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Oca Romagnola: specie ornamentale rara da cortile e giardino

L’oca Romagnola, conosciuta in tutto il mondo come l’oca di Roma. Vediamo quali le caratteristiche di questa specie da cortile rara.

oca romagnola
(Foto Pixabay)

L’Oca Romagnola è una specie originaria dell’Emilia Romagna, sono delle candide oche tra le razze più antiche al mondo.

L’oca romagnola è una specie che possiede una voce assai acuta e stridula ma in ogni caso sono tantissimi gli estimatori che amano abbellire il loro cortile anche il loro giardino, con questi meravigliosi esemplari rari di oche.

Conosciamo meglio le caratteristiche, le origini, l’habitat e cosa mangia questa meravigliosa specie di Oca Romagnola.

Caratteristiche dell’Oca Romagnola

L’Oca Romagnola arriva a pesare in media 8-9 chili, non esiste dimorfismo sessuale tra i membri della coppia.

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(Foto Pixabay)

Entrambi presentano un piumaggio bianco latte, gli occhi azzurri e il becco e le zampe di colore arancione acceso.

L’oca Romagnola possiede il mantello bianco; la testa piccola e il collo è lungo; il becco largo con una attaccatura alta, di colore arancione; le zampe mediamente lunghe, color arancio intenso; gli occhi azzurri con caruncola oculare rossa.

Il carattere è docile, difficilmente aggressivo anche durante il periodo riproduttivo. Si tratta di un animale gregario che vive in colonie e tollera molto bene tutti gli altri animali da cortile.

Il periodo degli accoppiamenti ha inizio in primavera, si tratta della razza più feconda e ovaiola tra le oche (110/115 uova l’anno, dal peso minimo di 150 grammi).

La femmina riesce a covare sino a 30/32 uova contemporaneamente. Una volta nati i pulcini vengono accuditi dalla madre per circa un anno prima di diventare del tutto indipendenti.

Questa specie di oca, detiene il primato nel mondo per la sua numerosa deposizione di uova. Inoltre il suo piumino è tra i più apprezzati.

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Origini e habitat

L’oca Romagnola deve il nome oca di Roma, agli avicoltori spagnoli che la videro proprio nella medesima città ad una esposizione mondiale nel maggio del 1924.

Fu proprio a Roma che gli spagnoli si chiesero se la romagnola appartenesse alla razza che salvò il Campidoglio dalle truppe galliche di Brenno nel lontano 382 a.C.  In ogni caso la questione non fu mai chiarita.

L’Oca Romagnola ha un aspetto pesante e una camminata piuttosto impacciata, per tale motivo predilige piccoli appezzamenti come ad esempio le corti contadine. Questo perché è molto pigra e poco attiva ma si adatta a diversi ambienti.

In Italia gli allevamenti di questa specie di oca sono molto pochi, in quanto preferiscono allevare gli incroci che sono più grandi e più produttivi.

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Cosa mangia l’oca Romagnola

La dieta dell’Oca Romagnola è onnivora e si nutre di semi, bacche, tuberi e germogli, anche se raggiunge il suo splendore durante il pascolo prima della cova.

L’oca Romagnola in cattività invece è ghiotta del pane inzuppato nell’acqua bollente, molto utile anche per lo svezzamento dei pulcini.

Malattie comuni delle oche

L’Oca Romagnola è possibile trovarla sia all’interno di fattorie, cortili e giardini sia allo stato selvatico che nuota tranquillamente in fiumi o laghetti.

Tuttavia come tutti gli esseri viventi di questo mondo è soggetta a malattie. Le principali malattie delle oche sono:

  • coccidiosi renale: colpisce l’intestino e i reni d’oca. Fondamentalmente, la malattia è caratteristica dei giovani animali di età inferiore ai 3 mesi. Gli uccelli possono rimanere indietro nello sviluppo, essere deboli;
  • Cloacite: anche detta infiammazione della mucosa della cloaca, può verificarsi con una carenza di vitamine A, E e D, nonché di mangimi minerali;
  • aspergillosi: una malattia che si sviluppa nel tratto respiratorio di un animale a causa dell’ingresso di funghi muffa;
  • Chlamydia e Pasteurellosi: è una pericolosa malattia virale. L’infezione può anche provenire da individui e attrezzature infette;
  • rachitismo: causato da un’esposizione insufficiente degli uccelli al sole, nonché da una diminuzione della vitamina D nel corpo;
  • disturbo digestivo: causata da un’alimentazione poco variata e provoca diarrea nelle oche, crampi al collo e persino paralisi;
  • enterite: caratterizzata da disturbi digestivi e si verifica a causa della scarsa alimentazione e dell’acqua stantia;
  • avvelenamento: è causato da del cibo avariato, una pianta velenosa o mangiare prodotti chimici. La malattia si manifesta rapidamente e c’è un’alta probabilità di morte.

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Ettore D’Andrea