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Allarme cani e gatti, bisogna intervenire: l’appello della Protezione Animali

La Protezione Animali lancia un importante appello sulla delicata situazione riguardante cani e gatti: l’allarme c’è e bisogna intervenire.

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Cane e gatto sorpresi (Pixabay – IlonaBurschl)

Aumentano le difficoltà per la gestione dei quattro zampe in tutto il paese secondo un ultimo report della Protezione Animali, che ha posto – in questi giorni – una lente d’ingrandimento sulla complicata situazione che rischia di mettere in seria in difficoltà anche coloro che, più banalmente, vorrebbero prendersi adeguatamente cura del proprio animale domestico.

Allarme cani e gatti, bisogna intervenire: l’appello della Protezione Animali

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Cane e gatto insieme nella neve (Pixabay – ArtActiveArt)

L’allarme si riferisce inoltre alle problematicità più strettamente legate alla crisi economica. E che starebbero mettendo in ginocchio, non soltanto i singoli bisognosi, ma perfino le più prestigiose associazioni impegnate a gestire il dilagante fenomeno di maltrattamenti e di abbandoni in tutta la penisola. Portavoce dell’appello è l’organizzazione in via Don Milani e il suo presidente, Nelly Legnani.

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Nonostante alcuni incoraggianti traguardi conseguiti nelle ultime stagioni, grazie alle campagne di sensibilizzazione della Protezione animali (come – ad esempio – la diminuzione di cani senza microchip), l’allerta resta ancora altissima sulla precaria possibilità – da parte delle associazioni presenti sul territorio – di farsi carico di ciascuna richiesta di accoglienza. Sarebbero troppo numerose – in poche parole – le cucciolate di felini o di gatti in difficoltà, rispetto alle attuali possibilità di accoglienza.

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L’organizzazione – viste le difficoltà economiche delle famiglie interlocutrici, quanto il preoccupante aumento dei prezzi sulle risorse primarie, come medicinali e cibo per gli animali in cura, nonché il totale sovraffollamento dei gattili da inizio pandemia – mira a sensibilizzare, in questo frangente, i vertici delle istituzioni. Si spera dunque che un deciso intervento dall’alto possa favorire, al più presto, almeno la diminuzione dell’infinità di richieste rimaste finora in sospeso. Le avvertenze sono destinate anche a un’altra questione: quella della ancora fin troppo sottovalutata sterilizzazione, che pare abbia nel frattempo ereditato tutta le problematicità di attuazione una volta riguardanti  l’installazione del microchip.

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Pur comprendendo l’instabile equilibrio economico che potrebbe incentivare a coltivare l’abitudine di non sterilizzare i propri gatti, la raccomandazione del presidente dell’organizzazione resta in ogni caso quella di contribuire, quanto il più possibile e con i mezzi a disposizione, nel semplificare le operazioni di aiuto da parte della Protezione Animali, almeno fin a quando non si potrà fare altro che restare in passiva attesa di un sostegno esterno.