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Come parlare al cucciolo di cane con il linguaggio corretto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:10
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Quando prendiamo un cane, di solito uno dei primi ostacoli è capire come parlare al cucciolo che è appena arrivato nella nostra vita, senza fare errori inutili.

come parlare al cucciolo
Come parlare al cucciolo: errori da evitare e consigli. (Foto Unsplash)

Una volta compreso il linguaggio dei cani e ciò che il nostro cucciolo “dice” quando abbaia, scodinzola o con altri movimenti del corpo, allora sapremo come parlare ad un cane con una efficace comunicazione con questi pelosetti. Dobbiamo sempre ricordare però che il nostro piccolo amichetto non sa leggere la nostra mente, e un comportamento visto come “normale” per gli umani, può essere una lingua totalmente incomprensibile – magari anche offensiva – per i cani. Dovremmo invece usare il linguaggio canino per convogliare i nostri messaggi.

Gli umani sono primati che si toccano e si abbracciano, gesticolano con le mani e hanno un tono di voce forte, e più alto quando sono turbati. Tutte queste cose possono essere fonte di confusione o persino di minaccia per i cuccioli, ma anche per i cani adulti. Ci sono molti errori da evitare per imparare come parlare al cucciolo in modo corretto, e qualche consiglio per migliorare la nostra comunicazione.

Errori da evitare

dimmi che cane ti piace e ti diro chi sei
Come parlare al cucciolo è importante per stabilire un legame. (Foto Adobe Stock)

Alcuni errori da evitare quando parliamo al cucciolo sono:

  • Chinarsi sul cucciolo: gli umani sono più alti dei cuccioli ed è naturale chinarsi per parlar loro o per accarezzarli. Ma “incombere” sopra ad un cane è intimidatorio perché, nel linguaggio dei cani, questo significa ”Sono il capo, ho il controllo”. Questo può essere motivo di tensione, o persino spaventoso per i cuccioli che già accettano il nostro status di capo. Possono quindi dimostrare di non essere una minaccia con gesti pacifici, come urinare in sottomissione. Invece se il cane è estraneo, e non ci conosce, potrebbe diventare aggressivo o difensivo quando ci chiniamo su di lui. Ma non è altro che un voler combattere semplicemente contro ciò che pensa sia una sfida. Invece di chinarci sul cucciolo, diamo al cane lo spazio per avvicinarsi a noi. Giriamoci di lato, o inginocchiamoci sul pavimento, in modo che altezza e posizione non sembrino una minaccia.
  • Fissarlo con un intenso contatto visivo: anche il contatto visivo diretto può essere intimidatorio. Usiamo gli stessi segnali calmanti del cucciolo per dirgli che non intendiamo dire nulla di male, in fondo per capire come parlare al cucciolo basta ragionare come fa lui/lei. Giriamo la testa, allontaniamo gli occhi e muoviamoci lentamente per dare al cucciolo il tempo di accumulare il coraggio di resistere o addirittura di avvicinarsi.
Il cucciolo e la bambina (Foto Pixabay)
I bambini fanno spesso errori con i cuccioli perchè non sanno come comunicare con loro. (Foto Pixabay)
  • Pacche sulla testa: immaginiamo di avere le dimensioni di un cucciolo e una mano grande la metà di tutto il nostro corpo si avventa verso la parte superiore della nostra testa. Non vorremo schivarla e guaire, e correre anche ai ripari? Invece, pensiamo a come cuccioli e cani si presentano e si conoscono tra di loro: la comunicazione avviene tramite prima l’olfatto e lo studio degli odori, e solo dopo c’è un vero contatto. Quindi offiramo al cucciolo la nostra mano, con il palmo rivolto verso il basso, affinché il cagnolino annusi la parte posteriore delle dita senza il rischio di essere afferrato. Quindi offriamogli un grattino sulla parte anteriore del petto o sul lato del collo. Evitiamo di dare una pacca sulla parte superiore della testa fino a quando non conosciamo veramente bene l’animale e ci viene mostrata una giusta comprensione del “linguaggio umano”.
  • Gli abbracci: per cuccioli e cani, gli abbracci non sono un segno di affetto. I nostri animali domestici usano la presa per afferrare e lottare durante il gioco o i combattimenti, durante i comportamenti legati all’accoppiamento o semplicemente per mostrare il proprio dominio. Rinunciamo agli abbracci e insegniamo anche ai nostri figli modi alternativi per mostrare affetto verso i cani. Altrimenti, il cucciolo potrebbe scatenarsi per rappresaglia di ciò che percepisce come un attacco.
  • Baci: Sì, il nuovo cucciolo sembra leccarci per tutto il tempo, in maniera ossessiva. Potremmo pensare che il baciare funzioni esclusivamente come espressione di amore e affetto, ma anche tra le persone, a volte un bacio può significare rispetto piuttosto che adorazione. Cani e cuccioli mostrano il loro amore in altri modi. La leccata viene invece utilizzata per mostrare deferenza, rispetto e una dichiarazione di non essere una minaccia, in linguaggio canino. I cani subordinati leccano un cane più dominante – o la persona – il viso o il lato della bocca come un gesto di pacificazione. Se noi umani però proviamo ad imitare questo segnale e baciamo il cane sopra o vicino alla bocca o agli occhi, nel linguaggio canino questo gli dirà che gli siamo sottomessi; e questo potrebbe metterci nei guai. Una grande maggioranza dei morsi di cane prende di mira i volti dei bambini, perché il bambino ha abbracciato o cercato di baciare il cane.

