Home News Fanno curare il cane ma non possono ospitarlo: decidono di sopprimerlo -VIDEO

Fanno curare il cane ma non possono ospitarlo: decidono di sopprimerlo -VIDEO

Un rifugio, dopo aver fatto curare un cane malato, non è riuscito a trovare una sistemazione per lui e ha così deciso di sopprimerlo

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Rifugio porta il cane in ospedale per farlo curare ma non ha una sistemazione per lui: viene destinato all’eutanasia (Foto Facebook)

Una scoperta shock quella che ha fatto il team veterinario di un ospedale. Dopo aver curato per trenta giorni un cane malato portato da un rifugio, lo staff è venuto a conoscenza che il simil pitbull sarebbe stato destinato all’eutanasia.

Il rifugio a cui Gladys era stata affidata non è riuscita a trovare uno stallo o una qualsiasi altra sistemazione per lei, così hanno deciso di sopprimere l’animaletto.

La notizia ha fatto sprofondare nella tristezza i veterinari che per un mese si sono occupati e, soprattutto, affezionati alla cagnolina. Nonostante i loro sforzi per far stare bene la tenera cucciola che non smetteva di agitare la coda, per lei sembrava non esserci futuro.

Portano il cane in ospedale per farlo curare ma non hanno una sistemazione per lui: decidono di ricorrere all’eutanasia

rifugio decide sopprimere cagnolina
Rifugio porta il cane in ospedale per farlo curare ma non ha una sistemazione per lui: viene destinato all’eutanasia (Foto Facebook)

Gladys ha solo un anno e una determinazione oltre ogni immaginazione.
La cucciola è stata lasciata in un rifugio in gravissime condizioni. Il cane scialbo e denutrito non riusciva a camminare e neppure a stare in piedi.

Era malata e nessuno si era preoccupata per lei, però la sua forza d’animo non l’abbandonava. Nonostante tutto, la coda di Gladys continuava a scodinzolare.
La cagnolina malata è stata condotta in un ospedale veterinario, per ricevere cure.

Da un controllo è emerso che il cane era affetto da miastenia grave. Tale condizione ha provocato la dilatazione dell’esofago, un disturbo molto pericoloso noto anche come megaesofago.

Dato che la povera simil Pitbull non riusciva a camminare, lo staff veterinario ha avuto un’idea geniale per trasportare la pelosetta. Il cane è stato inserito in un contenitore carrellato, in questo modo poteva essere spostato agevolmente da una parte all’altra dell’ospedale. Una soluzione gradita anche alla tenera quattro zampe che si lascia volentieri portare in giro.

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La cagnolina ha trascorso ben un mese ricoverata. Giorno dopo giorno, Gladys ha dato segni di miglioramento sempre più incoraggianti.
Ma proprio quando le condizioni della pelosetta erano buone e la piccola avrebbe potuto lasciare l’ospedale, lo staff veterinario ha scoperto la triste e scioccante verità.

Il rifugio che doveva ospitarla non aveva posti liberi e non aveva trovato una casa adottiva per lei. Non avendo altro opzioni, l’organizzazione aveva deciso di destinare il cane all’eutanasia.

Il personale veterinario è rimasto sconvolto dalla notizia. A breve la cucciola che avevano curato con così tanta dedizione, che li aveva ricambiati con tanto affetto e dolcezza, li avrebbe lasciati per sempre.

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Decisi a non abbandonare la cagnolina al suo destino, lo staff della clinica e l’associazione  Rescue Me Pawsome Style INC. hanno dato il via ad una disperata ricerca contro il tempo per trovare alla piccola un posto in cui stare.

A solo un anno era stata già delusa troppe volte dagli umani, i suoi angeli non avrebbero permesso che accadesse di nuovo.
Alla fine gli sforzi per salvare la pelosetta sono stati premiati! Lo scorso 6 aprile, l’associazione ha pubblicato un post con l’aggiornamento tanto atteso: l’organizzazione Rescue Me Pawsome Style in Medina si è proposta di ospitare il cane.

Presto Gladys verrà trasferita presso la sede dell’organizzazione.
E se anche il suo percorso di guarigione non è ancora volto a termine, la cucciola ora è salva e ha un intero avvenire davanti a sé.