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Un randagio diventa gli occhi di un micino cieco: non vedrà mai il mondo, ma lo vivrà grazie a lui

Un randagio diventa gli occhi di un micino cieco: non vedrà mai il mondo, ma lo vivrà grazie al suo inseparabile amico a quattro zampe.

Il gattino cieco con il gatto randagio che ha scelto di prendersi cura di lui (Foto -amoreaquattrozampe.it)

In un mondo che spesso corre troppo veloce per accorgersi delle fragilità, la natura sa regalarci lezioni di solidarietà che superano ogni logica umana. Nel cuore di un parco cittadino, tra il silenzio delle aiuole e il brusio lontano del traffico, si sta consumando una storia che sembra uscita da una favola moderna, ma che affonda le radici nella nuda realtà della sopravvivenza: la storia di Leone e del suo piccolo “protetto” bianco. Non è raro che i gatti di colonia stringano legami forti, ma ciò che accade tra questi due felini va oltre la semplice convivenza. È una simbiosi perfetta, un patto silenzioso dove la vista di uno diventa la sicurezza dell’altro.

Il legame tra un micino cieco e il gatto randagio che sceglie di prendersi cura di lui e aiutarlo a “vedere” ciò che non potrà mai vedere

Leone non è un gatto come gli altri. È un maestoso tigrato che da anni abita il giardino del quartiere. Per i residenti, Leone è un’istituzione: un animale fiero, indipendente, capace di mimetizzarsi tra le ombre della sera e di riapparire puntuale al mattino per la sua razione di croccantini. Conosce ogni insidia del parco: sa dove l’erba è più soffice, quali cani sono amichevoli e quali, invece, è meglio evitare, e soprattutto sa dove rifugiarsi quando il cielo promette temporale.

La storia di Leone e del suo piccolo micino dal manto bianco, un patto silenzioso dove la vista di uno diventa la sicurezza dell’altro (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

La sua vita è sempre stata quella di un gatto randagio senza colonia, fino a qualche mese fa. L’equilibrio della sua routine è stato scosso dall’arrivo di una presenza eterea e vulnerabile: un gattino dal manto candido, apparso quasi dal nulla, che portava con sé un destino difficile. Il micino bianco non si muoveva come gli altri cuccioli. Non inseguiva le farfalle, non scattava ai minimi rumori e, soprattutto, sbatteva spesso contro gli ostacoli. Gli abitanti del quartiere si sono accorti subito che qualcosa non andava: quel piccolo batuffolo era nato completamente cieco.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Un’infezione l’ha reso cieco: ogni volta che si incontrano è un’emozione – VIDEO

Per un gatto randagio, la cecità è solitamente una condanna a morte. Senza la capacità di percepire i pericoli visivi, di cacciare o di orientarsi, le probabilità di sopravvivenza in un ambiente urbano sono prossime allo zero. Ma è qui che la storia prende una piega inaspettata. Leone, invece di ignorare il nuovo arrivato o scacciarlo dal proprio territorio, ha fatto qualcosa che ha lasciato i testimoni senza parole: ha deciso di adottarlo.

Leone cammina costantemente a fianco del piccolo gattino non vedente, permettendogli di sentire il calore del suo corpo (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Il comportamento di Leone è diventato rapidamente l’attrazione e la commozione di chiunque frequenti il parco. Non è solo protezione; è una vera e propria scorta tecnica. Chi osserva i due muoversi tra le panchine nota dettagli sorprendenti. Leone cammina costantemente a fianco del piccolo, permettendogli di sentire il calore del suo corpo. Funge da “binario” vivente, indicandogli la strada attraverso leggeri sfregamenti del fianco. Se il micino inciampa o perde l’orientamento, Leone si ferma. Non lo sollecita con aggressività, ma lo aspetta, tornando indietro se necessario per riportarlo sul sentiero corretto.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Disposta a far questo per il suo gatto cieco: doveva tranquillizzarlo – VIDEO

Presso le ciotole lasciate dai volontari, Leone mostra una generosità rara. Nonostante la sua mole e la sua posizione di “veterano”, permette sempre al piccolo di mangiare per primo, restando in guardia per assicurarsi che nessun altro animale disturbi il pasto del suo protetto. Dietro questa storia c’è una profonda intelligenza biologica in atto. I gatti sono animali sociali dotati di una struttura comunicativa complessa. Il veterinario di zona, che ha visitato il piccolo confermando la cecità congenita, ha spiegato che Leone ha probabilmente percepito la vulnerabilità del cucciolo attraverso l’odore e i segnali vocali di stress.

Il legame tra il gatto tigrato e il micino dal manto bianco che non può vedere (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Ciò che colpisce è la costanza. Mentre molti animali potrebbero mostrare un interesse temporaneo, Leone ha strutturato la sua intera giornata attorno alle esigenze del compagno. È diventato i suoi occhi, il suo radar e il suo scudo. La fragilità del micino bianco ha spinto alcuni residenti, mossi dalle migliori intenzioni, a tentare un intervento. L’idea era semplice: togliere il piccolo dalla strada per portarlo in un ambiente domestico sicuro, dove non avrebbe dovuto temere le auto o il maltempo. Tuttavia, la natura ha dato una risposta ferma. Non appena il micino è stato allontanato dal parco, entrambi i gatti sono entrati in uno stato di profonda disperazione. I miagolii strazianti di Leone, che cercava il compagno in ogni angolo del giardino, uniti al terrore del piccolo che si sentiva improvvisamente “perso” nel buio totale senza la sua guida, hanno reso chiaro che separarli sarebbe stata una crudeltà peggiore della vita in strada.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Non ha gli occhi ma questo non gli impedisce di amare: la loro amicizia lascia tutti a bocca aperta

Il legame psicologico che li unisce è ormai superiore al bisogno di un tetto sopra la testa. Preso atto dell’impossibilità di separarli, il quartiere ha risposto con una mobilitazione esemplare. Non si tratta più solo di “dare da mangiare ai gatti“. È stato creato un vero e proprio sistema di monitoraggio ed entrambi i gatti sono seguiti costantemente per prevenire malattie. Sotto la panchina preferita di Leone e sotto le fioriere più grandi sono stati sistemati giacigli protetti e impermeabili, per garantire che il piccolo resti all’asciutto durante l’inverno. I residenti prestano particolare attenzione affinché l’area rimanga tranquilla, evitando che cani senza guinzaglio possano spaventare il micino o costringere Leone a reazioni difensive. Leone e il suo piccolo amico bianco vivono in quell’equilibrio perfetto fatto di fusa e passi sincronizzati. Finché Leone sarà lì, il micino non sarà mai davvero al buio, perché avrà sempre accanto la luce di un amico che ha scelto di non lasciarlo solo nel silenzio della notte. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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Elisabetta Guglielmi

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