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Osteocondrodisplasia nel gatto: che cos’è, quali razze colpisce e quali sono le aspettative di vita del felino

Tra le varie malattie genetiche che possono colpire il gatto si annovera l’osteocondrodisplasia: scopriamo insieme di cosa si tratta.

Osteocondrodisplasia nel gatto
(Foto Adobe Stock)

L’osteocondrodisplasia è una malattia genetica che può colpire anche il gatto. Certo, il nome, lungo e difficile da pronunciare, molto probabilmente non vi dirà nulla. Eppure vi sono buone possibilità che almeno una volta abbiate visto un felino affetto da tale patologia. Scopriamo il perché.

Osteocondrodisplasia nel gatto: che cos’è

L’osteocondrodisplasia è una malattia genetica, che colpisce le ossa e le articolazioni del gatto, determinando uno sviluppo anomalo del suo apparato scheletrico.

Scottish Fold malattie comuni
(Foto Adobe Stock)

Il felino che ne è affetto è di norma di piccola corporatura, e può presentare deformità agli arti. Altro segno tipico dell’osteocondrodisplasia sono le orecchie piegate; ed è uno dei tratti distintivi dello Scottish Fold, razza felina molto famosa ed apprezzata.

Ebbene, tutti gli Scottish Fold sono affetti da osteocondrodisplasia, e tra le possibili conseguenze della patologia si annovera l’artrite, che può colpire il gatto in forme più o meno gravi.

Il dolore alle ossa e alle articolazioni induce il felino a muoversi di meno, favorendo l’insorgenza dell’obesità (con tutti gli effetti che ne derivano); si instaura un circolo vizioso, in cui l’aumento di peso aggrava il dolore a schiena ed arti, che a sua volta alimenta l’immobilità che incide sul peso.

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Quali sono le aspettative di vita del felino e questioni morali sottese

Quali sono le aspettative di vita del gatto colpito da osteocondrodisplasia?

scottish fold longhair
(Foto Adobe Stock)

Non esiste una risposta univoca: il tutto dipende dalla gravità della patologia (a tal proposito si rammenta una forma meno grave dell’osteocondrodisplasia, ovvero l’acondrodisplasia, che però colpisce il Munchkin).

Non bisogna tuttavia soffermarsi solo sulla quantità degli anni, ma anche sulla qualità; ed è indubbio che i problemi, più o meno dolorosi, che lo affliggeranno per tutta la vita, non possono essere ignorati.

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È chiaro che l’argomento va ad involgere delle questioni morali, sottese all’acquisto di gatti di razza, quando è noto che i medesimi soffriranno sicuramente di osteocondrodisplasia. È giusto permetterne l’accoppiamento? È giusto sacrificare il benessere psicofisico del gatto a fronte di un capriccio estetico?

La tutela degli esseri viventi non può essere sacrificata a fronti di desideri venali dell’essere umano.

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A. S.