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I tipi di antenne degli insetti: caratteristiche e a chi appartengono

I tipi di antenne degli insetti, organi sensoriali di cui non tutti sono dotati. Vediamo quali sono queste varietà e chi le possiede.

antenne insetti
(Foto AdobeStock)

Si stima che esistano più di 30 milioni di specie di insetti al mondo ed essendo una classe piuttosto adattabile, si trovano praticamente in tutti gli ambienti, rappresentando più del 90% di tutti gli animali.

Si tratta di sono animali con sei zampe (da cui il loro nome esapodi) e tre segmenti o tagmi: testa, torace e addome.

La maggior parte di essi, sono dotati di organi sensoriali affascinanti che consentono loro di percepire i suoni, regolare il volo e rilevare feromoni, temperatura e umidità.

Questi organi sono comunemente chiamati antenne e di esse ne esistono tipologie diverse. Scopriamo, perciò quali i tipi di antenne degli insetti.

Tipi di antenne degli insetti

Iniziamo con una precisazione che è d’obbligo, conosciamo meglio le antenne e la loro funzione.

antenne insetti
(Foto AdobeStock)

Le antenne sono strutture più complesse di quanto appaiano. Le due antenne degli insetti sono organi di rilevamento del tatto, dell’olfatto, dell’udito, dell’umidità e della velocità dell’aria.

Generalmente sono costituite da tre segmenti: lo scapo, lo stelo o peduncolo, e il flagello.

  • Lo scapo: è il segmento che collega l’antenna alla testa dell’insetto e può essere spostato in tutte le direzioni dalla muscolatura interna;
  • il peduncolo: è il segmento successivo, può anche muoversi e connettere lo scapo con il flagello;
  • il flagello: è un segmento molto interessante perché presenta diverse funzioni sensoriali. Inoltre è flessibile in quanto formato da più anelli uniti tra loro da membrane. Il numero di anelli è abbastanza variabile non solo tra specie di insetti, ma anche tra larve e adulti della stessa specie.

Questa diversità nella forma e nello sviluppo delle antenne ha generato la necessità di distinguere i diversi tipi di antenne degli insetti che sono:

  • Plumose;
  • Flabellate;
  • Geniculate;
  • Pectinate;
  • Serrate;
  • Setaceo;
  • Stylate;
  • Aristate;
  • Capitano;
  • Claviforme;
  • Lamellate;
  • Monofiliforme.

Conosciamole meglio.

Plumose

I segmenti delle antenne piumate hanno rami sottili, che gli attribuiscono un’apparenza piumata.

Il termine plumose d’altronde deriva dal latino pluma, che significa piuma. Tra gli insetti con le antenne piumate rientrano alcune mosche, zanzare e falene.

Flabellate

Nelle antenne flabellate, i segmenti terminali si estendono lateralmente, con lunghi lobi paralleli che sono stesi piatti l’uno contro l’altro. Questa funzione sembra un ventaglio di carta pieghevole.

D’altro canto Flabellate deriva dal latino flabellum che significa proprio ventaglio. Le antenne flabellate (o flabelliformi) trovano la loro collocazione in diversi gruppi di insetti all’interno dei coleotteri, degli imenotteri e dei lepidotteri.

Geniculate

Le antenne geniculate sono piegate, quasi come un’articolazione del ginocchio o del gomito.

Il termine geniculate deriva dal latino genu, che significa ginocchio. Le antenne geniculate si trovano principalmente nelle formiche o nelle api.

Pectinate

I segmenti delle antenne pectinate sono più lunghi su un lato, assumendo così proprio la forma di un pettine.

Il termine pectinato deriva dal latino pectina, che significa proprio pettine. Queste sono le antenne che possiamo osservare in alcuni coleotteri e seghe.

Serrate

I segmenti delle antenne seghettate sono dentellati o angolati su un lato, danno a queste antenne proprio la forma di una lama di sega.

Il termine serrate deriva dal latino serra, che significa sega. Queste antenne si trovano in alcuni coleotteri.

Setacee

Le antenne setacee sono a forma di setola e rastremate dalla base alla punta. Il termine setaceo deriva dal latino seta, che significa setola.

Esempi di insetti con antenne setacee includono effimere (ordine Efemerotteri) e libellule e damigelle (ordine Odonata ).

Stylate

Nelle antenne stilizzate, il segmento finale termina in un punto lungo e sottile, chiamato stile. Lo stile può essere simile a un capello ma si estenderà dalla fine e mai di lato.

Stylate deriva dal latino stylus , che significa strumento appuntito.

Questa tipologia di antenne si trovano in particolare in alcune vere mosche del sottordine Brachycera (come mosche rapinatrici, mosche beccaccini e mosche delle api).

Aristate

Le antenne aristate sono a forma di sacchetto, con una setola laterale.

Queste antenne sono compatte e hanno un pelo sull’ultimo segmento. Le antenne aristate si trovano in particolare nei Ditteri (vere mosche).

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Capitano

Le antenne capitate hanno una mazza o una manopola prominente alle estremità.

Il termine capitate deriva dal latino caput, che significa testa. Alcune farfalle hanno questo tipo di antenna lunga e sottile con estremità annodate o a forma di testa.

Claviformi

Le antenne claviformi terminano con un bastone o una manopola graduale (a differenza delle antenne capitate, che terminano con una manopola improvvisa e pronunciata).

Il termine clavate deriva dal latino che significa clava. Questa forma di antenne si trova più spesso nei coleotteri, come negli scarabei carogne.

Lamellate

Nelle antenne lamellate, i segmenti all’estremità sono appiattiti e annidati, quindi sembrano un ventaglio pieghevole.

Il termine lamellate deriva dal latino lamelle, che significa piatto sottile o scala. Questi tipi di antenne lamellate, si possono osservare nello scarabeo.

Monofiliforme

Le antenne moniliformi sembrano fili di perline, con segmenti sferici di dimensioni uniformi.

Monofiliforme deriva dal latino monile, che significa collana.  Queste antenne si possono osservare nelle termiti (ordine Isoptera).

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