Home Gatti Salute dei Gatti Probiotici per il gatto: i benefici, a cosa servono e quando somministrarli

Probiotici per il gatto: i benefici, a cosa servono e quando somministrarli

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I batteri probiotici possono essere integrati nella dieta del gatto per regolare la salute del felino in generale e quella digestiva in particolare. Ecco tutto quello che c’è da sapere sui probiotici per Micio.

probiotici gatto
I probiotici per il gatto (Foto fonte iStock)

Anche per i gatti, così come per gli esseri umani, la maggior parte delle difese immunitarie “risiedono” nel tratto digerente. Integrare la dieta di Micio con batteri probiotici significa quindi mantenerlo in forma e in salute attraverso la proliferazione di batteri “amici” dell’intestino.

Cosa sono i probiotici? Quando è necessario somministrarli al gatto? Che tipo di probiotici bisogna scegliere? Continua a leggere questo articolo e lo capirai.

Cosa sono i probiotici e quello che c’è da sapere su quelli per il gatto

probiotici gatto
Quando somministrare probiotici (Foto fonte Pixabay)

I probiotici sono organismi viventi (si trovano anche in alimenti come lo yogurt o Kefir) e differiscono dai prebiotici che invece sono organismi non viventi e promuovono la crescita dei batteri. Ma perché aggiungere i probiotici alla dieta del gatto? Molti veterinari sono favorevoli all’uso dei probiotici perché rafforzano il sistema immunitario e aiutano a:

  • ridurre il numero di batteri “cattivi” causa di infezioni o infiammazione;
  • ristabilire l’equilibrio batterico a seguito di prolungate cure antibiotiche;
  • interagire con il sistema immunitario;
  • trattare e prevenire infiammazioni a carico dell’intestino in caso di stitichezza;
  • ridurre i sintomi da reflusso gastroesofageo;
  • migliorare il sistema immunitario in caso di candida, cistiti croniche, infezioni della cute e dermatiti;
  • migliorare la digestione;
  • trattare allergie e asma, insufficienza renale cronica, infiammazione a carico del pancreas e intestinale IBD, diarrea felina.

I probiotici inoltre, secondo alcuni veterinari, possono ridurre anche la durata e accelerare la ripresa di un gatto affetto da gastroenterite emorragica.

È possibile integrare i probiotici e prebiotici nei seguenti casi: deficit nutrizionali, otite, congiuntivite, infiammazioni gastriche, vaccinazioni, infezioni ricorrenti, ingestione accidentale di sostanze chimiche, assunzione di antibiotici e cortisone, diarrea acuta o cronica, radioterapia, insufficienza renale, interventi chirurgici, stomatite e forte stress felino.

Tipologie di probiotici per gatti

In commercio i probiotici per gatti si possono trovare in varie forme: pillole, polveri e infusi. Ma quale scegliere? I veterinari consigliano di prediligere quelli a più alto CFU (unità formanti colonie) mentre i ceppi migliori sono il Bifidobacterium e l’Enterococcus. Il primo è più coinvolto nella digestione e tende a rimanere nell’intestino tenue; l’Enterococcus invece aiuta la formazione delle feci e contribuisce a mantenere in salute il colon dove risiede a seguito dell’assunzione.

Altri probiotici per i gatti sono: Lactobacillus brevis, Buchneri lactobacillus, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus acidophilus LB, Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum e Saccharomyces boulardii (un lievito).

Molti veterinari sconsigliano di optare per integratori probiotici per esseri umani (la flora è diversa) anche se non ci sono studi che lo vietino. Inoltre alcuni medici prescrivono probiotici solo quando il Micio ha un problema di salute, come la diarrea, oppure in contemporanea con l’assunzione di antibiotici, altri ne consigliamo un uso quotidiano.

È buona regola, comunque, somministrare farmaci e integratori al Micio seguendo scrupolosamente le indicazioni del veterinario anche per quanto riguardo il dosaggio.

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S.C.

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