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Influenza aviaria: l’Europa è di nuovo nel caos, galline in pericolo

Torna a far parla di sé l’influenza aviaria con l’Europa pronta a rientrare nel caso più totale: tante galline in pericolo, pronto l’abbattimento.

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L’influenza aviaria torna a far paura in Europa (Getty Images)

Non sappiamo più come uscirne da questo anno a dir poco catastrofico sotto tutti i punti di vista. Uno su tutti: quello del coronavirus che ha letteralmente attanagliato le nostre vite e ci ha reso “diversi”, come diverse sono diventate le nostre vita nel corso di tutto questo 2020. E non è finita qui.

Ma tralasciando per un attimo il Covid, un altro problema essere ormai alle porte, già annunciato qualche tempo: quello dell’influenza aviaria, che a differenza del coronavirus, è già conosciuto per i danni fatti in passato. Questo tipo di influenza sta tornando in modo prorompente soprattutto in Europa, “colpendo” Paesi come: Svezia, Belgio, Olanda, Danimarca, Gran Bretagna, Francia e Germania. Ma non è da escludere che si possa allargare il “giro”, fino a tocca anche l’Italia.

Nei paesi sopracitati, purtroppo, sono stati già uccisi migliaia di animali, ma la situazione potrebbe peggiorare da un momento all’altro. Per questo si è fatta nuovamente sentire la European food safety authority (Efsa), richiamando a un’attenzione e un intervento comune di modo che il problema si possa gestire con la collaborazione di tutti quanti ed eliminarlo il più presto possibile.

L’influenza aviaria torna a bussare alle porte: le galline d’Europa “pronte al sacrificio”

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Ancora problemi per l’Europa in vista dell’influenza aviaria (Getty Images)

Sarà forse arrivato il momento di cambiare la nostra alimentazione o ridurre i nostri vizi? Mettersi un visone addosso, a mo’ di pelliccia, nel 2020, con tutti i problemi legati all’abbattimento degli animali, a cosa serve? Mangiare una quantità elevata di carne a cosa serve? I quesiti potrebbero andare avanti all’infinito.

Quello che ora si sa è che l’influenza aviaria sta tornando dalle nostre parti, con gli uccelli migratori che lasciano Russia e Kazakistan nel momento del freddo più totale e il continente che viene “colpito” è proprio il nostro: l’Europa. Per questo c’è bisogno di una collaborazione comune, a una sanità globale che porti a unire tutte le forze per preservare la salute di noi esseri umani e degli animali stessi.

Basti pensare che la Polonia sta pensando all’abbattimento di oltre 900mila galline. Un numero davvero enorme che non lascia spazio a troppi pensieri, se non alla voglia di combattere queste malattie tutti insieme, uniti, una volta per tutte. A parlare del ritorno dell’influenza aviaria è stata anche Nik Kriz, responsabile dell’Unità EFSA “Salute animale e vegetale”. Quest’ultima si è espressa in modo chiaro e netto, affermando che: “Dobbiamo prevenire un ulteriore escalation di questi focolai. Ma, per compiere ciò, abbiamo bisogno di una stretta collaborazione fra tutte le nazioni. Dobbiamo inglobare il concetto che da soli non si va da nessuna parte e i problemi, invece risolverli, li aumentiamo. In altre parole, ciò che serve è un approccio al problema di tipo globale in tutta Europa, che potremmo tradurre in One Health”. 

Passa il tempo, arrivano i virus, aumentano i disagi in tutti i settori della nostra società. Forse quello che abbiamo imparato da questo anno così intenso e caotico è ciò che ha poc’anzi dichiarato Nik Kriz: da soli non si va da nessuna parte, uniti si può uscire anche dalle grandi catastrofi.

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Davide Garritano