Home Gatti Salute dei Gatti Come accudire il gatto dopo un’operazione chirurgica

Come accudire il gatto dopo un’operazione chirurgica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:57
CONDIVIDI

Quando il vostro felino tornerà a casa dopo un’operazione chirurgica avrà bisogno più che mai delle vostre cure e del vostro sostegno.

gatto con collare elisabettiano
La durata della fase post operatoria è variabile (Foto Adobe Stock)

Qual’è il modo più corretto per accudire il vostro gatto dopo un’operazione chirurgica? Oltre a seguire pedissequamente le direttive del veterinario, è necessario adoperarsi per mettere in atto alcuni utili accorgimenti che mirano a donare all’animale il giusto riposo e la totale tranquillità per riprendersi il prima possibile.

Dall’alimentazione, agli spazi passando per la superficie che toccherà con le sue zampe o alla scelta di accessori utili in questa fase delicata: ecco alcuni consigli pratici per gestire il rientro postoperatorio del vostro micio.

Potrebbe interessarti anche: Le cause di aggressività nel gatto: fisiche e psicologiche

Come accudire il gatto dopo un’operazione chirurgica: lo stato postoperatorio

Gatto disorientato
Disorientamento e difficoltà motorie sono fra i sintomi più comuni della post anestesia (Foto Pexels)

Premettendo che la durata del postoperatorio di ogni gatto è del tutto variabile, essa infatti dipende da diversi fattori come la complessità dell’intervento, dall’età, la taglia e lo stato di salute pregresso del vostro animale, noterete in lui una condizione comune. Il tipo di operazione più frequente nei felini maschi è la castrazione, ma è sempre opportuno valutare quando si rende indispensabile.

Una volta rientrato a casa, sulle prime vi apparirà disorientato, le sue capacità motorie potrebbero rivelarsi ridotte e il suo senso dell’equilibrio precario. Potrebbe verificarsi anche uno stato allucinatorio che generalmente si manifesta solo entro le 24h dall’operazione.

Rischi post anestesia

Gatto affaticato
Alcune alterazione corporee colpiranno il vostro gatto (Foto Pexels)

Dopo l’anestesia il gatto potrebbe andare in contro ad alcune alterazioni di tipo fisico oltre che comportamentale. Le variazioni più riscontrate sono ricorrenti stati di ipotermia con una pesante diminuzione della temperatura corporea, affaticamento respiratorio, fenomeni di nausea e vomito e possibili variazioni nei livelli di glicemia.

Alcuni eventuali ed improvvise complicazioni hanno lo scopo di mettervi in allerta. Monitorate il vostro gatto e contattate immediatamente il vostro veterinario di fiducia se oltre al vomito si unisce la diarrea e entrambe durano più di un’intera giornata, se si verifica una tosse persistente, se ha dolore durante la minzione o defecazione o se beve e fa pipì molto più del normale.

Potrebbe interessarti anche: Punti di sutura nel gatto: ecco cosa fare dopo un intervento chirurgico

Come accudire il gatto dopo un’operazione chirurgica: un’integrazione soft

Gatto preoccupato
Quando altri animali abitano la casa, l’integrazione post operatoria del gatto in convalescenza va gestita in maniera ancora più graduale (Foto Pexels)

Oltre ai disagi fisici e alle possibili alterazioni fisiologiche, il felino potrebbe essere particolarmente nervoso e suscettibile. Sono molti i veterinari che consigliano l‘isolamento nei primi giorni post operatori, di sicuro durante la prima notte. Scegliete quindi una stanza appartata e tranquilla dove posizionare il suo trasportino, che lascerete aperto.

Sarà lui a scegliere dove rannicchiarsi all’interno degli spazi che avete momentaneamente delimitato per lui. Evitate qualsiasi fonte di stress: non lavatelo, non fatelo uscire e non cercate di forzare il contatto. Saper rilassare il vostro gatto è un’arte, esistono ottime tecniche e suggerimenti. Caso mai attendere con pazienza che sia lui ad avvicinarsi e parlategli dolcemente con un tono molto basso per fargli percepire la vostra presenza.

Tutte queste accortezze si fanno ancora più indispensabili quando in casa sono presenti altri animali. L’eventuale reinserimento con gli altri ospiti della casa andrà progettato in maniera graduale. Per facilitare l’integrazione fra il gatto convalescente e gli altri animali premuratevi come prima cosa di cancellare le tracce olfattive. 

Gli odori antisettici delle clinica potrebbero disturbare gli altri animali e risultare a loro oltremodo spiacevoli. Abbiate allora cura di lavare coperte e qualsiasi altro accessorio sia stato a contatto con ambienti sterilizzati. Se necessario, utilizzate prodotti a rilascio graduale di feromoni per sanificare le stanze più abitate della casa.

Accessori utili per una rapida guarigione

In presenza di suture o ferite il gatto tenterà di grattarsi o leccarsi (Foto Unsplash)

Un’ulteriore accortezza per facilitare la ripresa motoria del vostro gatto potrebbe essere quella di piazzare dei morbidi cuscini o tappetini appena fuori dal trasportino. Faciliteranno il suo equilibrio e attutiranno il contatto con il pavimento duro e freddo.

In caso di suture o ferite si rende necessario invece l’utilizzo di alcuni accessori studiati apposta perché il nostro micio non abbia la tentazione di leccarsi o grattarsi le parti lesionate. Il classico collare elisabettiano in plastica rigida si rivela spesso difficoltoso per i gatti. Indossarlo si rivela sempre un’impresa e la maggiore plasticità dei felini permette loro di levarselo con più facilità.

Inoltre il rumore sordo e penetrante che la plastica produce quando viene a contatto con mobili e oggetti di solito terrorizza e disorienta l’animale ancora di più. Meglio allora optare per i collari imbottiti di nuova generazione, più morbidi e realizzati con materiali naturali come il cotone.

Un’altra opzione valida potrebbe essere rappresentata dai body post operatori che fasciano e proteggono il corpicino dei nostri mici senza opprimerli perché elasticizzati e prodotti con innovativi materiali traspiranti.

Potrebbe interessarti anche: Come fare l’iniezione al gatto: tutto quello che c’è da sapere

Come accudire il gatto dopo un’operazione chirurgica: come regolarsi con l’alimentazione

Gatto in attesa
Passato il primo giorno di digiuno, spesso il micio va invogliato al cibo (Foto Unsplash)

L’ultima questione da analizzare è quella relativa all’alimentazione. Come abbiamo già detto il gatto potrebbe soffrire inizialmente di senso di nausea e vomito. Per questo è fondamentale rispettare il primo giorno di digiuno,  generalmente imposto da tutti i veterinari. L’inappetenza felina rischia sempre di nascondere un disagio più importante. 

Cerchiamo in un secondo momento di non forzare comunque il gatto a mangiare. Possiamo provare ad invogliarlo senza insistere troppo, magari riscaldando del cibo umido perché di più facile digestione. Se notiamo che la ritrosia del nostro felino a mangiare non diminuisce proviamo a nutrirlo direttamente dalle nostre mani, magari accarezzandolo con delicatezza e dolcezza.

C.F