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Le farfalle più velenose al mondo: quali sono, come riconoscerle e che rischi ci sono

Belle, colorate e sempre in movimento ma ce ne sono alcune anche molto pericolose: quali sono le farfalle velenose in natura, come riconoscerle ed evitarle.

Le farfalle più velenose al mondo
(Foto AdobeStock)

Possibile che gli insetti considerati i più belli in natura possano essere tanto letali? Ebbene sì, ma non è ‘colpa’ loro, o meglio lo fanno per legittima difesa. D’altra parte, non potendo contare su un ‘corpo’ possente e un aspetto che incute timore, la sola cosa da fare è appunto quella di inoculare veleno. Ma quando si può correre questo rischio? Come evitarlo e soprattutto cosa possono iniettare queste farfalle più velenose al mondo, tanto affascinanti quanto pericolose? Tutto quello che c’è da sapere per non correre rischi.

Le farfalle: insetti innocui ma molto ‘furbi’

A vederle restiamo sempre affascinate dal loro aspetto dinamico ma soprattutto dai meravigliosi colori delle loro ali, eppure questi insetti sono condannati dal loro stesso fisico e aspetto ad essere ‘succubi’ dei predatori e di coloro che le infastidiscono.

Farfalla
(Foto Pixabay)

Non hanno altri mezzi di difesa rispetto ai loro simili insetti, poiché non hanno pungiglione o altra ‘arma’ a disposizione, ma possono contare proprio su ciò che le rende tanto belle e particolari, i colori delle loro ali.

Ebbene è proprio grazie al loro corpo variopinto che i lepidotteri riescono a sfuggire ai predatori, anche a quelli più violenti. Grazie appunto alla capacità di mimetizzarsi sulle superfici sulle quali si poggiano, queste farfalle possono passare ‘inosservate’.

Provate a rilevare la presenza di una farfalla su una roccia, quando prende i suoi stessi colori: si confonde con essa fino a diventare una parte del muro! Altre volte invece assumono un colore bianco, che le fa sembrare escrementi o altre secrezioni di uccelli: anche in questo modo si rendono ben poco interessanti agli occhi dei predatori.

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Le farfalle più velenose al mondo: quali sono

Chiariamo un concetto di base: non dovrete darvela a gambe levate la prossima volta che vi capiterà di incrociare il volo di una farfalla, ma è bene sapere che se provate ad infastidirle, potrebbero reagire e fare molto male. Tra le farfalle più belle del mondo possono esserci anche quelle in grado di difendersi perfettamente dai malintenzionati e dai predatori.

Le farfalle più velenose al mondo
(Foto Pixabay)

Ma quali sono queste farfalle velenose e che caratteristiche hanno? Essere pericolose non vuol dire essere brutte e basta osservarle per capire che è proprio così; stiamo parlando de: la farfalla Monarca, la farfalla Thecla e quella Cobra (detta anche Atlante). Gran parte di questi esemplari infatti si cibano di veleno che si posa sulle piante, e lo conservano nel proprio organismo, senza tuttavia morirne.

In caso di necessità, come vedremo, alcune si lasciano mangiare e ‘intossicano’ coloro che se ne sono nutriti e altre invece si difendono in maniera ‘diretta’, iniettando il veleno e scappando via da potenziali predatori.

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Le farfalle più velenose al mondo: come si difendono e che rischi ci sono

Ma allora le farfalle sono velenose e possono fare male? Non attaccheranno mai per loro spontanea volontà ma inietteranno veleno solo in caso di ‘pericolo’. Pensiamo alla farfalla Monarca: i bruchi e gli adulti di questa tipologia si ‘lasciano mangiare’ da rane e altri animali che se ne cibano e poi rilasciano il veleno. Una volta ingeriti infatti questi esemplari tossici, saranno proprio coloro che se ne sono cibati a rilasciarli e a vomitarli.

Le farfalle più velenose al mondo
(Foto AdobeStock)

In altri casi invece le farfalle possono avvertire il pericolo e sentirsi minacciate da predatori che vogliono mangiarle oppure anche da umani che le infastidiscono: quante volte abbiamo assistito a scene di crudele sevizia di questi insetti? E questi ultimi come possono difendersi dalle mani di pericolosi umani che vogliono toccare le loro ali o addirittura calpestarle?

I rischi maggiori sono dunque legati al veleno che iniettano, mordendo coloro che le vogliono toccare: solitamente il ‘danno’ è a livello locale, sebbene abbia un effetto necrotizzante. Ma non è sempre così: nei casi peggiori (per il predatore) può anche essere un effetto di avvelenamento generale.

Francesca Ciardiello