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Solidarietà ai tempi Covid: videochiamate con gli animali in fattoria

C’è una fattoria in California che organizza videochiamate con gli animali

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Il lockdown mondiale a seguito della pandemia da coronavirus ha comportato numerosi disagi alla popolazione e a comportato la chiusura di numerose attività in diversi settori produttivi. Tra queste, anche acquari, zoo, bioparchi ma anche santuari e rifugi che accolgono animali salvati o minacciati di estinzione.

Una situazione che ha provocato un crollo economico per cui si sono susseguiti appelli con raccolte fondi per sostenere le numerose realtà che si occupano di animali anche in Italia. Appelli anche da parte degli zoo preoccupati per il grave danno economico temendo di non poter provvedere a gli animali accolti. Tanto che uno zoo in Germania ha anche annunciato il rischio di dover sopprimere alcuni animali per sfamarne altri.

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Con il blocco delle attività e le limitazioni di assembramento, molti centri hanno promosso tour virtuali in rete per intrattenere gli utenti relegati nelle loro abitazioni.

Iniziative con le quali acquari, rifugi e santuari hanno condiviso con il pubblico il quotidiano di animali appartenenti a diverse specie tramite webcam. Un fenomeno sempre più diffuso con il quale osservare la natura senza entrare in contatto con l’habitat e con il delicato ecosistema in cui vivono.

In tal senso rientra il progetto “Goat 2 Meeting”, avviato dalla Sweet Farm, in California, che per poter continuare a sostenere gli animali ha ideato “videochiamate con gli animali”.

La prima ad essersi messa in contatto con gli utenti è stata una capra della fattoria di Half Moon Bay, seguita da un lama, una mucca e altri animali. Animali testimonial che hanno per missione educare e informare i cittadini sugli impatti negativi di molte attività umane come ad esempio l’agricoltura industrializzata o gli allevamenti intensivi.

Solidarietà con rifugi e santuari per animali

santuari animali
Massimo Vanni Santuario Capra libera tutti

Grazie a questa iniziativa che prevede video chiamate a pagamento, è stato possibile anche raccogliere fondi per sostenere gli animali.

“Si va dai 60 euro per un’apparizione di 20 minuti in una chiamata con un massimo di sei persone, a 92 euro per una chiamata aziendale di 10 minuti con numero illimitato di partecipanti, con una mucca, una capra, un lama, un maiale, una pecora o un tacchino. Per le aziende che desiderano un’esperienza molto più lunga o addirittura interattiva è stato ideato anche il “tour vip” con il costo di 750 euro per una visita guidata virtuale della fattoria”.

“Da quando l’epidemia di Coronavirus ha iniziato a diffondersi, abbiamo dovuto ripensare completamente il modo in cui ottenere le nostre entrate”, ha commentato Nate Salpeter, co fondatore di Sweet Farm.

I proventi saranno destinati non solo agli animali ma anche a promuovere, a fine lockdown, campagne di sensibilizzazione ed educative nelle scuole anche per quanto riguarda la salute e l’alimentazione. Il responsabile amministrativo dell’associazione ha infatti concluso, ricordando che “d’altronde anche le mucche si comportano come i nostri cani. Amano essere coccolate, per esempio, ma sono solo molto più grandi”.

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C.D.