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Demenza nel cane: la sedentarietà è un fattore di rischio

Uno studio ha messo in luce che la sedentarietà può accrescere il rischio di demenza nel cane: scopriamo insieme cosa sapere.

Sedentarietà e demenza nel cane
(Canva)

Cani inattivi o letargici sono maggiormente propensi a sviluppare la demenza durante la vecchiaia. A sostenerlo è uno studio correlato al progetto Dog Aging Project, finalizzato a monitorare e migliorare la qualità di vita dei quattro zampe anziani. Ecco quali sono i risultati della ricerca.

Cos’è la demenza nel cane?

La demenza è una condizione legata al processo di invecchiamento cerebrale, che colpisce circa la metà dei cani con un’età superiore agli 11 anni.

Cane anziano all’esterno mentre riposa (Pixabay)

Essa comporta una serie di variazioni del comportamento e intacca in particolar modo la memoria e la capacità di concentrazione, che vengono compromesse.

Quali sono i fattori di rischio che possono predire lo sviluppo di demenza nel cane?

Ad oggi, non ci sono certezze in relazione alla razza e all’ereditarietà come possibili aspetti in grado di influenzare la comparsa o meno di questa condizione.

Come si manifesta la demenza? I principali sintomi sono:

  • Disorientamento;
  • Cambiamento del ritmo sonno-veglia;
  • Perdita di memoria.

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Sedentarietà: un fattore di rischio per la demenza nel cane

Non solo età avanzata: secondo i ricercatori, anche uno stile di vita sedentario accresce il rischio di demenza nel cane.

Cagnolina ritrovata dopo anni
Cane anziano in un parco (Pixabay)

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports, si è avvalso dell’aiuto dei proprietari di oltre 15.000 cani, chiedendo loro di compilare due questionari che indagavano il livello di energia dei loro pelosetti e l’attività fisica svolta ogni giorno.

Inoltre, gli studiosi hanno indagato eventuali dimenticanze di Fido, come la difficoltà a riconoscere i volti familiari.

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Dopodiché, tenendo conto dell’età, del genere, della razza e della sterilizzazione, hanno assegnato un punteggio compreso tra 16 e 80. Oltrepassata la soglia dei 50 punti, si era in presenza di declino cognitivo nel cane.

Incrociando i dati, gli studiosi hanno messo in luce come la sedentarietà fosse associata alla demenza, dimostrando che l’attività fisica e intellettuale gioca un ruolo chiave nella prevenzione di questa condizione.

Del resto, stare in compagnia di Fido e interagire con lui è un ottimo modo non solo per mantenere attive e stimolate le sue abilità cognitive, ma anche le nostre: entrambe le specie, infatti, beneficiano del contatto l’una con l’altra.