Home Cani Salute dei Cani Autolesionismo delle zampe nel cane: perché si fa male e come curarlo

Autolesionismo delle zampe nel cane: perché si fa male e come curarlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:05
CONDIVIDI

Fido si fa del male e non sai perché? Potrebbe essere autolesionismo delle zampe nel cane: ecco come rimediare a questo problema.

Autolesionismo delle zampe nel cane
Autolesionismo delle zampe nel cane: quando e come intervenire (Foto AdobeStock)

Se abbiamo notato dei comportamenti strani nel nostro cane e, in particolare, abbiamo riscontrato i segni di questi sospetti sulle sue zampe, è il caso di andare a fondo. Spesso Fido si lecca e si morde le estremità del corpo, le zampe appunto, per dare libero sfogo ad un suo malessere interiore. In questo caso potremmo parlare di Sindrome da autolesionismo nel cane: la causa principale pare essere una, ma è bene formulare una diagnosi certa con l’aiuto di un esperto. Vi sono alcuni rimedi omeopatici che possono aiutare, se non a risolverlo, almeno a ridurre il problema. Ecco dunque cosa sapere sulla sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane.

Potrebbe interessarti anche: Il cane si lecca il sedere: motivi e quanto è pericoloso

Sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane: cos’è

Zampe
Zampe (Foto Pixabay)

Si tratta appunto di una patologia che comporta delle lesioni, più o meno gravi, alle zampe e alle estremità del corpo di Fido. Solo un test del DNA, l’AMS, può darcene conferma: poiché si tratta di una malattia ereditaria, è possibile fare questo esame per individuare la presenza di alcuni elementi riproduttori che verrebbero geneticamente trasmessi ai cuccioli.

Si tratta di una malattia ereditaria precoce, presente dunque fin dalla tenera età dei cuccioli, e purtroppo anche piuttosto frequente. Ad un certo punto della malattia il nostro amico a quattro zampe perderà completamente la sensibilità alle zampe, a causa delle lesioni e delle ferite che hanno ‘anestetizzato’ la zona nel corso del tempo. Saranno i cani stessi a procurarsi ferite e lesioni così gravi da perdere l’uso delle zampe. In che modo? Con leccate frequenti e morsi. Addirittura, nei casi più gravi e continui, possono arrivare alla perdita delle falangi e delle unghie. Visibilmente sembreranno come amputati e li vedremo zoppicare in modo maldestro.

Quando e come si sviluppa

Questo atteggiamento, che diventerà una sorta di sfogo ossessivo-complusivo, si manifesterà in tenera età, quando sembrerà che il cucciolo si sta solo facendo delle coccole. In fondo non fa tenerezza un cagnolino che si aggroviglia su se stesso per leccarsi la zampetta? Il problema sopraggiungerà quando il cane crescerà e non riuscirà più a fare a meno di questo atteggiamento. Il periodo in cui notare la comparsa dei primi sintomi solitamente è compreso tra i 3 mesi e il primo anno di età del cucciolo.

Si trasmette in via ereditaria, poiché il cane che porta la mutazione non sviluppa la malattia ma la trasmette a metà della sua cucciolata. In pratica il cane ‘portatore’ è il responsabile della diffusione della malattia nell’intera razza. I cuccioli che vengono ‘infettati’ contribuiscono ad aumentare la possibilità di diffondere la mutazione. I genitori di un cucciolo che ha questa mutazione possono anche essere dunque portatori sani della malattia. La Sindrome comporta appunto una continua lesione degli arti inferiori, quindi delle estremità podali, fino alla caduta di unghie e alla auto amputazione.

Potrebbe interessarti anche: Il cane si lecca le labbra: cause e rimedi

La sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane: il test AMS

Autolesionismo delle zampe nel cane
Autolesionismo delle zampe nel cane: i test utili a diagnosticarla (Foto AdobeStock)

Che cos’è questo test e in che modo può essere utile alla diagnosi? Grazie ad anni di ricerche, il team di ricercatori della sezione di Genetica del Dog CNRS-Université de Rennes, hanno sviluppato un test del DNA che individua questa malattia su alcune razze canine, ovvero: Springer Spaniel Inglese, Pointer Inglese, Spaniel francese e Cane da ferma Tedesco.

Questo esame è importante per l’allevatore che vuole evitare il rischio che i suoi cuccioli sviluppino questa patologia. In pratica ci si deve assicurare dello stato genetico del cane, escludendo appunto la presenza di riproduttori della Sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane. in questo modo sarà più facile, e soprattutto sicuro, selezionare i cani da far accoppiare, limitando effetti e diffusione della malattia.

Sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane: cause e rimedi

Cane
Cane con zampa in primo piano (Foto Pixabay)

Se notiamo che il nostro cane è stressato e nervoso per vari motivi, e sfoga il suo stato d’animo leccandosi le zampe e mordendosi fino a ferirsi, è il caso di intervenire prontamente. Buoni risultati hanno dato in questo campo i Fiori di Bach, dei rimedi del tutto naturali della medicina omeopatica. Si possono somministrare in forma di gocce o altre soluzioni. Essi hanno un effetto calmante e rilassante sul cane stressato e nervoso.

Ma quali sono le cause alla base di questo disturbo che porta all’autolesionismo? Tra i vari motivi che stressano un cane, dal trasloco (Leggi qui: Trasloco con il cane: le regole d’oro per un cambio casa senza stress) all’arrivo di un neonato alla tensione che si respira in casa, l’autolesionismo è spesso un effetto dell’ansia da separazione. Essa si sviluppa ogni volta che il padrone è assente: il cane quindi assume un atteggiamento che dapprima gli servirà per trovare conforto a quella sensazione di malessere e di abbandono, e poi non ne potrà più fare a meno. Infatti potrebbe facilmente capitare che Fido, oltre a perdere la sensibilità delle zampe e degli arti, perderebbe anche la coscienza del male che si sta procurando. E’ il peggioramento di un tic che diventerà quasi automatico e che potremmo notare anche quando il padrone è presente.

Se i rimedi naturali non dovessero bastare bisognerà contattare un esperto comportamentista. Solo questo specialista del comportamento potrà correggere questo atteggiamento lesivo del nostro cane: i metodi fai-te-te spesso si rivelano inutili e di scarsa efficacia. Anzi si rischia di perdere tempo prezioso per risolvere il problema.

Cosa può fare il padrone? Innanzitutto non dare al cane ciò che vuole ottenere con questo atteggiamento, ovvero la nostra attenzione, soprattutto prima di andare al lavoro. Non dobbiamo coccolarlo troppo prima di uscire, altrimenti il nostro atteggiamento potrebbe voler compensare il fatto che a breve lo lasceremo solo. Invece il fatto di uscire deve rientrare nelle normali attività di ogni giorno, a cui il cane dovrà abituarsi, suo malgrado. Allo stesso modo bisogna rientrare senza fargli ‘troppe feste’ perché anche quello potrebbe sembrare il nostro modo di chiedere scusa per essere mancati. Sarà dura ignorarlo, ma è per il suo bene!

Francesca Ciardiello