Come parlare al cucciolo correttamente

cane mangiare maionese
La comunicazione dei cuccioli non è diversa da quella dei cani adulti (Foto Pexels)

Ora che abbiamo capito cosa significa il linguaggio del nostro corpo, possiamo usarlo per parlare al cucciolo di cane. Quando vogliamo che la nostra piccola palla di pelo scatenata si metta in riga a pensare al da farsi, o se vogliamo essere un timido cagnolino ad essere più fiducioso, comunichiamo con lui come farebbe un cane. E no, non c’è bisogno di scodinzolare.

I segnali assertivi mostrano al cane che deve rispettarci:

  • Usiamo un tono di voce calmo e dal registro basso, e parole brevi e concise. Le voci cono tono acuto possono sembrare lamentose ed inviare segnali errati che non siamo al comando.
  • Usiamo le stesse parole per la stessa cosa ogni volta, in modo che il nostro cucciolo impari la lingua umana tramite la ripetizione. Non saprà che “aspetta” e “resta qui” e “torno subito” o “non muoverti” significano la stessa cosa per noi umani. Dobbiamo sceglierne uno solo. I cuccioli si sviluppano grazie alla routine. Una tecnica di addestramento con il clicker funziona particolarmente bene per comunicare il significato di queste parole.
  • Restiamo in piedi. I cani in carica non devono fare molto sforzo, devono solo comportarsi come il capo. Tutti gli altri cani ci credono, quindi non devono provare niente a nessuno.
  • I cani non usano le mani per controllare i movimenti degli altri: usano i blocchi con il corpo, spingono, si inclinano,e controllano lo spazio. Pensiamo al modo in cui un cane pastore alleva il bestiame e chiede alle pecore di muoversi, senza mai toccarle. Possiamo fare la stessa cosa, usando il nostro corpo per controllare i movimenti del cucciolo.
Uno dei cuccioli messi in salvo Facebook
Un cucciolo ha bisogno di tanta pazienza. (Foto Facebook)

I segnali calmanti comunicano al cucciolo di non aver paura o di non essere nervoso:

  • Per i cuccioli timidi, pensiamo ai modi per alleviare l’angoscia allo stesso modo che useremmo per i cani. Una voce più acuta, lenta e rilassante può dire al piccolo che non siamo una minaccia.
  • Non chiniamoci nè pieghiamoci al di sopra del cane. Accovacciamoci o inginocchiamoci, e lasciamo che il cucciolo si avvicini a noi piuttosto che inseguirlo. Se vogliamo davvero suscitare la curiosità dei cuccioli e dimostrare che non siamo una minaccia, stendersi immobili a terra funziona sempre.
  • Se dobbiamo proprio avvicinarci, curviamo in un angolo obliquo invece di camminare o correre direttamente verso il cucciolo.
  • Lecchiamoci le labbra o sbadigliamo, mentre distogliamo lo sguardo.
  • Proviamo a fare una risata da cane. Starnutiamo e vedi se il cucciolo starnutisce allo stesso modo. Oppure imitiamo il suono di risata del cane ansimante che loro usano esclusivamente durante il gioco, per dire che non intendiamo fare nulla di male.

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Fabrizio Burriello