Home Cani Cani modificati geneticamente in Cina per essere più muscolosi

Cani modificati geneticamente in Cina per essere più muscolosi

CONDIVIDI

Beagle_Faraon

Una notizia sconvolgente che proviene dalla Cina, dove secondo le indiscrezioni riportate dai media internazionali, un gruppo di scienziati per la prima volta hanno modificato geneticamente i cani per aumentare la capacità della loro massa muscolare.

Una ricerca mirata a creare una razza adatta alle esigenze dei cacciatori e dei cani impiegati dai servizi d’ordine.

La ricerca condotta dal Guangzhou Institutes of Biomedicine and Health, è  stata rivelata la scorsa settimana  dalla rivista MIT Technology Review che ha intervistato uno dei 29 scienziati che hanno preso parte allo sperimento. Il ricercatore Liangxue Lai ha spiegato che così come sono stati modificati i cani per essere più carini o più piccoli, come le razze teacup (clicca qui), in questo caso si è trattato di “rendere i cani più performativi nella corsa, nella caccia e per la polizia”.

I ricercatori hanno fatto nascere un beagle, una razza impiegata nei laboratori, con il doppio della sua massa muscolare, sopprimendo il gene chiamato myostatine, grazie ad una tecnica, sviluppata da due anni,  la CRISPR-Cas9, con la quale i ricercatori possono disattivare dei geni o riorganizzare in modo preciso il Dna degli animali.

Secondo i ricercatori, i cani con altre mutazioni del Dna, come quelle che imitano alcune malattie umane, potrebbero far avanzare la ricerca: “I cani sono molto simili all’uomo da un punto di vista del metabolismo, delle esigenze fisiologiche e delle caratteristiche anatomiche”, ha sottolineato Lai, rassicurando che nessun cane con la muscolatura potenziata è destinato al commercio domestico.

Tuttavia, per gli scienziati si tratta di un traguardo e di un metodo con il quale sarà possibile  modificare le dimensioni, l’intelligenza o la salute del cane. Non a caso,recentemente, in Cina, è stato messo in commercio un tipo i maialino miniatura a 1400 euro.

Per gli animalisti ovviamente si tratta di un settore aspramente criticato, tanto più se si considera che l’istituto cinese si avvale di oltre due mila beagle l’anno, per le sue ricerche. Purtroppo questa razza in molti paesi, come negli Stati Uniti viene utilizzata per fini biomedici e al momento, al di là della militanza per bandire l’utilizzo degli animali nella ricerca, ci sono pochi strumenti per aiutare quei piccoli esseri. A settembre scorso, un gruppo di animalisti americani era riuscito a riscattare 38 beagle dai laboratori, diffondendo su youtube il video dei primi passi di questi animali all’esterno dalle loro gabbie (clicca qui).