Ferran Torres, il calciatore spagnolo campione del mondo e il suo amore infinito per i cani randagi: una storia che commuove

E’ un campione non solo sul campo ma anche nel cuore: il calciatore, campione mondiale, Ferran Torres ama i cani randagi da sempre.

Ferran Torres ama i cani randagi: dalla strada alla fama senza mai dimenticarli (Screenshot Foto Instagram@ferrantorres-amoreaquattrozampe.it)

Lo conosciamo per le sue imprese sul campo di calcio e pochi giorni fa lo abbiamo visto alzare la Coppa che spetta ai campioni del mondo. E’ un calciatore famoso, ma soprattutto un uomo di cuore che da sempre si dedica alla cura degli animali meno fortunati. stiamo parlando di Ferran Torres che ama i cani randagi e si occupa di loro incondizionatamente. Oggi più che mai si esaltano le sue doti calcistiche ma Torres ha dimostrato di essere un campione nella vita.

Ferran Torres ama i cani randagi: un campione nella vita

Di certo non ci si è accorti ora del suo talento, ma di sicuro il gol decisivo che ha condotto la sua Spagna al primo posto sul podio e che ha fatto di lui il simbolo di questi Mondiali, ha acceso nuovamente i riflettori su di lui e sulla sua vita privata. Stiamo parlando di Ferran Torres, il celebre campione del mondo che ha segnato contro l’Argentina nella finale dei mondiali che si è disputata il 19 luglio a New York. Di lui tutti conoscono e lodano le doti sul campo da calcio.

Forse non tutti sanno del suo smisurato amore per i cani, in particolare quelli randagi, tanto da avere un tatuaggio dedicato a uno di loro: si tratta di Rex, un Pastore tedesco destinato ad essere per lui ben più di un semplice animale domestico; è stato un fedele compagno di vita, di crescita, un membro della famiglia a tutti gli effetti.

E anche quando il suo rex è andato via, Torres ha deciso che non lo avrebbe mai dimenticato, decidendo di tatuarsi il suo musetto direttamente sulla pelle perché molti scelgono come soggetti i cani nei tatuaggi per onorare il legame con il migliore amico a quattro zampe del mondo. Oggi mette il suo essere famoso al servizio dei cani meno fortunati.

Ferran Torres ama i cani randagi: la fama ‘al servizio’ dei randagi

L’amore per i quattro zampe randagi non è di certo recente, ma inizia nei primi anni di vita vissuti a Foios in Valencia, tra un calcio a un pallone e la vita di strada. Ed è proprio in quel contesto povero che il piccolo Ferran, talentuoso e pieno di sogni, ha iniziato ad apprezzare chi, come lui, viveva i disagi e la libertà della vita vissuta in strada: i cani randagi.

Ferran Torres ama i cani randagi: un momento di tenerezza con uno dei suoi cani adottati (Screenshot Foto Instagram@ferrantorres-amoreaquattrozampe.it)

E’ lì che ha conosciuto Rex, un cane che sarebbe rimasto impresso nella sua mente e nel suo cuore, e oggi anche sulla sua pelle. Un legame profondo, unico, che non si è mai spezzato neppure con la morte del randagio. Oggi l’acclamato Torres, campione del mondo, da sempre mette al servizio la sua fama e la sua ricchezza per i quattro zampe che sono costretti a vivere da randagi.

Molti di loro li ha adottati e vivono con lui, nella sua splendida casa: tra questi i più celebri, anche grazie ai suoi canali social, sono Minnie, Lluna e Milo, l’ultimo arrivato dalla Bulgaria. La stessa abitazione del calciatore e della sua famiglia è stata ‘ideata’ appositamente per i cani, per far sì che essi abbiano i loro spazi verdi e coperti.

Dal salvataggio alle cure di tutti i giorni: cosa significa aiutare i randagi

La responsabile del rifugio, Emma Smith, che ha curato l’adozione di Milo, dopo il suo abbandono sotto un ponte in Bulgaria nel 2021, ricorda ancora con emozione quando lo stesso Torres si è recato lì per prenderlo. Questo suo gesto lo ha reso automaticamente un ‘simbolo’ delle adozioni, un manifesto di incoraggiamento per coloro che vorrebbero fare questo passo.

Ferran Torres ama i cani randagi: il calciatore al mare con uno dei suoi cani adottati (Screenshot Video Instagram@ferrantorres-amoreaquattrozampe.it)

Già prima di approdare in Spagna, al Barcellona, il calciatore dall’Inghilterra aveva deciso di recarsi al rifugio per adottare Milo. La storia sua e dei cani randagi in realtà è iniziata proprio per le strade e i campetti di fortuna di Foios, nella sua Valencia, quando appunto i quattro zampe diventavano gli avversari da dribblare e battere.

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Insomma una vita dedita al calcio e ai cani, di cui dice di ‘non poter fare a meno’.