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Cervi zombie: la malattia che si sta diffondendo, fatale anche per l’uomo

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La “malattia dei cervi zombie” si diffonde in alcune parti della Virginia

E’ una brutta malattia, chiamata CWD- Chronic Wasting Disease, che si sta diffondendo in diversi Stati dell’America, tra i quali Kansas, Colorado, Wyoming e ora la Virginia.

La malattia colpisce i cervi e provoca un deperimento cronico. Gli esemplari colpiti da questo disturbo sono letargici, tendono al dimagrimento e non hanno più paura, portandoli ad avvicinarsi all’uomo.

Soprannominata la malattia dei “cervi zombie”, questa patologia è altamente contagiosa e gli esperti di fauna selvatica temono che possa compromettere le popolazioni di cervi e alci in molti Stati americani. Al momento, i funzionari del dipartimento di fauna selvatica stanno studiando il fenomeno, cercando di contenere la sua diffusione e che si estenda anche in Nevada dove vi sono diverse popolazioni di cervi.

“I funzionari stanno testando animali morti e monitorando alci e cervi migratori al confine di stato con lo Utah per segni di malattia”, ha dichiarato Peregrine Wolff, veterinario del Dipartimento della fauna selvatica del Nevada.

Quello che temono inoltre gli esperti è che questa malattia possa anche colpire l’uomo. Infatti, secondo le prime analisi del Center for Food Security and Public Health (Centro per la sicurezza pubblica e alimentare)  l’esposizione al patogeno del “cervo zombie” comporta l’insorgenza dei primi sintomi anche a distanza di 16 mesi.

Il periodo medio di incubazione nel cervo è da due a quattro anni. I cervi zombie sarebbero contagiosi anche prima dell’insorgenza dei primi sintomi.

Quello che preoccupa è la facilità con la quale la malattia si diffonde. Uno studio del 2004 ha dimostrato che un gruppo di cervi in cattività, tenuti in paddock separati da animali infetti per oltre due anni hanno riportato sintomi della malattia.

I prioni più letali dei virus e dei batteri

La malattia sarebbe provocata dai prioni, elementi più piccoli e diversi dai virus, dai batteri, o di qualsiasi cellule viventi. I prioni sono pericolosi perché non contengono materiale genetico.Come riportato dalle riviste scientifiche, il prione è un’anomalia della proteina prionica cellulare (PrPC) che cambia forma e diventa anormale.

“Non è un organismo vivente, quindi si diffonde facilmente e non può essere ucciso molto facilmente”, dichiarano i ricercatori.

Colpisce il sistema nervoso, provocando una letargia e altre patologie come ad esempio le scrapie, osservata nelle pecore che tendono a graffiarsi contro lo steccato, strappandosi la lana e palesando comportamenti anomali spesso fatali.

La malattia provoca danni a parti del cervello. Vengono creati dei buchi nei neuroni. Tra gli effetti, gli esemplari affetti hanno comportamenti anomali, ipersalivazione, perdono il coordinamento motorio, possono diventare aggressivi, fino a perdere le funzioni corporee per poi morire.

E’ stato dimostrato che questa malattia può essere trasmessa all’uomo. Al momento, è stato escluso che mangiando carne infetta possa essere contratta. Tuttavia, i ricercatori sconsigliano di mangiare un cervo infetto. La CWD appartiene rientra nelle patologie dette encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) e sono rischiose per l’uomo. I prioni sono all’origine della Malattia della mucca pazza una variante della Malattia di Creutzfeldt-Jakob negli umani che provoca un anomalia nelle proteine presenti nel cervello umano e fatale.

Per contenere l’epidemia, che si diffonde anche attraverso le carcasse, in Nevada è stato introdotto il divieto d’importazione di alcune parti di cervo come cervello e midollo spinale che contengono elevate concentrazioni di prioni.

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C.D.

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