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Il cane gioca davanti alla gabbia dei leoni: le immagini virali – VIDEO

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(screenshot video)

Il quindicenne RJ Taylor era al Zoo di Indianapolis con amici e il suo cane di 7 anni, Jetson, a fine agosto. Stavano guardando la gabbia dei leoni. Jetson, un labrador nero, era davanti al vetro che separa la preda dai predatori. Quando RJ Taylor, aspirante Youtuber, ha visto due dei leoni avvicinarsi verso la vetrata ha acceso lo smartphone, iniziando a riprendere la scena.

“Mostravano un interesse per il mio cane e volevano giocare con lui”, dice il ragazzino. Poi uno dei due leoni, Enzi, si appoggiò al vetro, ruggendo. RJ Taylor ha descritto la scena: “Era un mix spaventoso di paura e stupore”. In ogni caso, Jetson non sembrava proprio tenere in considerazione il fatto di poter essere cibo di un altro animale. Il cane sembrava felice davanti a quel vetro. Poi si aggiunse alla scena la sorella di Enzi, Sukari. Nel video si sente il 15enne commentare: “Questo è divertente! Jetson, sei fantastico!”. Poi ha concluso: “E’ un cane abbastanza calmo, ha socializzato”.

Il comportamento dei leoni è normale, ha dichiarato la portavoce di Indianapolis Zoo Carla Knapp. Entrambi, Enzi e Sukari, sono “ancora molto giovani ed energici”. La Knapp ha aggiunto: “Tutte le interazioni che abbiamo visto erano molto positive. Tutti gli animali sembrano molto rilassati in ogni reazione. Enzi è molto curioso del suo ambiente, prova le sue capacità come predatore”. Carla Knapp ha concluso: “Questo tipo di interazione è qualcosa che vogliamo fornire qui allo zoo. Vogliamo offrire esperienze per i nostri ospiti che siano sia impegnative che educative, e questo è esattamente quello che è successo qui”.

L’accusa: “Questo è solo sfruttamento”

Ma non tutti la pensano così. C’è chi ritiene che animali rinchiusi nelle gabbie, tutta la vita, unicamente con lo scopo per essere mostrati e come frutto di guadagno siano sicuramente una forma di maltrattamento. E’ quanto torna a denunciare l’organizzazione animalista “Essere Animali” con un reportage fotografico. L’organizzazione ha mostrato le condizioni in cui vivono gli animali in una ventina di zoo italiani: “A differenza di 30/40 anni fa, dove questa vocazione commerciale e puramente espositiva era esplicita, oggi gli zoo continuano comunque a esporre e far riprodurre gli animali per presunti scopi scientifici ed educativi”, scrivono i volontari.

Ancora una volta viene riproposta la solita domanda: “Come è possibile perseguire queste finalità richiudendoli in ambienti artificiali?”. ‘Essere Animali’ non ha dubbi: “L’illusione della natura ricreata artificialmente dall’uomo è per l’uomo stesso. È per il pubblico. Gli animali si sono arresi. Ogni cosa ormai non è per la cultura ma per il nostro intrattenimento”.

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GM