adobe Stock)

È molto importante, nei primi giorni successivi al risveglio dall’anestesia, monitorare il gatto e il suo stato di salute. Per questo è consigliabile non lasciarlo mai da solo, per poter osservare la ripresa dall’operazione. Il risveglio dall’anestesia potrebbe lasciare qualche effetto collaterale: ad esempio il gatto potrebbe vomitare, o anche solo presentare nausea in generale.

È molto importante preparare un rifugio, ancor più comodo e caldo di quello usuale se possibile, per quando tornerà a casa dall’operazione. E’ bene poi procedere con molta cautela alla somministrazione di acqua e cibo, rispettando i tempi di ripresa del micio, senza forzarlo.

Quando berrà o mangerà, bisognerà monitorare la reazione del gatto. Se riprende la minzione normalmente e non si verificano episodi di rigetto, si può continuare progressivamente al ritorno alle normali abitudini del micio; altrimenti sarà opportuno contattare il proprio veterinario di fiducia.

Antonio Scaramozza