Avvistamento a Gallipoli: lo squalo mako si avvicina alle imbarcazioni, ecco perché

Non è la prima volta che nuota attorno al perimetro della nostra Penisola: lo squalo mako ha urtato una barca di pescatori in Salento.

squalo mako in salento
Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: è successo in Salento, a Gallipoli (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Probabilmente non era l prima volta che ne avvistavano uno, ma stavolta si è avvicinato talmente tanto da toccare l’imbarcazione sulla quale viaggiavano: lo squalo mako ha urtato una barca di pescatori nel Salento, precisamente a Gallipoli. E’ vero che alcuni squali sono soliti nuotare attorno al perimetro della nostra Penisola, ma stavolta si è avvicinato tanto agli esseri umani ed è lecito chiedersi il perché di tanto interesse.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: è pericoloso?

Sebbene sia una presenza non così tanto inusuale dalle parti del Salento e della nostra Penisola in generale( ecco dove puoi incontrarli in Italia), lo squalo appartenente alla specie Isurus Oxyrinchus (comunemente conosciuto come ‘mako’) ha creato panico e scompiglio nei pescatori, protagonisti inconsapevoli di questo episodio marino. Infatti se ne vedono sempre meno a causa della pesca intensiva, ma talvolta può capitare.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: le pinne pettorali sono più corte rispetto ad altri (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Ma era davvero giustificata questa paura? In realtà lo squalo mako è potenzialmente aggressivo nei confronti dell’essere umano, ma i casi di attacco sono piuttosto rari (se dovesse accadere è importante sapere cosa fare in caso di attacco di squalo); è altrettanto inusuale vederli avvicinarsi alle imbarcazioni in mare, se non per particolari motivazioni che sveleremo in seguito. E’ una delle specie meno conosciute nel Mediterraneo e uno dei pesci più veloci al mondo, tipico delle acqua tropicali ma avvistato anche qui da noi. Supera brillantemente i 70 km/h e si riconosce per il suo corpo lungo e affusolato, e pinne pettorali più corte rispetto agli altri squali.

La velocità è garantita dalla pinna caudale, a forma di mezzaluna, che funziona come propulsore. Salta anche fuori dall’acqua, una tecnica che utilizza anche per la cattura dei pesci di cui va ghiotto. Si tratta di una specie in via di estinzione, dunque in pericolo, secondo la Lista rossa IUCN, a causa dell pesca che ha notevolmente ridotto il numero di esemplari in mare.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: perché lo ha fatto

In generale quando uno squalo mako si avvicina alla costa lo fa perché ha notato passare in quella zona le loro prede preferite, ovvero tonni e sgombri. Sebbene si tratti di un animale molto schivo, si avvicinano alle barche solo per la presenza di esche e pastura; inoltre non si avvicinano molto agli esseri umani perché ne sono, a loro volta, spaventati.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: per gli esperti non si è trattato di un attacco (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Stavolta l’episodio è stato ripreso, pubblicato sui social, divenendo in breve tempo virale: a farlo è stato il pescatore Giuseppe Zacà. L’uomo ha raccontato che lo squalo, intento in una manovra per girarsi, ha urtato la barca sulla quale erano saliti lui e altri suoi compagni. Sebbene il suo racconto abbia seminato il panico, secondo il biologo marino Andrea Spinelli, il terrore è del tutto ingiustificato.

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Non si è trattato di un attacco, quello risalente alla scorsa domenica 26 aprile: questa specie non aggredisce le imbarcazioni. Il suo comportamento è stato di tipo ‘esplorativo’, molto comune negli squali, soprattutto per avvicinarsi a del cibo (come appunto le esche usate nella pesca), grazie a un sistema sensoriale molto sofisticato, dotato delle cosiddette ‘ampolle di Lorenzini’ (organi sensoriale elettrocettori che rilevano i campi elettrici emessi da noi umani).