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Gravidanza del gatto: le 5 fasi e come prendersi cura di mamma gatta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:06
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La gravidanza del gatto è un momento importante e delicato: ecco quali sono le 5 fasi di cui si compone e come prendersi cura di mamma gatta dal primo giorno fino al parto.

gravidanza gatto fasi
La gravidanza del gatto: fasi e cosa succede (Foto iStock)

Se hai deciso di far riprodurre la tua gatta o più semplicemente ti sei imbattutto in una futura mamma felina e hai scelto di prendertene cura, è fondamentale che tu conosca tutto ciò che bisogna sapere sulla gravidanza del gatto e le fasi di cui si compone.

Una gatta incinta, infatti, necessita di cure e attenzioni particolari che cambiano e si evolvono man mano che la gravidanza progredisce: bisogna quindi essere preparati ai cambiamenti e alle esigenze che si presentano man mano che le settimane scorrono, facendo tutto il possibile per garantire il benessere sia della gatta che dei futuri cuccioli.

Di fronte alla gravidanza del gatto, possono sorgere una serie di dubbi e perplessità: in questo articolo risponderemo alle possibili domande, suddividendo la gestazione della gatta in 5 fasi.

Gravidanza del gatto: fase per fase, ecco cosa fare

gatto a visita
Gatta dal veterinario (Foto iStock)

La prima cosa da fare è saper riconoscere la gravidanza nel gatto: mentre è piuttosto semplice riconoscere i segnali di una gatta in calore, è più difficile capire quando la micia è incinta perché i primi segni evidenti della gestazione compaiono soltato dopo alcune settimane dall’avvenuto concepimento.

Bisogna attendere almeno la terza settimana per intravedere i primi segnali fisici e comportamentali che stanno ad indicare la gravidanza in una gatta: capezzoli e addome gonfi, maggior tendenza a ricercare le coccole e tanto tempo dedicato al riposo.

1. Fecondazione

La fecondazione coincide con il momento iniziale della gravidanza del gatto, ossia con l’accoppiamento tra il maschio e la femmina. Per avere l’accoppiamento bisogna innanzitutto che i gatti abbiano raggiunto l’età giusta, quella della maturità sessuale, che coincide all’incirca con i 6 mesi (anche se alcune razze feline raggiungono questo stadio prima di altre).

Affinché avvengano l’accoppiamento e la fecondazione bisogna che la gatta sia in calore: le gatte vanno in calore diverse volte l’anno, per una durata media di circa sette giorni alla volta, periodo durante il quale possono accoppiarsi più volte al giorno, anche con più di un maschio. Una volta avvenuta la fecondazione, la gravidanza della gatta dura dai 58 ai 72 giorni.

2. La fase iniziale della gravidanza del gatto

Durante le prime due settimane della gravidanza, la gatta potrebbe soffrire di alcuni disturbi tipici come la nausea: il sintomo che può aiutarci a capire se è il caso della nostra gattina è l’inappetenza. Il problema della nausea si risolve entro la terza settimana, quando il gatto riprenderà a mangiare normalmente e metterà su peso: in questa fase, tastando l’addome di mamma gatta si possono sentire dei piccoli grumi che sono i feti dei gattini in fase di sviluppo.

3. La fase intermedia della gravidanza del gatto

A partire dalla quarta settimana di gestazione, mamma gatta inizia ad ingrassare in maniera visibile: i gattini nella pancia stanno diventando più grandi e, a seconda del loro numero, il vetre della gatta incinta può crescere fino a sembrare un pallone da calcio! Questo è il momento giusto per sottoporre la futura mamma a un’ecografia dal veterinario, che potrà dire quanti gattini in arrivo ci sono.

4. Pre-parto

La fase pre-parto della gravidanza del gatto ha inizio una settimana prima della nascita dei cuccioli: si può capire che mamma gatta si sta avvicinando al parto osservando l’aspetto dei capezzoli, che saranno decisamente ingrossati e in alcuni casi iniziano anche a perdere qualche goccia di latte.

In questo momento finale della gravidanza si assiste anche a dei cambiamenti comportamentali nel gatto: inizia la cosiddetta fase di costruzione del nido, con la ricerca di un luogo caldo, tranquillo e sicuro in cui far nascere i piccoli. E’ possibile facilitare mamma gatta in questa fase, fornendogli dei comodi giacigli.

5. Travaglio e nascita

Due giorni prima che inizi la fase di travaglio, mamma gatta smetterà di cercare il posto giusto dove partorire. Il momento esatto di inizio del parto si riconosce da miagolii e lamenti, ma anche dal fatto che la gatta inizierà a leccarsi i genitali. Inoltre, se si tratta della prima gravidanza, è probabile che il gatto sia ansioso e agitato.

Dopo circa un’ora dall’inizio del travaglio, nasce il primo cucciolo: successivamente, dovrebbe arrivare un gattino ogni 15-20 minuti. Una volta nati, mamma gatta provvede a pulire i cuccioli leccandoli e a tagliare delicatamente il cordone ombelicale con i denti. Se ciò non dovesse accadere, sarà necessario l’intervento umano: qui trovi tutti i dettagli sui problemi di parto nel gatto.

Dopo il parto: prime cure ai cuccioli di gatto

gatta in allattamento
Una gatta in allattamento (Foto iStock)

I gattini appena nati non devono essere assolutamente separati dalla mamma: per i primi 3 mesi di vita, infatti, saranno nutriti con il latte materno, alimento che contiene tutti i nutrienti necessari a far crescere il gattino forte e sano.
Inoltre, i gattini appena nati sono ciechi, sordi e senza denti e restano così totalmente dipendenti dalla loro mamma.

La cosa migliore da fare subito dopo il parto è lasciare mamma gatta in pace il più possibile, facendo in modo che sia la natura a seguire il proprio corso. Ciò che diventa fondamentale in questa fase, e che dipende totalmente da noi, è l’attenzione all’alimentazione della gatta in allattamento.

Per poter allattare i gattini, mamma gatta deve produrre abbastanza latte ed ha bisogno del giusto “carburante”: possiamo dire che nella fase di allattamento il fabbisogno nutrizionale di una gatta aumenti anche fino a quattro volte rispetto alla fase precedente alla gravidanza. Meglio orientarsi su un’alimentazione “a volontà”, lasciando la ciotola piena a disposizione della neo-mamma, dando preferenza a cibo per gatti umido rispetto ai croccantini perché maggiormente digeribile.

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Chiara Burriello

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