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Rinoceronti, in arrivo corni falsi per proteggerli dal bracconaggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:10
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Rinoceronti, corni falsi per cercare di risolvere la triste piaga del bracconaggio. Dati allarmanti sul pericolo di estinzione della specie

Rinoceronte (Foto Pixabay)
Rinoceronte (Foto Pixabay)

Un’università cinese ha sviluppato la splendida idea di creare dei corni falsi per i rinoceronti allo scopo di contrastare il bracconaggio. I corni falsi di solito sono venduti ad un prezzo inferiore rispetto a quelli veri. Il corno, contrariamente a come si pensa, non è un osso ma un ciuffo di peli fitti incollati tra di loro per mezzo delle secrezioni provenienti dalle ghiandole sebacee. I corni falsi sono prodotti con i peli del cavallo, il suo parente più stretto. Infatti, il crine del cavallo presenta le medesime qualità fisiche del prezioso corno.

Corni falsi, una speranza green

Rinoceronti a spasso (Foto Pixabay)
Rinoceronti a spasso (Foto Pixabay)

Tuttavia, l’iniziativa ormai di dominio pubblico ha destato dei dubbi in merito alla sua efficacia. Nonostante ciò, la speranza è che tale pratica venga adottata ugualmente dai trafficanti, in quanto è più remunerativa e meno pericolosa, insomma molto più green.

Il rinoceronte è a rischio estinzione poiché vengono uccisi da chi vuole accaparrarsi il loro corno che viene venduto sotto forma di polvere ad un prezzo di 60 dollari al grammo. Ciò avviene, in quanto, la polvere del corno è un ingrediente afrodisiaco della cucina cinese e si presenta come un potente afrodisiaco.

In realtà la polvere non presenta nessuna proprietà benevola poiché viene tagliata con il viagra.

Rinoceronti, a rischio la loro sopravvivenza

Rinoceronte al tramonto ( Foto Pixabay)
Rinoceronte al tramonto ( Foto Pixabay)

I rinoceronti sono specie molto fragili sottoposta all’enorme pericolo dell’estinzione non solo per il contrabbando dei corni ma anche per la deforestazione.

L’unica speranza è che i pochi esemplari rimasti riescano a sopravvivere.

I dati sulla sopravvivenza dei rinoceronti sono allarmanti perché nel mondo ci sono circa cinque specie frazionate tra Africa e Asia.

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B.F.

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