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Le api a Notre Dame, la speranza che risorge dalle ceneri -VIDEO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:33
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Le api di Notre Dame, in estate arriverà il loro miele, simbolo delle loro buone condizioni di salute. La cattedrale francese torna a rinascere

Sciame di api al lavoro (Foto Instagram)
Sciame di api al lavoro (Foto Instagram)

Proprio come la fenice che risorge dalla sue ceneri, la speranza della rinascita si fa largo sul tetto di Notre Dame. La celebre cattedrale francese, parzialmente distrutta dal rogo avvenuto il 15 aprile del 2019, torna a risorgere insieme alle api. I piccoli insetti che popolano le colonie del noto monumento, sono in buona salute e a breve arriverà anche il loro miele. Ad affermarlo è Sybile Moulin apicoltrice della società Beeopic che si occupa di diverse arnie presenti sui tetti parigini, tra i quali anche quello situato sopra la sagrestia del monumento.

Le api di Notre Dame, la speranza che torna a fiorire

Ape sul fiore (Foto Pixabay)
Ape sul fiore (Foto Pixabay)

L’esperta francese ha rassicurato tutti sulle condizioni degli animaletti, rivelandoci che in estate ci aspetterà un’abbondante produzione di miele. Il fenomeno si configura come un vero e proprio miracolo, in quanto non era banale il fatto che i circa 200 mila impollinatori fossero in grado di sopravvivere all’accaduto. La sopravvivenza era molto difficile per essi, poiché hanno dovuto fronteggiare un’anomala condizione di fumo, fuoco, acqua e temperature eccessivamente elevate. Il vero problema infatti, è rappresentato da quest’ultimo fattore come spiegato anche dall’apicoltrice: “Le temperature elevate avrebbero potuto sciogliere la cera, non tanto il fumo perchè questo lo usiamo anche noi per addormentarle e sedarle.”

Per fortuna le fiamme non hanno raggiunto direttamente le api ma le temperature hanno raggiunto la soglia degli 800 C° nei punti di apice, rappresentando un rischio concreto per le colonie delle api i quali hanno dovuto proteggere la regina. “Abbiamo esaminato le immagini satellitari e ci siamo accorti che gli alveari erano intatti e non erano stati rovesciati. Non c’erano nemmeno pozzanghere di cera sotto di loro. La cera si scioglie intorno ai 70° C, ma gli alveari non erano stati influenzati dal calore eccessivo. E’ andata bene” ha sottolineato Moulin nel corso di un’intervista al “The Guardian“.

Le api di Notre Dame, più forti del disastro 

E’ stato importante anche considerare il ruolo rappresentato dalle immagini riprese dai droni, dato che non ci si poteva avvicinare alle arnie. “Abbiamo potuto vedere le api entrare e uscire dall’alveare attraverso i video che ci hanno inviato alcune persone che lavoravano alla ricostruzione della cattedrale. Ci siamo occupati dello studio del loro comportamento e abbiamo potuto notare che trasportavano palle di polline sui piedi che significava che stavano accumulando scorte di proteine per nutrire i giovani. La presenza delle piccole api indicava che le regine stavano bene.

La condizione degli insetti si è potuta verificare grazie all’analisi condotta da Moulin che l’estate scorsa ha potuto accertare il loro stato di salute. “Non sembrava fossero colpiti dai roghi, nonostante fossero circondati da materiale strano. La nostra preoccupazione è che non bevessero acqua contaminata.” Alla fine è giunta la notizia che il miele non avesse nessun tipo di contaminazione.

La vicenda di Notre Dame ha interessato molte persone che hanno aiutato Beoopic a proteggere gli animali. In relazione a ciò, i responsabili hanno comunicato quanto segue: “Abbiamo deciso che le api resteranno qui. Sostituiremo le regine che possono vivere per cinque anni. La nostra speranza è che possano vivere a lungo.”

Una speranza condivisa da molti, e da tutti coloro i quali vogliono vedere Notre Dame più forte e bella di prima.

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B.F.

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