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Kennedy, il Bulldog che è passato dall’inferno al paradiso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:51
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Kennedy, il Bulldog che, dopo un salvataggio in extremis, passa dall’inferno al paradiso. Una storia cruda con un diverso lieto fine. 

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Kennedy, il Bulldog salvato dalla morte sicura (Screenshot Facebook Demotivateur)

Non finiremo mai di dirlo. Ci sono i veri amanti degli animali. I nemici giurati (purtroppo e ancora non si capisce il motivo) con storie di violenze e maltrattamenti. Esiste chi li caccia (e anche qui dovremmo aprirne di parentesi come quelle in questione) e, forse, i più pericolosi: gli pseudo-amici, che amici, alla fine, non ne sono per niente. Quelle persone che, un giorno qualunque, si svegliano e vogliono prendere a tutti i costi un animale in casa. Per poi scoprirsi inadeguati a tale responsabilità, per poi finire a maltrattarli dal giorno alla notte.

Storie crude come quella di Kennedy. Il protagonista di questa intensa vicenda. Il cane in questione è un tipo “tosto e gagliardo” come direbbero in quel di Roma e non solo. Un amico a quattro zampe che ha conosciuto sia “l’inferno” che il “paradiso”. E per fortuna, alla fine, è rimasto in “paradiso” tra le braccia di chi ora gli vuole davvero bene.

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Kennedy, il Bulldog pronto a tenersi stretto la sua vita: ecco l’inferno prima del paradiso

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Kennedy, il Bulldog che riprende la sua vita (Screenshot Facebook Demotivateur)

È stato trovato all’estremo della sua forza. Senza quasi tutto il pelo a ricoprire importanti parti del corpo. Col dolore negli occhi e non solo. Quando è stato trovato le sue situazioni erano a dir poco disastrose. In codeste condizioni da non poco tempo: qualcuno ipotizza anche diversi mesi. Insomma, quasi in fin di vita. Ma la sua voglia di vivere è stata molto più forte di quella di cedere a qualche “barbaro” (perché chiamarlo uomo o donna sembra eccessivo) che lo maltrattava senza motivo.

La vita, però, gli ha dato la giusta ricompensa. Il suo coraggio di non mollare anche di fronte a tanta violenza è stato ripagato. Kennedy, fortunatamente sottratto a questi delinquenti, (per diritto di cronaca rimasti anonimi), ha trovato una famiglia pronto ad accoglierlo e rimetterlo in forma. Piano piano il pelo ha ripreso a crescere, gli occhi son tornati a brillare (in tutti i sensi) e lui si è ripreso la sua vita.

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Una storia che c’insegna come la vita, spesso, è più forte della morte. Come la vita vuole vincere sulla morte a tutti i costi. E come passare dall’inferno al paradiso. Bravo Kennedy, ce l’hai fatta alla grande. Ora goditi la tua nuova vita.

Davide Garritano