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La faina: le caratteristiche, l’habitat e l’alimentazione

La faina è l’animale dalle impronte difficili da rilevare. Vediamo quali altre caratteristiche e curiosità su questo mammifero.

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La faina ha un corpo che misura 45–50 cm, a cui vanno sommati 25 cm di coda, per un peso medio di circa 2 chilogrammi.(Foto Adobe Stock)

La faina (Martes foina) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidae. Ha le dimensioni di un gatto, ma con un aspetto molto diverso e selvaggio.

Caratteristiche della faina

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La faina (Martes foina) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidae.(Foto Unsplash)

La faina ha un corpo che misura 45–50 cm, a cui vanno sommati 25 cm di coda, per un peso medio di circa 2 chilogrammi. Di colore marrone, con schiariture su muso, fronte e guance: le orecchie sono tondeggianti e orlate di bianco, sulla gola e sul collo è presente una caratteristica macchia bianca.

Mentre le zampe sono di colore marrone scuro, come se indossasse calzari, zampe che usa come mani per afferrare il cibo mentre si muove da un ramo ad un altro. La livrea invernale è castana con sfumature grigiastre, mentre quella estiva assume una colorazione bruno rossiccia.

La particolare struttura fisica della faina è un adattamento alla vita terrestre-arboricola che conduce, e le conferisce agilità funambolica che, ad esempio, le permette di camminare spedita su un cavo del telefono.

Si differenzia dalla martora comune in quanto fisicamente risulta più minuta e quindi le zampe e il muso più corti, le orecchie e gli occhi di dimensioni minori. L’aspettativa di vita in natura della faina può essere tranquillamente anche di venti anni.

È un animale principalmente solitario, che delimita un proprio territorio di estensione decisamente esteso e compreso fra i 15 e i 210 ettari. Queste dimensioni variano a seconda del sesso e della stagione.

La faina è attiva prevalentemente di notte, mentre passa il giorno nei rifugi. L’attività notturna è sincronizzata con quella delle prede e le permette di evitare il contatto con l’uomo. Inizia a muoversi all’imbrunire; si muove sia a terra che sugli alberi.

Habitat e riproduzione

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L’habitat naturale della faina sono le foreste popolate da alberi ad alto fusto, con cime a forma di coni.(Foto Unsplash)

Vive nella parte più profonda della foresta, nell’ambiente umano e trova rifugio in piccoli spazi della natura come buchi negli alberi e nelle pietre e usa persino i nidi fatti da uccelli e scoiattoli come letto. L’habitat naturale della faina sono le foreste popolate da alberi ad alto fusto, con cime a forma di coni, attraverso i cui rami si muovono con grande abilità e destrezza.

La faina può vivere sia a livello del mare che a 1.700 metri sopra, ecco perché è possibile vederla presente in gran parte dell’Europa e del Medio Oriente. In Italia la faina è diffusa un po’ ovunque, dal piano fino a oltre 2000 metri e più, dove si sofferma però solo durante il periodo estivo. Manca solo in Sardegna e in Sicilia.

In merito alla riproduzione della faina, addirittura tende ad uscire dal suo territorio anche nelle ore diurne, ed è cosa straordinaria essendo un animale notturno e si può udire il suo lamentoso richiamo di accoppiamento. Anche i maschi tendono ad andare oltre il loro territorio per accoppiarsi con tutte le femmine possibili.

Una volta riuscito l’accoppiamento, cosa non proprio semplice, in quanto avviene dopo vari rifiuti della femmina, la monta mordendola ai lati del collo, dove sono presenti depositi di grasso sottocutaneo.

Ecco che la femmina viene fecondata e la gravidanza dura circa otto mesi, al termine dei quali partorisce da uno a quattro cuccioli.

Gli otto mesi di cui prima sono dovuti al fatto che l’impianto dell’ovulo fecondato avviene nella primavera dell’anno successivo all’accoppiamento e l’embrione comincia a svilupparsi a partire da febbraio. I piccoli dopo due mesi iniziano a staccarsi dalla madre, iniziando ad esplorare la foresta.

Alimentazione della faina

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La faina va alla caccia in cerca della sua preda, utilizzando principalmente la vista e l’udito.(Foto Unsplash)

La faina è un mammifero di origine carnivora, va alla caccia in cerca della sua preda, utilizzando principalmente la vista e l’udito per localizzare topi da campo e ratti acquatici.

Si affida prima all’olfatto per localizzare le tane e seguire le tracce, permettendogli così di scegliere la migliore strategia per catturare la preda. Questo mustelide preferisce uscire di notte e rifugiarsi durante il giorno, e di solito mantiene riserve di cibo durante l’estate e la primavera, per avere cosa mangiare in inverno.

Preferisce scoiattoli, uccelli, uova, conigli, lepri, pesci, anfibi, lumache, ratti, insetti, larve e altre specie di invertebrati. Ma non disdegna anche frutta e verdura selvatiche a seconda della stagione cosa offre. Si nutre anche di miele grazie al suo essere immune alle punture di ape e vespa. A sua volta però la faina è una preda dell’aquila reale, il lupo e della volpe.

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Raffaella Lauretta